Quando le ONG diventano complici dei terroristi. E’ ora di porvi fine

Troppo spesso negli ultimi tempi le Organizzazioni Non Governative (ONG) si sono trasformate da difensori dei Diritti Umani in veri e propri complici dei terroristi. Lo possono fare perché a livello mediatico hanno una certa credibilità e perché in alcuni teatri è molto difficile inquadrare il confine tra difesa dei Diritti Umani e legittima critica e il sostegno al terrorismo.

La più ambigua in senso assoluto è Amnesty International, ex Premio Nobel per la Pace, che è bravissima a fare politica mimetizzandosi proprio in quel confine poco definito che divide la legittima critica dal sostegno al terrorismo. Prendiamo gli ultimi rapporti emessi dalla “grande” ONG per la difesa dei Diritti Umani su due dei Paesi più afflitti dal terrorismo, Israele ed Egitto. In ambo i casi le critiche sono andate completamente contro i governi israeliani ed egiziano ma mai rivolte nei confronti dei gruppi terroristici che li attaccano ripetutamente. In merito al rapporto di Amnesty su Israele ne abbiamo già parlato e ieri abbiamo letto quello redatto in merito all’Egitto, stilato con lo stesso concetto di critica unilaterale senza mai andare a toccare gli interessi dei terroristi. Si può e si deve accettare una legittima critica ma non si può accettare che la suddetta critica sia solo in un senso e mai una volta contro il terrorismo o che mai e poi mai vada ad indagare sul perché certe cose avvengono.

Abbiamo portato l’esempio di Amnesty International solo perché è il più eclatante, ma quel mondo oscuro che si nasconde dietro al paravento della difesa dei Diritti Umani e che, consapevolmente o meno, appoggia il terrorismo a scapito delle democrazie, è molto più vasto di quanto si possa immaginare.

Troppo spesso queste grandi ONG sono politicizzate e lavorano per gli interessi nazionali (è il caso della IHH turca) o per grandi gruppi di interesse (il gruppo BDS o la ISM) ma molto più spesso si tratta di piccole realtà sconosciute ai più, piccole o piccolissime ONG che operano quasi in anonimato ma con molto profitto in termini di risultati, non per portare avanti piani umanitari ma per sconvolgere gli equilibri politici della zona dove lavorano. Spesso sono direttamente legate ai gruppi terroristici e adottano tecniche mediatiche molto aggressive e fortemente paganti sotto l’aspetto dei risultati. A loro non interessa raggiungere obbiettivi umanitari che possano in qualche modo aiutare le popolazioni che “assistono”ma interessa solo fomentare odio per favorire i propri interessi che molto spesso sono direttamente legati a quelli dei gruppi terroristici che “rappresentano”. Uno dei teatri più “frequentati” da questi veri e propri fomentatori di odio è il Medio Oriente e in particolare la cosiddetta “Palestina”, da sempre vero e proprio salvadanaio senza fondo.

Ebbene, noi insieme ad altre organizzazioni abbiamo deciso che è arrivato il momento di agire concretamente contro questi fomentatori di odio che si fanno paravento dei Diritti Umani per portare avanti i loro sporchi interessi che nulla hanno a che fare con la vera difesa dei Diritti Umani. Ci stavamo lavorando da diverso tempo e onestamente avremmo voluto che il progetto partisse dall’inizio del 2015, ma i recenti avvenimenti e il progressivo aumento del sostegno al terrorismo fornito da questi finti “difensori dei Diritti Umani” ci ha convinto ad accelerare i tempi e da ieri è partita una vera e propria task force che avrà il compito di smascherare e denunciare questi fomentatori di odio che con la loro opera impediscono la pacificazione delle aree dove operano. Non abbiamo detto “smascherare e denunciare” a caso perché riteniamo che nel comportamento di alcuni di questi pseudo difensori dei Diritti Umani si possano inquadrare gli estremi di gravissimi reati quali l’odio razziale, l’incitamento alla violenza e al terrorismo, oltre naturalmente alla diffamazione, reati perseguibili sia nel paese dove operano che nel loro Paese d’origine.

Non sarà né un lavoro veloce né tantomeno un lavoro facile, ma riteniamo che sia arrivato il momento di porre fine a questo incredibile paradosso secondo il quale siano i terroristi a nascondersi dietro alla difesa dei Diritti Umani e che le vittime di questi terroristi finiscano per passare da carnefici.

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