Ieri Erdogan e Putin hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco su Idlib, un accordo che in qualche modo toglie dai guai il Califfo turco impantanato in una guerra scellerata che lui stesso ha avviato.

Ma l’accordo tra Russia e Turchia non cambia la situazione delle centinaia di migliaia di migranti/profughi che Erdogan sta deliberatamente spingendo verso l’Europa usandoli in modo criminale come un’arma di pressione contro l’Unione Europea rea, secondo il criminale turco, di non aver sostenuto la sua altrettanto criminale avventura in Siria.

Già questa mattina sono scoppiati nuovamente tumulti lungo il confine tra Grecia e Turchia con la polizia greca costretta a usare lacrimogeni per respingere l’ondata di migranti, in maggioranza non siriani.

Secondo molti testimoni citati dalla Reuters la polizia turca, o più precisamente le forze speciali dell’esercito turco, avrebbe spinto le migliaia di migranti verso il confine con la Grecia sparando gas lacrimogeni anche con l’uso di droni.

Il risultato è che i migranti, tra i quali molte donne e bambini, non possono né andare avanti né tornare indietro.

Ora, sembrerebbe che l’Unione Europea, per di più impegnata a combattere con il dilagare dell’epidemia di Coronavirus, avrebbe promesso al criminale Erdogan (o starebbe trattando) una nuova vagonata di denaro per convincerlo a non spingere più i migranti verso l’Europa.

Questa sarebbe una soluzione suicida e del tutto irrazionale, in quanto sarebbe un clamoroso cedimento al ricatto del criminale turco.

Cosa impedirebbe a Erdogan di tornare a mettere sotto ricatto la UE con l’arma dei migranti tra qualche mese quando avrà di nuovo qualcosa da chiedere? E visto che la Turchia sta prendendo piede anche in Libia, cosa impedirebbe al criminale turco di aprire anche quel fronte migratorio?

La UE ha già dato alla Turchia sei miliardi di Euro per gestire 1,7 milioni di profughi siriani, per di più gestiti in modo poco dissimile dai cosiddetti “lager libici”, e ancora oggi la Commissione Europea ha annunciato che proseguirà nel sostegno umanitario ai rifugiati siriani con l’intenzione di farli rientrare in Siria non appena le condizioni lo permetteranno.

Ma dalla Turchia non stanno partendo profughi siriani. Nella maggioranza dei casi quelli che premono sul confine meridionale della UE sono pakistani, afghani o appartenenti ad altre nazionalità che nulla hanno a che vedere con la guerra in Siria.

Il criminale turco sta semplicemente cercando di disfarsene usandoli come arma di ricatto verso la UE. Per questo motivo se Bruxelles dovesse cedere sarebbe come accettare una sorta di ricatto ciclico del tutto insopportabile.

La UE non deve pagare Erdogan, la UE deve aiutare la Grecia a bloccare il flusso di migranti con ogni mezzo, con navi, uomini e denaro e finanche con sanzioni contro la Turchia affinché il criminale turco capisca che non può impunemente ricattare l’Unione Europea ogni volta che si infila in qualche guaio come quello siriano.

Riusciranno i prodi comandanti di Bruxelles a mandare questo messaggio a quel criminale internazionale che è il dittatore turco?