Siria: l’arsenale chimico di Assad. Preoccupazione alla NATO

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Siria – A svelare il vero arsenale chimico in mano ad Assad è il Generale Adnan Silou, ex capo del programma chimico siriano ora fuggito all’estero, e le notizie che si apprendono non lasciano certamente tranquilli.

Secondo il generale Adnan Silou i siti dove Assad nasconde le sue armi chimiche sono almeno 75. Molti di questi sono composti da una rete di tunnel sotterranei difficilmente individuabile. Nei tunnel ci sarebbero diversi missili Scud in grado di trasportare testate chimiche e un numero imprecisato di quintali di Sarin, di Tabun e di gas mostarda.

Il generale Adnan Silou racconta anche che Assad ha diverse possibilità per usare queste terribili armi. A parte i missili Scud, in grado di colpire obbiettivi a 300Km di distanza, ci sarebbero anche vettori con meno autonomia ma più evoluti, bombe con ogiva cava per ospitare i gas e anche bombe da mortaio in grado di trasportare piccole quantità di gas nervino.

A cercare di rassicurare gli animi ci penano gli americani che fanno sapere di “avere truppe schierate in vicinanza della Siria” (in Turchia, in Giordania e a bordo della portaerei USS Eisenhower) pronte a intervenire non appena ci sia il sospetto che Assad voglia usare armi chimiche contro i ribelli o lanciarle contro Israele.

Ma le rassicurazioni americane non tranquillizzano Israele che teme, a ragione, che Assad, magari spinto dagli iraniani, piuttosto che usare le armi chimiche sui ribelli le usi contro Israele oppure le ceda a Hezbollah. E sotto questo aspetto non tranquillizzano le parole dette pochi giorni fa dal Ministro della Difesa americana, Leon Panetta, il quale ha ammesso che “gli USA hanno perso di vista alcune partite di armi chimiche” le quali potrebbero essere già in Libano a disposizione di Hezbollah.

Intanto, temendo il peggio, la NATO continua a posizionare i suoi uomini intorno alla Siria: 500 soldati tedeschi esperti di guerra chimica e batteriologica sono in Turchia, lungo il confine con la Siria. Aerei da combattimento sono arrivati nelle basi turche di Izmir, di Incirlik e a Cipro. Timide le proteste da parte della Russia mentre sono sempre più dure quelle da parte dell’Iran che in Siria ha migliaia di Pasdaran che, secondo il New York Times, avrebbero preso in consegna gli arsenali chimici di Assad.

Tra gli alleati della NATO e i vertici militari israeliani serpeggia il timore che le armi chimiche di Assad oltre a finire in mano a Hezbollah possano arrivare anche in mano alle formazione quaediste che fanno parte della resistenza siriana e, tra le due ipotesi, non si sa quale sia la più terrificante. Per questo si stanno studiando piani per intervenire sugli arsenali chimici siriani e l’aiuto che potrebbe dare il Generale Adnan Silou potrebbe essere fondamentale.

Sharon Levi

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