Ecco chi [probabilmente] sarà il nuovo capo dello Stato Islamico

16 Febbraio 2022

Nonostante ancora non sia stato deciso chi sarà il nuovo capo dello Stato Islamico chiamato a succedere ad Abu Ibrahim al-Qurashi, fattosi esplodere lo scorso 3 febbraio, importanti personaggi vicini al mondo sunnita iracheno e siriano citati dal think tank americano New Lines ritengono che il prossimo capo dello Stato Islamico sarà Bashar Khattab Ghazal al-Sumaidai.

Conosciuto con numerosi nomi di battaglia, tra cui Ustath Zaid (Insegnante o Professore Zaid), Abu Khattab al-Iraqi, Abu al-Moez al-Iraqi e Abu Ishaq, è tornato in Siria dalla Turchia circa un anno fa.

Secondo diversi esperti sembra avere le carte in regola per rienergizzare la base del gruppo e rivendicare la legittimità ancor più del leader precedente.

Il suo nome come uno dei massimi contendenti per il ruolo di amir al-mu’minin (il leader dei fedeli) è stato diffuso negli ambienti jihadisti in Siria.

Non solo, Bashar Khattab Ghazal al-Sumaidai sembra essere legato alla discendenza del Profeta Maometto, fatto questo tenuto molto in considerazione nei gruppi jihadisti. Proviene dalla stessa tribù dell’attuale gran mufti sunnita dell’Iraq, Mahdi bin Ahmed al-Sumaidai.

Sumaidai è entrato a far parte dello Stato Islamico nel 2013, poco prima che Abu Bakr al-Baghdadi unificasse il suo gruppo iracheno con l’allora affiliato siriano e lo ribattezzasse Stato Islamico dell’Iraq e della Siria.

Prima di allora è stato membro di Ansar al-Islam, una vecchia organizzazione nel nord dell’Iraq composta da veterani iracheni e arabi della jihad in Afghanistan e Cecenia che combattevano contro i curdi e contro Saddam Hussein prima dell’invasione americana dell’Iraq.

Quasi immediatamente dopo che Sumaidai si è unito allo Stato Islamico, gli sono stati assegnati ruoli vitali all’interno dell’organizzazione. Ciò segnalava una fiducia consolidata che ha preceduto la sua adesione, e il motivo aveva a che fare con il suo ruolo di indottrinatore jihadista a Mosul, vicino a dove operava all’epoca Baghdadi.

Ha predicato in un centro religioso a Bab Al-Jadid chiamato Imam al-Mutaqeen (il Leader dei Pia), da cui si sono diplomati un gran numero di predicatori e giudici dello Stato Islamico. Uno dei suoi studenti, arrestato nel 2019, ha confermato alla rete televisiva irachena Al Iraqiya questo ruolo chiave svolto da Sumaidai.

Sumaidai era molto vicino a Qurashi, il leader recentemente ucciso e molte fonti confermano la stima di cui godeva da parte del capo dello Stato Islamico.

Questa stretta relazione tra i due è stata confermata da Feras Kilani della BBC. Citando l’intelligence irachena, Kilani ha riferito che Qurashi ha lavorato con Sumaidai dopo l’uccisione di Baghdadi per ristrutturare i vertici del gruppo, insieme ad altri due aiutanti, Haji Hamed e Haji Tayseer.

Come per qualsiasi dettaglio interno su tali organizzazioni segrete, queste informazioni dovrebbero essere prese con le pinze. Tuttavia, ci sono fatti indiscutibili su Sumaidai, tra i quali il suo ruolo all’interno dell’organizzazione e le sue credenziali.

Secondo gli esperti la più che probabile nomina di Bashar Khattab Ghazal al-Sumaidai è il segno della disgregazione dello Stato Islamico, non per la poca “autorevolezza” di Sumaidai quanto piuttosto perché è l’unico (o quasi) rimasto in grado di rivestire la carica di Califfo, forse più del defunto Abu Ibrahim al-Qurashi.

Si pensi solo al fatto che dopo la morte di Qurashi non c’è stato da parte dello Stato Islamico alcun comunicato ufficiale, a dimostrazione della totale disgregazione della sua leadership.

Tuttavia con Sumaidai il Califfato potrebbe riprendere un po’ di fiato non fosse altro per il fatto che Sumaidai è più qualificato del precedente leader per ricoprire il ruolo di Califfo per diversi motivi: la sua comprovata qualificazione religiosa e lignaggio, nonché il fatto che molti dei predicatori del gruppo hanno studiato sotto di lui.

Il lignaggio del precedente leader è stato inizialmente contestato e la sua nomina violava un noto requisito islamico per un califfo: non avere difetti mentali o fisici visibili (secondo quanto riferito, aveva un arto amputato). Con Bashar Khattab Ghazal al-Sumaidai questi problemi non esistono.

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