Abu Bakr al-Baghdadi inaugura il nuovo corso di ISIS

Abu Bakr al-Baghdadi è vivo e vegeto e non ha intenzione di mollare. Il video che lo ritrae mentre chiama a raccolta i suoi fanatici dimostra che se lo Stato Islamico – ISIS – ha perso la territorialità non significa che sia sconfitto.

Anzi, proprio dal video si evince che il leader dello Stato Islamico ha piena coscienza della sconfitta militare ma che non per questo intende rinunciare alla Jihad Globale e inaugura quella che lui stesso ha chiamato una «guerra di logoramento».

«La nostra battaglia di oggi è una battaglia di logoramento e il nemico deve sapere che la porteremo avanti fino al giorno del giudizio» ha detto al-Baghdadi nel video.

Il timore di una ondata di attentati

Gli analisti temono che questa “chiamata alla Jihad” e alla “guerra di logoramento” altro non sia che un messaggio diretto ai tantissimi terroristi islamici che operano nell’ombra, non necessariamente organizzati in cellule.

Infatti, a differenza di quella che era la struttura di Al Qaeda fortemente compartimentata in cellule, quella di ISIS è sempre stata una strutta “aperta” dove anche un lupo solitario poteva agire e avere il timbro della organizzazione che non per niente ha rivendicato praticamente la totalità degli attentati di matrice islamica degli ultimi anni.

Più difficile da scoprire

Ed è proprio questa caratteristica che preoccupa fortemente gli analisti. Una cellula organizzata è più facile da scoprire e controllare piuttosto che una miriade di attentatori solitari che agiscono senza quasi comunicare con nessuno.

Un buon lavoro di intelligence è in grado di intercettare una cellula che sta per colpire o che sta organizzando un attentato, ma difficilmente può individuare un singolo attentatore.

Venuta meno la territorialità che aveva il Califfato dello Stato Islamico, una qualità di forte attrazione per molti estremisti, Abu Bakr al-Baghdadi è stato costretto a ripensare completamente la sua strategia e nel farlo ci ha messo la faccia, una cosa rarissima che proprio per questo ci spinge a pensare che l’ex Califfo abbia deciso di “ristrutturare” la sua organizzazione e renderla “sotterranea”, un po’ come era accaduto con Al Qaeda ma con la differenza di non avere la necessità di essere organizzata in cellule.

Ben inteso, ogni analista degno di questo nome lo aveva previsto dopo la sconfitta subita dallo Stato Islamico in Iraq e in Siria, ma il fatto che al-Baghdadi ci abbia messo la faccia dimostra non solo che il nuovo corso di ISIS è cominciato, ma che probabilmente è più “strutturato” di quanto si possa pensare, anche se non in vere e proprie cellule.

Qualcuno obietterà che i terroristi che hanno colpito in Sri Lanka erano organizzati in una cellula. Vero, ma infatti quell’attentato poteva essere evitato visto che l’intelligence aveva individuato la cellula e lanciato un allarme purtroppo inascoltato.

La vera forza del nuovo corso di ISIS è proprio quella di non avere una vera e propria organizzazione ma tante piccole realtà univoche in grado di agire da sole e in maniera assolutamente imprevedibile. Una brutta rogna per tutti.