L’Asse del male sta crollando

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Franco Londei - Editor

Noi lo chiamiamo “Asse del male”, Iran, Siria, Hezbollah, Hamas, ribelli Houthi delle Yemen e milizie sciite irachene, loro lo chiamano “Asse della resistenza”, quello che si sta sgretolando sotto gli occhi del mondo dopo essersi scontrato con Israele.

Perché se c’è un filo comune che lega gli ultimi avvenimenti, specialmente quelli accaduti in Siria, è la disintegrazione di due assi portanti dell’Asse del male: Hamas e, soprattutto, Hezbollah.

Alla resa dei conti l’Iran ha dimostrato di non essere in grado di reggere il confronto con Israele, nemmeno facendo ricorso a tutti i suoi proxy, nemmeno con i suoi missili fasulli, mezzi scarichi per arrivare fino a Israele.

Un bluff che gli è costato caro quando a Gerusalemme hanno deciso di andare a vedere le carte nonostante l’opposizione di Biden. In tre ore gli aerei israeliani hanno disintegrato il sistema di difesa iraniano, distrutto un importante centro di ricerca nucleare indispensabile per il loro programma, fabbriche di missili e droni oltre a tutto quello che poteva servire alla macchina bellica iraniana. Se fossimo francesi diremmo che «gli hanno fatto un… così».

Ma perché tutto questo potesse accadere, Israele doveva togliere di mezzo i due proxy iraniani più pericolosi: Hamas e, soprattutto, Hezbollah, gli unici veri punti di forza e di deterrenza dell’Asse del male. Tolti di mezzo loro l’Iran era (ed è) nudo.

Nessuno però poteva immaginare (o forse si) cosa sarebbe successo in Siria, territorio di fondamentale importanza per l’Asse del male in quanto terreno di transito per i rifornimenti di armi iraniane a Hezbollah. In pochi giorni i ribelli Jihadisti armati dalla Turchia si sono presi le maggiori città siriane, messo in fuga i pasdaran iraniani e puntano dritti a Damasco.

Come dicevamo prima, tutto questo è reso possibile dal fatto che Hezbollah, vero e quasi unico difensore del regime di Assad, è stato ridotto ai minimi termini dallo scontro con Israele.

Concatenando tutti gli eventi si torna quindi a Gerusalemme, alla guerra di Israele contro Hamas, Hezbollah, gli Houthi dello Yemen e contro l’Iran. Se oggi i ribelli siriani bussano alle porte di Damasco è solo perché Israele ha spianato involontariamente loro la strada demolendo pezzo dopo pezzo l’Asse del male, o Asse della resistenza.

Manca ancor qualche pezzo, qualche “rifinitura” anche se io sono sempre più dell’idea che se non si distruggono le centrali atomiche iraniane adesso non lo si farà più. Le rifiniture possono sempre aspettare.

Piccola considerazione in chiusura: con quello che sta succedendo in Siria, perché non allargare il controllo israeliano anche al resto del Golan?

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo