Cominciamo a fare chiarezza sul “genocidio di Gaza”

stop genocidio a Gaza, manifestazione amnesty international

Fino ad ora abbiamo sentito parlare continuamente di “genocidio di Gaza”. Lo dicono praticamente tutti deturpando il significato stesso di genocidio, sia per i numeri che non sono da genocidio e sui quali torneremo, sia per le ragioni per cui si può definire un genocidio, anche se una patetica “commissione ONU” lo ha dichiarato tale.

Dicevamo dei numeri. Secondo Hamas i morti civili sarebbero tra 60.000 e 70.000, dipende molto da chi la racconta. Mettiamo che per purissimo caso Hamas sia una fonte affidabile, i 60/70 mila morti in una guerra urbana con una popolazione di 2,2 milioni di persone in un fazzoletto di terra di appena 365 Kmq non sono un genocidio, sono un miracolo.

Hamas poi non fa distinzione tra combattenti e non combattenti, non dice come sono morti. Per esempio, in un paese occidentale come l’Italia ogni anno ci sono 700/800 morti di infarto per ogni milione di abitanti. A Gaza sarebbero circa 2.000 decessi. Possibile che in due anni non ci siano stati morti di infarto a Gaza? Morti di tumore? Ictus e via dicendo.

L’esempio fatto sopra evidenzia quindi un’altra cosa che non sappiamo sui numeri distribuiti da Hamas, cioè quante siano le cosiddette morti indirette dovute a mancanza di cure mediche, malnutrizione, malattie curabili ma non trattate, oppure altre condizioni non legate a trauma diretto.

Ci sono alcuni studi indipendenti che ne parlano ma nessuno è in grado di stabilire se tra le morti dichiarate da Hamas ci siano solo morti traumatiche o anche non traumatiche.

Anche la distinzione tra combattente e non combattente è importante. L’IDF calcola di aver ucciso tra i 25.000 e i 30.000 terroristi di Hamas. Gli Stati Uniti sostengono addirittura un numero quasi doppio. Il fantomatico “ministero della salute di Hamas” non spiega se tra i suoi numeri ci sono anche i terroristi.

Cosa ci dice la storia dei conflitti precedenti? Per esempio nell’operazione Piombo Fuso il solito fantomatico Ministero della salute di Hamas parlava di decine di migliaia di morti. Alla fine l’ONU stabilì che ci furono meno di 2.000 morti di cui 750 considerati civili. Stesso discorso per le guerre successive. Nel 2012 l’operazione Pilastro di difesa provocò 167 morti (secondo l’ONU), diverse migliaia secondo Hamas. Margine Protettivo provocò 2.200 morti (fonte ONU) mentre Hamas parlava di oltre 10.000 morti. Insomma, Hamas tende a gonfiare i numeri oltre a non specificare se i morti sono combattenti o scudi umani civili.

Con questo voglio dire che in questi due anni di guerra non sono morti un sacco di innocenti? Certo che no. Sono morti tantissimi innocenti. Ma un genocidio è un’altra cosa.

Non starò a ripetere che chi vuole commettere un genocidio non avvisa di evacuare una zona prima di bombardarla, o ci mette due anni per conquistare un fazzoletto di terra. Se Israele avesse voluto un genocidio o anche solo metterci “meno attenzione” senza pensare ai civili, ci avrebbe messo due settimane.

Insisto però sui numeri, anche a costo di passare da cinico. Ammesso che i numeri di Hamas siano corretti – e abbiamo visto quante variabili ci sono – una guerra urbana di queste proporzioni in un fazzoletto di terra di appena 365 Kmq con una densità abitativa di 6.000 abitanti per Kmq, con altri attori al posto di Israele (Putin, Assad e persino gli americani) avrebbe provocato centinaia di migliaia di morti.

Per fare alcuni esempi, in Siria ci sono stati 300.000 morti civili accertati, in Iraq uno Studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2006) ha stimato tra 104.000 e 223.000 morti civili per il periodo marzo 2003 – giugno 2006.

Uno Studio ORC (Opinion Research Survey, 2007 ha stimato circa 1.033.000 morti violente (con un intervallo di confidenza elevato) tra marzo 2003 e agosto 2007. Queste cifre, pur essendo ampiamente criticate per la metodologia, indicano la potenziale scala della tragedia.

In Sudan sono state uccise oltre 150.000 persone, milioni sono senza cibo e senza assistenza umanitaria di nessun tipo. L’ONU ha dichiarato la carestia.

Come si può facilmente vedere, anche se i numeri di Hamas fossero veri, a confronto con altre guerre siamo molto lontani dall’intento genocida, anzi, per il tipo di guerra i numeri sono decisamente sotto la media.

Va ricordato poi che Hamas ha aggredito Israele e che si fa sistematicamente scudo dei civili, motivo per cui dopo due anni ancora l’IDF non è riuscito a eliminare il gruppo terrorista.

Un paio di considerazioni a margine: la parola “genocidio” è sempre stata usata per accusare Israele della sua vigilanza su la Striscia di Gaza. Ora, quando Israele ha lasciato la striscia di Gaza, nel 2005, i palestinesi erano circa 1,5 milioni. Ora sono 2,2 milioni. L’unico genocidio dove la popolazione cresce.

Se volete proprio vedere chi uccide i gazawi a sangue freddo guardate il video qui sotto

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