Chiesa colpita a Gaza: perché non parliamo di tutte le altre? Come mai solo questa fa notizia?

Decine di migliaia di chiese cristiane attaccate, bruciate, distrutte con decine di cristiani morti solo negli ultimi due anni e si parla solo della chiesa di Gaza colpita per sbaglio. Come mai?

By Franco Londei - Editor

Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore la notizia della chiesa colpita a Gaza da un proiettile israeliano. Il mondo si è sollevato per quello che ormai è stato chiarito essere stato un errore. Ma nei giornali e persino nel Vaticano l’indignazione scorre ancora a fiumi.

Eppure per le altre migliaia di chiese cristiane distrutte, date alle fiamme e persino teatro di orride stragi, nessuno ha sciupato un filo di inchiostro oppure un po’ di fiato per parlarne.

Qualche dato riferito solo agli ultimi due anni:

La rete Open Doors, nel suo World Watch List 2024 (coprendo il periodo 1 ottobre 2022–30 settembre 2023), ha registrato oltre 14.700 attacchi a chiese, scuole o ospedali cristiani in tutto il mondo — un aumento di 7 volte rispetto all’anno precedente. Una parte significativa di questi attacchi è avvenuta in Africa subsahariana. Qualche esempio esplicativo:

In Nigeria, l’organizzazione Intersociety riferisce che tra il 2009 e il 2023 oltre 18.500 luoghi di culto cristiani sono stati distrutti, incendiati o danneggiati. Teatro di fioritura violenta contro le chiese cristiane da parte di gruppi come Boko Haram, ISWAP e bande armate Fulani. Molti degli oltre 14.700 attacchi globali dal 2022–23 coinvolgono strutture religiose in Nigeria.

Repubblica democratica del Congo (RDC): gravi episodi di incendi e attentati, come la strage nella chiesa pentecostale di Kasindi (gennaio 2023), dove persero la vita 17 persone.

Mozambico, Burkina Faso, Somalia e altri Paesi hanno visto incendi di chiese ad opera di gruppi jihadisti o comunità fanatiche.

E ancora:

Pakistan: almeno 26 chiese incendiate in un singolo episodio.

Eurasia: almeno 3 ulteriori attacchi significativi (Turchia, Russia, Siria).

Medio Oriente: svariati attacchi di vario tipo (strike, vandalismo, attentati) – almeno 4 eventi gravi documentati.

Sono quindi censiti almeno 30 eventi gravi di attacco diretto a chiese cristiane in Medio e Estremo Oriente, con una significativa concentrazione in zone come Pakistan, Turchia e Siria. Se includiamo episodi di vandalismo quotidiano o attacchi meno gravi (graffiti, scorbuti, danni minori), il numero sale sensibilmente.

Per assurdo, ha fatto più notizia un colpo sparato per sbaglio su una chiesa di Gaza piuttosto che i 35 atti di vandalismo e gli svariati attacchi fisici portati nell’ultimo anno contro i cristiani a Gerusalemme est dal movimento Hardal, un settore dell’ebraico ultraortodosso a tendenza nazionalista.

Come si può spiegare tutto questo se non con l’intenzione palese di voler far passare la guerra di Gaza per una sorta di “martirio di un popolo” dove addirittura si vuol far credere che la comunità cristiana viveva felicemente in mezzo all’estremismo islamico di Hamas, Jihad Islamica e tutti gli altri gruppi jihadisti. Felicemente… potevano fare solo determinati lavori, le donne cristiane dovevano indossare l’hijab e tante altre restrizioni.

Quando Hamas prese il potere a Gaza i cristiani erano circa 3.000, oggi ce ve sono tra i 600 e gli 800 solo perché non sono riusciti a fuggire. Così, purpalé.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter