Attacchi americani su obiettivi iraniani: una messinscena?

Una serie di attacchi con l'uso persino dei bombardieri strategici e le vittime sono pochi miliziani e zero pasdaran. A pensar male si fa peccato ma spesso...
5 Febbraio 2024
attacchi americani su obiettivi iraniani

Parliamoci chiaro, gli attacchi americani su obiettivi iraniani non potevano essere più “telefonati”. Biden ha così paura di una escalation con l’Iran che prima di attaccare ha aspettato che tutti i membri della forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, lasciassero gli obiettivi da bombardare.

Non voglio dire che ha anche segnalato a Teheran quali obiettivi avrebbe attaccato, ma qualcosa del genere deve essere successa se è vero che l’intelligence israeliana ha segnalato “perdite minimali” tra i miliziani e addirittura nulle tra i guardiani della rivoluzione.

Una messinscena colossale (e costosa) per dimostrare agli americani che «Biden non perdona» senza però solleticare troppo il grosso didietro degli Ayatollah, non sia mai che si possano finalmente spaventare un po’ anche loro.

No, prima regola «non disturbare gli Ayatollah» che piacciono tanto alla sinistra DEM, già furibonda per l’appoggio sin qui (e sottolineo “sin qui”) incondizionato fornito a Netanyahu, quel «fottuto cattivo ragazzo» come lo ha definito Biden secondo POLITICO.

Già che un sondaggio di YOUGOV ha scoperto che oltre il 50% degli elettori che si identificano come “elettori di Biden” ritiene che Israele a Gaza stia commettendo un genocidio, se nella guerra ci tiriamo dentro anche gli Ayatollah la rielezione è perduta al 100%.

Sotto l’aspetto logico è quindi comprensibile che il Presidente Biden non voglia immischiarsi in un conflitto con l’Iran e che speri che nemmeno Netanyahu lo faccia attraverso gli Hezbollah. Sotto l’aspetto prettamente militare è invece assai incomprensibile come si permetta all’Iran di destabilizzare tutta la regione attraverso i suoi proxy.

Tutti sanno infatti chi c’è dietro Hezbollah, gli Houthi, Hamas, la Jihad Islamica, Hezbollah in Iraq, le varie fazioni sciite in Siria. Tutti sanno chi arma e finanzia questi tagliagole. Eppure tutti zitti, compresi gli arabi che invece dovrebbero fare il diavolo a quattro.

Sono così impauriti che hanno smesso pure di finanziare la pur attiva resistenza interna iraniana, quella che da più di un anno tiene sulle spine gli Ayatollah ma che senza un aiuto esterno non potrà mai disarcionare i preti islamici ben assistiti dai Guardiani della Rivoluzione (IRGC).

E così l’Iran prende ogni giorno più forza. Se lo può permettere perché sa che l’America non colpirà mai e poi mai il territorio iraniano o direttamente le sue forze.

Gli Ayatollah sanno benissimo che uno scrollone ben assestato potrebbe disarcionarli, ma sanno altrettanto bene che quello scrollone non arriverà mai da Biden (meno che meno da Trump).

L’unico che potrebbe veramente fare danni seri al regime iraniano è Israele, ma molto difficilmente lo potrà fare da solo, almeno fino a quando sarà impegnato a Gaza. Gli serve l’America. E siamo da capo.

Qualcuno ha convinto Biden che l’unico modo per essere rieletto è fermare la guerra a Gaza, far arrivare aiuti umanitari ai palestinesi e magari piantare una bandierina sulla formula dei due stati (la dottrina Biden). Peccato che se non tagli la testa del serpente tutto questo sarà impossibile.

Non avrei mai creduto che un giorno avrei detto che in Medio Oriente l’unico che aveva fatto veramente grandi passi avanti era Donald Trump. Non credo che oggi sarebbe in grado di gestire la guerra a Gaza diversamente da come l’ha gestita il Presidente Joe Biden, ma almeno l’Iran l’aveva isolato e anche oggi lo avrebbe fatto.

Invece siamo qui a commentare questa patetica messinscena dei bombardamenti sugli “obiettivi iraniani” in Siria e in Iraq. Se potessero a Teheran brinderebbero a prosecco.

Seguici su…

massacro del 7 ottobre sito web

I più condivisi di recente

il ritorno di Hamas a Gaza
Previous Story

Il ritorno di Hamas. Come i terroristi riprendono già il controllo di Gaza

lapid avverte su monte del tempio a ben gvir
Next Story

Israele: timore di scontri sul Monte del Tempio se mano libera a Ben Gvir

Latest from Medio Oriente

Go toTop