Israele deve morire in silenzio?

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Per giorni abbiamo chiesto e aspettato invano che il Presidente della ANP, Abu Mazen, condannasse gli attentati contro cittadini israeliani, ma Abu Mazen non si né visto né sentito…fino ad oggi, quando con un comunicato scritto dalla Agenzia ufficiale della ANP, Wafa, Abu Mazen ha condannato l’uccisione da parte dei soldati israeliani degli attentatori.

Si, avete capito bene, Abu Mazen ha condannato Israele per essersi difeso, per aver reagito a dei vili attentati contro civili inermi. Abu Mazen ha rotto il silenzio per schierarsi con i terroristi palestinesi e sostanzialmente pretende che Israele muoia in silenzio.

Ne prendiamo atto, come prendiamo atto che ancora una volta la comunità internazionale con il suo silenzio si rende complice del terrorismo islamico palestinese, solo che il mondo non può pretendere che Israele muoia in silenzio. Prenderne atto non significa accettare, prendere atto che l’angelo della pace è solo un capo terrorista non significa accettarlo e continuare a cooperare con lui come se niente fosse. Questo deve essere chiaro a tutti gli invasati amici dei terroristi compresi certi politici (a proposito, ci chiediamo se in Italia esista ancora il reato di istigazione al terrorismo visto certe bacheche su Facebook).

Israele non si farà annientare in silenzio, non morirà in silenzio. Israele ha il Diritto e il dovere di reagire come meglio crede per tutelare i suoi cittadini e i suoi interessi di Stato libero e democratico. E ci aspettiamo che lo faccia da subito, a partire dal rompere qualsiasi contatto e collaborazione con l’Autorità Nazionale Palestinese. Tanto ormai qualsiasi cosa faccia Israele sarà sempre dalla parte del torto, e allora perché aspettare?

Redazione

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