Guerra al ISIS: Kobane vergogna di Erdogan. La nuova Srebrenica del Medio Oriente

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Da recenti informazioni sembra che le truppe del ISIS siano state costrette dai bombardamenti a retrocedere e a lasciare quelle parti della città curda di Kobane che ieri avevano conquistato. Tuttavia non possiamo non sottolineare l’atteggiamento della Turchia e del suo Presidente, Recep Tayyip Erdogan, del tutto indifferente al massacro che sta avvenendo nella città curdo-siriana al confine con la Turchia.

Qualcuno ha paragonato il martirio della città di Kobane a quello di Srebrenica quando le truppe dell’Onu, pur essendo li, si girarono dall’altra parte e permisero il massacro dei musulmani da parte dei serbi. L’esercito turco è a poche centinaia di metri dal massacro eppure non interviene. Lascia che i terroristi islamici del ISIS massacrino senza pietà l’eroica resistenza curda. Non solo, la Turchia impedisce ai curdi di attraversare il confine e di andare in soccorso dei loro fratelli. E, ciliegina sulla torta, quando oggi in nel Kurdistan turco sono scoppiate le proteste per questo atteggiamento turco la polizia di Erdogan non ha saputo far meglio che reprimere le proteste nel sangue uccidendo almeno 14 curdi.

Ormai crediamo che sia chiaro a tutti che, al di la delle parole, l’atteggiamento della Turchia verso l’ISIS è un atteggiamento di accondiscendenza quando non di vera e propria complicità. Il martirio della città di Kobane è lì a dimostralo senza ombra di dubbio. E adesso basta ipocrisie, fuori la Turchia dalla NATO e fine di qualsiasi colloquio per il suo ingresso in Europa. Erdogan è una vergogna mondiale, un nuovo Hitler in Medio Oriente che va immediatamente isolato, un complice attivo del terrorismo islamico che non può più essere trattato come un qualsiasi uomo politico.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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