Guerra di Gaza: un rapporto ufficiale svela tutta la verità

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Il Ministero degli Esteri israeliano ha presentato ieri alla stampa il suo rapporto sulla operazione “Margine Protettivo”, la guerra difensiva attuata da Israele contro Hamas nella scorsa estate. Il rapporto di 277 pagine spiega non solo gli aspetti legati al Diritto Internazionale che prevede il Diritto alla difesa ma spiega anche che i dati diffusi dall’Onu (che poi sono i dati di Hamas) sono del tutto menzogneri.

Le vittime

Secondo il rapporto il 44% degli oltre 2.000 morti (2.256 secondo Hamas) erano terroristi e non civili come affermato dal gruppo terrorista e preso per oro colato dall’Onu. Il 36% erano civili mentre per il restante 20% l’IDF e l’intelligence israeliana non sono stati in grado di verificarlo. Va detto poi che buona parte delle vittime civili sono il frutto della tattica adottata da Hamas che aveva ordinato ai suoi miliziani di portare i combattimenti in mezzo alla popolazione civile per ottenere un vantaggio tattico e mediatico, una tattica provata dai documenti trovati durante l’operazione Margine Protettivo. Gli obbiettivi considerati dall’Onu come obbiettivi civili erano in realtà target militari. Hamas aveva infatti trasformato moschee, scuole e strutture civili in depositi di armi o in punti di lancio dei missili.

I crimini di guerra di Hamas

Secondo quanto verificato dalle autorità israeliane (dove per verificato di intende provato da prove certe e dimostrabili) oltre al fatto risaputo dell’uso da parte di Hamas dei civili come scudi umani, il gruppo terrorista durante la guerra ha lanciato 4.500 razzi e colpi di mortaio contro Israele, di questi oltre 4.000 erano deliberatamente indirizzati a obbiettivi civili, il che è un crimine di guerra. Almeno 550 di questi sono stati lanciati dall’interno o da molto vicino a “obbiettivi sensibili” come scuole, ospedali, moschee e altre strutture civili, e questo è un altro crimine di guerra. Hamas ha poi costretto i civili a ignorare gli avvisi dell’esercito israeliano volti a salvaguardare le vite civili costringendo la popolazione a rimanere in punti che si sapeva di li a poco sarebbero stati colpiti. E questo è il terzo crimine di guerra.

Il Diritto alla difesa

Il rapporto diffuso dal Ministero degli Esteri israeliano dedica molta attenzione all’aspetto giuridico della operazione Margine Protettivo dimostrando come tutta l’operazione sia da inquadrare nel legittimo Diritto alla Difesa dopo che per molti mesi la popolazione del sud di Israele era stata bersaglio di un continuo lancio di missili. Scendendo in alcuni particolari si scopre che le vittime civili israeliane a partire dal 2.000 sono state 1.265 (se paragonato alla popolazione degli Stati Uniti, solo per fare un raffronto, sarebbero state 49.375), che dall’inizio del 2015 al 38% dei bambini israeliani che vivono a ridosso della Striscia di Gaza sono stati diagnosticate diverse forme di sintomi totali o parziali di disordine da stress post-traumatico a causa del continuo stato di pressione dovuto al lancio di missili da parte di Hamas. A questo va aggiunto che durante l’operazione Margine Protettivo sono stati scoperti 32 tunnel del terrore dei quali ben 14 sbucavano in Israele e che è stato sventato un piano per un grosso attacco terroristico volto a compiere una vera e propria strage di civili. Tutto questo ha reso quindi necessaria l’operazione Margine Protettivo che quindi va inquadrata a tutti gli effetti nel Diritto alla difesa di uno Stato.

Hamas, attraverso il suo portavoce, ha subito rigettato il rapporto diffuso dal Ministero degli esteri israeliano parlando di “rapporto di parte e pieno di menzogne”. Ma a tal proposito vale la pena fare un piccolo riepilogo di alcuni punti salienti della guerra di Gaza e su come operano i terroristi palestinesi, tra i quali segnaliamo la linea guida di Hamas per i giornalisti, una guida che viene sistematicamente adottata dai “grandi media”, ma soprattutto vale la pena ricordare come Hamas usi sistematicamente la compiacenza dei media per distorcere la verità. Ci teniamo a fare queste precisazioni in quanto coloro che non vivono quotidianamente il conflitto tra Israele e i terroristi e che leggono solo i “media ufficiali” sono tendenzialmente portati a credere alle menzogne sapientemente diffuse ad arte da Hamas e anche se lo fanno in buona fede riteniamo che debbano vagliare attentamente le informazioni che arrivano da quelle zone.

[glyphicon type=”user”] Articolo scritto da Noemi Cabitza

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