Israele a un passo dalla guerra totale contro Hezbollah

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Franco Londei - Editor

Ieri sera il gabinetto di guerra israeliano ha aggiunto un nuovo significativo obiettivo alla guerra, quello del ritorno alle loro case degli sfollati al nord costretti a lasciare città e kibbutz a causa degli attacchi di Hezbollah.

Detta così sembra una cosa da niente, ma non lo è. Anzi, è una cosa enorme perché per far rientrare alle loro case gli sfollati del nord occorre ricacciare Hezbollah oltre la linea blu decisa dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite la quale prevede una zona smilitarizzata che va da fiume Litani al confine con Israele. Risoluzione del tutto disattesa da Hezbollah che invece occupa stabilmente quel tratto di terra da dove dal giorno successivo al massacro del 7 ottobre ogni giorno lancia missili contro Israele.

In realtà non spetterebbe a Israele far rispettare la risoluzione 1701, spetterebbe alla missione UNIFIL la quale avrebbe dovuto vigilare affinché Hezbollah non entrasse nella zona smilitarizzata, meno che meno con armi e missili.

Purtroppo, checché ne dicano le cornacchie dell’ONU, UNIFIL ha fallito miseramente nella sua missione di mantenimento della pace, perché non si mantiene la pace permettendo ad un gruppo terrorista islamico di fare tutto ciò che vuole senza battere ciglio.

E così si torna alla riunione del gabinetto di guerra di ieri sera e alla decisione di inserire negli obiettivi di guerra il ritorno alle loro case degli sfollati del nord.

Per farlo Israele sembrerebbe orientato a creare una zona cuscinetto non si sa bene entro che confini, se cioè entro quelli stabiliti a suo tempo dalle Nazioni Unite con la risoluzione 1701, o se andare oltre il fiume Litani e risalire il Libano.

Come dicevo non è affatto una cosa da niente. Significa entrare in Libano, significa intraprendere una guerra su larga scala con Hezbollah, cioè con l’esercito più forte e preparato del Medio Oriente dopo quello israeliano.

Attenti, l’esercito israeliano non si scontrerà con l’esercito libanese, per altro addestrato e armato dagli americani, ma con Hezbollah, uno Stato nello Stato, un esercito indipendente meglio armato di quello nazionale.

Voglio vedere in quanti anti-israeliani avranno il coraggio di accusare Israele di aver invaso un altro Stato sovrano invece che accusare l’Iran di controllare il Libano attraverso Hezbollah. Voglio vedere in quanti salteranno a piè pari il fatto che da 11 mesi Hezbollah spara ogni giorno missili contro Israele.

Naturalmente non sono stato a spiegare che Hezbollah è controllato, armato, addestrato e finanziato dall’Iran e in particolare dai Guardiani della Rivoluzione Islamica e dalla loro Forza Quds. Credo che tutti lo sappiano.

Tutto ciò detto, se sarà guerra totale sarà una guerra sanguinosa, molto diversa da quella che si combatte a Gaza contro Hamas. Gli Hezbollah si sono fatti il callo in Siria, sanno combattere, sono molto ben armati, hanno temibili razzi anticarro, missili antinave, almeno 150.000 tra razzi e missili, forse qualcosa di meno dopo l’ultima operazione preventiva israeliana. Ma sono davvero pericolosi.

La scelta di Israele deve essere attentamente valutata. So che in tanti analisti, me compreso, giudicano “indispensabile” una operazione israeliana su larga scala in Libano. Forse lo è, non lo metto in dubbio. Ma è facile fare gli strateghi da una poltrona (mi ci metto pure io). Questa sarà una guerra totale, si andrà a sbattere contro un vero vespaio terrorista. Iran, Siria, Iraq, Yemen, saranno tutti coinvolti contro Israele. Forse chiudere prima il fronte con Hamas non sarebbe una cattiva idea.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo