Israele: partono e crescono le sanzioni contro i palestinesi

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Come annunciato da Israele a seguito dell’accordo tra OLP e Hamas partono oggi le sanzioni contro i palestinesi e in particolare contro la ANP (Autorità Nazionale Palestinese).

Le sanzioni, che inizialmente erano limitate al blocco del trasferimento da Israele alla ANP dei fondi derivanti dalle imposte (compresa l’IVA sui prodotti israeliani destinati ai palestinesi), un somma pari circa a mezzo miliardo di shekel al mese (circa 100 milioni di Euro), da ieri per decisione del Governo israeliano si sono allargate dopo che Abu Mazen ha annunciato pubblicamente la richiesta palestinese di adesione a ulteriori 60 organizzazioni internazionali dopo che la settimana scorsa lo stesso Abu Mazen aveva annunciato la richiesta di adesione a 12 trattati internazionale tra i quali la Convenzione di Ginevra.

Le sanzioni nel dettaglio

  1. Congelamento dei trasferimenti di denaro tra il Governo Israeliano e la ANP
  2. Congelamento della installazione di una rete cellulare 3G in Cisgiordania
  3. Congelamento della autorizzazione per estendere la rete cellulare gestita dalla società palestinese Wataniya Mobile
  4. Blocco della costruzione di 14.000 alloggi per i palestinesi previsti nell’area C
  5. Blocco di tutte le riunioni a livello ministeriale e a qualsiasi livello tra esponenti del Governo israeliano e ANP
  6. Congelamento delle perforazioni in acque profonde riguardante il giacimento di gas “Gaza Marine”
  7. Congelamento dei fondi appartenenti a cittadini palestinesi depositati presso banche israeliane
  8. Drastica riduzione della libertà di circolazione in Israele per i cittadini palestinesi, anche se in possesso di “permesso VIP” che sostanzialmente permette di accedere senza controllo a qualsiasi area israeliana.

Le proteste

Durissime le proteste di parte palestinese che parlano di “un grosso passo indietro di Israele nella ricerca della pace”. Spiazzato il Segretario di Stato americano, John Kerry, che ieri aveva alimentato le polemiche affermando che “Israele rischia di trasformarsi in uno Stato di apartheid”, dichiarazioni poi parzialmente smentite dallo staff dello stesso John Kerry ma ormai date in pasto alla stampa, ennesima prova che Kerry ha sempre lavorato contro Israele.

In realtà le sanzioni di Israele nei confronti dei palestinesi erano ampiamente annunciate e previste dopo la rottura definitiva dei cosiddetti “colloqui di pace” e soprattutto dopo l’accordo con Hamas. Perché mai Israele dovrebbe favorire chi lo vuole distruggere?

Scritto da Sarah F.

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