Ieri un noto influencer anti-israeliano italiano ha pubblicato la fotografia di una bambina, apparentemente grassottella di quattro anni di nome Razan Abu Zahe la quale sarebbe morta di fame a Gaza.
Una notizia senza dubbio sconvolgente. Al che ho chiesto quale fosse la fonte di una notizia di questa portata e, chiaramente, non mi è stato risposto. Perché affermo “chiaramente”? Perché nella migliore delle ipotesi la fonte era Hamas, nella peggiore la notizia era completamente inventata al solo scopo di aizzare odio contro Israele e contro gli ebrei.
Questo signore non è nuovo a sparate del genere anche se in tutta onestà non mi è chiaro se lo fa per acchiappare click oppure solo per spargere odio anti-ebraico. Uno che il 9 luglio ha chiesto il Premio Nobel per Francesca Albanese, la stessa Francesca Albanese che scrive rapporti per l’ONU su Gaza nonostante non ci abbia mai messo piede.
Ed è questo il metro di giudizio che dobbiamo usare quando questi cialtroni pubblicano notizie o improvvide prese di posizione a favore di improbabili “premi Nobel per la pace”.
Sul web girano altre immagini di bambini fortemente denutriti che vengono indicati come “bambini di Gaza”, solo che facendo una rapida ricerca con Google immagini o con l’ottimo Tineye possiamo verificare immediatamente che quelle immagini appartengono ad altre realtà quali India, Somalia, Sudan, Afghanistan e altre.
Ora c’è da chiedersi che bisogno abbiano queste persone di usare fotografie di altri contesti se Gaza, a detta loro, è piana di bambini altamente denutriti. Usate le immagini di Gaza.
Ci sono cose poi che vanno chiarite sul ruolo di Francesca Albanese (anche se mi ero riproposto di non scriverne).
Si dice che sia la Relatrice Speciale per la situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati dal 1967 nominata dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. Ora, il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU (UNHRC) ha la stessa credibilità di un ubriacone in un bar. È stato presieduto da Iran, Arabia Saudita e altri regimi notoriamente rispettosi dei Diritti Umani. Ha adottato 233 risoluzioni contro Israele e una o due contro Iran, Arabia Saudita e altri noti fautori dei Diritti Umani. Quando diciamo quindi che Francesca Albanese lavora per l’ONU non diciamo una cosa proprio corretta, anche perché il suo incarico è un mandato indipendente: Albanese opera a titolo personale, non è una funzionaria ONU retribuita, ma è formalmente nominata dal Consiglio per i Diritti Umani e riferisce periodicamente al Consiglio stesso e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
In sostanza, Francesca Albanese si è proposta gratuitamente alle Nazioni Unite pur di avere una copertura che le garantisse un certo grado di credibilità e visibilità.
Quindi va tutto bene a Gaza? Beh, direi di no. Come scrive David Horovitz, sembrerebbe che Israele, tramite il suo Coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT), sta rendendo disponibili aiuti più che adeguati ai cittadini di Gaza, ma che le Nazioni Unite e altre agenzie si stanno dimostrando incapaci di fornirne a sufficienza, che tutti gli attori apparentemente ben intenzionati si stanno incolpando a vicenda per il fallimento, che Hamas e altri cittadini armati di Gaza minacciano le agenzie umanitarie e si appropriano di una parte sostanziale degli aiuti e che, mentre il bilancio delle vittime è probabilmente gonfiato e manipolato, alcuni cittadini di Gaza stanno effettivamente morendo per mancanza di cibo.
Ma da qui a far passare l’idea che Gaza sia un enorme contenitore di persone affamate, anzi, volontariamente affamate dai cattivi israeliani, ce ne passa.
E quando vi imbattete in cialtroni che pubblicano notizie o immagini che affermano provenire da Gaza chiedete sempre “chi è la fonte” e se proprio vi va bene, cioè se le immagini non arrivano da altri contesti, vedrete che come fonte non andrete oltre Al-Jazeera, cioè Hamas.

