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Società e cronaca

Esercito israeliano in missione umanitaria in Brasile, ma non solo

Una missione umanitari dell’esercito israeliano composta da 130 uomini e volata in Brasile. Ma sono tante le missioni umanitarie del IDF nel mondo

Nel giro di pochi giorni l’attenzione del mondo si è spostata dal Medio Oriente e dai raid israeliani sulla Siria al Sudamerica.

Invece di addentrarci sul Venezuela, dove l’attenzione è più attiva che mai dopo la proclamazione di Juan Guaidò, leader dell’opposizione, a presidente ad interim ed il suo riconoscimento da parte dei più importanti paesi occidentali, ci spostiamo un po’ più giù geograficamente, in Brasile.

Con il crollo della diga di Brumadinho nello stato del Minas Gerais, gestita dalla multinazionale mineraria brasiliana Vale, la seconda più grande al mondo, Israele ha mandato un contingente di 130 soldati.

Questo personale comprende ingegneri, medici, squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco dell’Israel Fire and Rescue Services, sommozzatori della Marina, rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri a cui si è aggiunto l’ambasciatore israeliano in Brasile che ha raggiunto tutto il personale.

Come ha spiegato il Tenente Colonnello Jonathan Conricus , responsabile della sezione media delle IDF «70 di essi appartengono alla riserva. Molti di essi sono uomini e donne con famiglie che hanno lasciato la loro vita privata e professionale una volta chiamati per questa missione».

Il Presidente Bolsonaro ha ringraziato personalmente il Premier Netanyahu tramite uno scambio di tweet. Usando l’hashtag #IDFinBrazil sul social network Twitter si possono trovare immagini e aggiornamenti.

In tutto le IDF hanno partecipato ad altre 27 missioni umanitarie nel mondo, iniziate nel 1953 nelle isole greche del Mar Ionio colpite da un terremoto. Nel periodo 2016-2018 il personale delle forze di difesa hanno portato aiuti alla popolazione siriana sfollata nel confine del Golan, mentre l’ultima operazione fuori aerea è stato per il terremoto in Messico del 2017 con l’invio di 70 soldati, di cui 25 ingegneri.

Insieme agli uomini, anche i mezzi tecnologici prodotti in Israele, che fanno parte dell’equipaggiamento di ogni singolo uomo o di un intero team, sono importanti per salvare e soccorrere vite umane. Oltre a intervenire militarmente nella difesa del proprio territorio, le IDF hanno la possibilità di fornire un contingente di pronto intervento per aiutare i paesi colpiti da calamità create dalla natura o a causa dell’incuria dell’uomo.

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