Le balle di Obama: sapeva da mesi degli accordi tra Hamas e Fatah

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Ci sono due cose ben chiare nella triste e ridicola questione dei negoziati di pace tra Israele e palestinesi. La prima è che i palestinesi non hanno mai voluto veramente trattare per la pace, la seconda è che tutta la Comunità Internazionale ne era perfettamente consapevole ma ha continuato a supportare questa sceneggiata palestinese chiedendo sacrifici solo a Israele.

La maschera è stata gettata due giorni fa quando è stata annunciata la riconciliazione tra Hamas e Fatah ben sapendo che questa decisione avrebbe automaticamente messo la parola fine ai negoziati di pace con Israele essendo Hamas un gruppo universalmente riconosciuto come terrorista. Ora ci vogliono far credere che tutto questo sia il frutto di una decisione improvvisa, magari come conseguenza del rifiuto di Israele di rilasciare altri terroristi palestinesi. In realtà chiunque abbia un po’ di intelligenza e non sia offuscato dall’odio anti-israeliano sa benissimo che quella decisione non può essere il frutto di un viaggio di poche ore di alcuni esponenti della OLP a Gaza ma è il frutto di lunghissime trattative durate per mesi, proprio mentre il sig. Abu Mazen prendeva in giro tutti quanti con le false trattative di pace con Israele.

E francamente è anche impensabile che gli americani, che tanto si sono dannati per arrivare a un accordo di pace tra Israele e palestinesi, ne fossero completamente all’oscuro. La più grande potenza mondiale (o perlomeno lo era prima dell’avvento di Obama) con il sistema di intelligence più moderno e potente al mondo non poteva non sapere che da mesi la ANP trattava contemporaneamente su due tavoli, quello con Israele e quello con Hamas. Tutto questo non fa che rafforzare l’idea che Obama e Kerry siano profondamente in malafede.

Ora, dando uno sguardo ai titoli dei giornali, anche di quelli americani vicini a Obama come il New York Times, scopriamo che “Israele blocca i negoziati di pace a causa dell’accordo tra Hamas e Fatah” e che questo accordo è il frutto del “sabotaggio israeliano” come se Abu Mazen avesse scelto di accordarsi con Hamas solo negli ultimi giorni come conseguenza del rifiuto israeliano di piegarsi ai ricatti palestinesi. Beh, lasciatemi dire, come fanno a Napoli, “cca nisciun’ è fess”. E’ una menzogna basata su un’altra menzogna. L’operazione di riconciliazione tra Hamas e Fatah è stata lunga e complessa, avvenuta sottobanco con l’appoggio della Lega Araba e se c’è una cosa certa è che gli americani ne fossero perfettamente a conoscenza. Chi non ammette questo è in malafede oppure è uno stolto.

Lasciamo stare le dichiarazioni di rito, quelle di John Kerry che disapprova l’accordo tra Hamas e Fatah e quelle preoccupate di Obama, loro lo sapevano perfettamente e lo sapevano da tempo. Per questo probabilmente si sono dati tanto da fare per arrivare a un accordo tra Israele e palestinesi entro la fine di aprile arrivando addirittura a lanciare ultimatum e minacce contro Israele.

La verità, la triste verità, è che la politica di Obama in Medio Oriente è sempre stata configurata a favore dei peggiori movimenti islamici, come i Fratelli Musulmani in Egitto, e profondamente ostile a Israele. Sono i fatti a dircelo e non le estemporanee dichiarazioni del Presidente americano o del suo inutile Segretario di Stato. E anche in questa occasione non si smentisce, ufficialmente disapprova l’accordo tra Hamas e Fatah, ma dietro le quinte lo ha quasi manovrato. Non è un caso che solo pochi giorni fa (alla fine di marzo) Obama fosse a Riyad, cioè alla fonte di quella che probabilmente è la mente di questo accordo.

Ora, come sempre, si cercherà di dare la colpa a Israele del fallimento dei colloqui di pace con i palestinesi. E’ tutto normale. Ma non fatevi ingannare ancora una volta da questo losco figuro che non ha nulla da invidiare ai peggiori leader islamici in quanto a menzogne e sotterfugi.

Scritto da Miriam Bolaffi

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