Guerra in Ucraina: uccisi 1.380 russi in 24 ore. Putin alle corde in casa

Ormai da mesi la Russia perde oltre mille soldati ogni giorno. Ieri è stato particolarmente tragico. E se non bastasse l'Ucraina continua a colpire in profondità le infrastrutture russe e ormai anche San Pietroburgo e Mosca non sono più un tabù

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Franco Londei - Editor

Ieri 5 maggio 2026, 1563esimo giorno della guerra in Ucraina, le forze di occupazione russe hanno perso 1.380 soldati in un solo giorno, uno dei più sanguinosi per i russi da quando hanno dato il via all’aggressione su larga scala all’Ucraina.

Le perdite complessive russe e ucraine

Secondo fonti dello Stato Maggiore delle forze armate ucraine, fino ad oggi la Russia avrebbe perso 1.372.270 uomini, tra uccisi, dispersi o resi impossibilitati a combattere. L’ucraina dal canto suo avrebbe perso un numero di uomini che va da 350.000 (fonte intelligence occidentali) a oltre 500.000 (fonte CSIS –  Center for Strategic and International Studies) tra morti, feriti e dispersi.

Come riesce Putin a nascondere un tale massacro di uomini?

A prescindere dal fatto che le fonti di informazione russe sono strettamente controllate dal regime quindi i russi sanno quello che il regime vuol far sapere loro, fino ad oggi Putin ha avuto l’astuzia di mandare al fronte uomini provenienti principalmente dalle regioni più povere, periferiche e rurali della Federazione Russa, oltre che dalle repubbliche a forte presenza di minoranze etniche nella Russia centrale, in Siberia e nell’Estremo Oriente.

Al contrario si è ben guardato dal coscrivere i giovani delle grandi metropoli come Mosca e San Pietroburgo che nonostante la guerra e le sanzioni hanno continuato più o meno normalmente la loro vita.

Questo “stratagemma” gli ha permesso, almeno fino ad oggi, di eludere qualsiasi tipo di protesta o contestazione nei suoi confronti. L’élite russa, che per buona parte sostiene la guerra in Ucraina, fino ad oggi gli ha perdonato una condotta del conflitto a dir poco devastante che oltre al 1,3 milioni di uomini ha perso decine di migliaia di mezzi, navi e aerei. Ma dopo l’attacco ucraino dell’altro giorno a San Pietroburgo che ha umiliato Putin di fronte al mondo (dopo l’umiliazione della parata ridotta), le cose potrebbero cambiare.

Attenzione, non sto dicendo che a qualcuno a Mosca o a San Pietroburgo interessi il numero delle vittime o le perdite di mezzi, sto dicendo che il “grande e invincibile” Vladimir Putin si sta dimostrando un perdente e questo in Russia è sempre stato foriero di disgrazie.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso dell’altro giorno ha fatto notare come i russi stiano perdendo più uomini di quanti ne riescano ad arruolare e mandare al fronte. Fonti di intelligence occidentali confermano che Zelensky non ha mentito. Eppure Putin continua a inviare carne da cannone in prima linea senza nessun rispetto nemmeno per la vita dei propri soldati. Un disprezzo sempre più evidente anche in Russia, dove la coscrizione inizia a interessare anche Mosca e San Pietroburgo e dove i numeri cominciano a filtrare.

Questa mattina San Pietroburgo, dove si tiene Forum Economico Internazionale, è di nuovo sotto attacco di droni ucraini. Ormai gli argini si sono rotti. L’Ucraina non subisce più senza reagire e non evita più di colpire dove fa più male, Mosca e San Pietroburgo. Le carte sul tavolo sono cambiate.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo