Grillo:illegittimo e anticostituzionale il codice di comportamento degli eletti nel M5S

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I pasdaran di Grillo hanno espulso con una votazione online (che continua a essere fumosa in barba alle promesse di trasparenza) il Senatore del Movimento 5 Stelle, Marino Mastrangeli, reo di aver partecipato a un talk show in TV. Indicative in tal senso le parole di un’altra espulsa eccellente, Federica Salsi, che su Facebooh e Twitter commentava la notizia con un laconico «ecco a voi la versione digitale del tribunale dell’inquisizione».

La storia di Mastrangeli è nota a tutti e non starò a rivangarla, quello su cui invece vorrei porre l’accento è sulla effettiva legalità costituzionale di questo provvedimento, a prescindere dal codice di comportamento liberamente firmato dai deputati grillini all’atto della candidatura.

A citare la Costituzione è lo stesso Mastrangeli e in particolare l’art.21 che recita: “tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Secondo Mastrangeli la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle violerebbe proprio quell’articolo della costituzione.

In realtà lo stesso codice di comportamento per gli eletti del Movimento 5 Stelle contiene alcune cose che non sono proprio “costituzionali”. A parte la norma che vieta di partecipare ai talk show che viola palesemente l’art.21, mi pare che ci siano dei dubbi anche riguardo altre norme. Per esempio quando si afferma che «i parlamentari sono tenuti al rispetto dello Statuto, riferito come “Non Statuto”» secondo me si va contro la Costituzione che afferma invece che il parlamentare è tenuto solo al rispetto della Costituzione Italiana. Se per esempio il “non statuto” del M5S contenesse articoli anticostituzionali, come si dovrebbe comportare il parlamentare del M5S? Un’altra norma che mi sembra anticostituzionale è quella dove si afferma che «il parlamentare eletto dovrà dimettersi obbligatoriamente se condannato, anche solo in primo grado». In Italia vige, per Costituzione, la presunzione di innocenza, cioè uno è innocente fino alla sentenza definitiva e non può essere considerato colpevole di un reato se non è stato condannato in maniera definitiva dopo i tre gradi di giudizio.

E così dopo il caso denunciato Mario Ragusa (ex grillino) riguardo alla violazione dell’art. 67 della Costituzione (libertà di un deputato di votare secondo coscienza), ci sono seri dubbi sulla costituzionalità del codice di comportamento dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Quello che rimane incomprensibile è come tutto questo possa venire permesso dagli organi di controllo. Come è possibile che dei parlamentari che siedono in aula e che dovrebbero rappresentare e difendere la Costituzione Italiana siano soggetti a regole palesemente anticostituzionali?

Non sono un avvocato e quindi la mia è solo una opinione, ma credo che ci siano gli estremi per una azione della magistratura perché se realmente quelle “regole” imposte ai parlamentari del Movimento 5 Stelle sono incostituzionali la loro presenza in Parlamento potrebbe non essere del tutto legittima.

Bianca B.

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