L’Europa deve trarre insegnamento dalla aggressione subita da Israele

By Franco Londei - Editor

La recente aggressione subita da Israele da parte del mondo musulmano non può e non deve passare inosservata da parte dell’Europa perché presto proprio i paesi europei potrebbero trovarsi nella stessa condizione.

Attenti però perché non si sta parlando dell’aggressione di Hamas nei confronti di Israele, ma di quella subita dallo Stato Ebraico da parte dei suoi cittadini musulmani.

Anche se non è stata tra le notizie principali trasmesse dai media occidentali durante la recente guerra tra Hamas e Israele, è senza dubbio la parte più preoccupante perché ci ha fornito un assaggio di quello che comporta avere tra i propri cittadini una buona fetta di musulmani.

Non hanno attaccato gli ebrei perché i musulmani sono contro lo Stato Ebraico, non hanno attaccato gli ebrei perché li odiano in quanto tali (in parte anche per quello), hanno attaccato i cittadini ebrei perché ai loro occhi rappresentano un nemico dell’islam che combatte altri musulmani.

Poco importa che gli “altri musulmani” siano terroristi che usano donne e bambini come scudi umani, poco importa che con i loro missili uccidono anche cittadini israeliani di fede musulmana.

Anche se sono nati e cresciuti in un paese libero e democratico per loro la cosa più importante e il Jihad.

Non è una cosa nuova per l’Europa. Sono migliaia i cittadini europei nati e cresciuti nella democrazia che sono andati a combattere il Jihad con lo Stato Islamico.

È una lezione che però l’Europa non ha capito allora e anche adesso propende per colpevolizzare Israele, cioè la democrazia, piuttosto che i terroristi islamici.

Non si sta cercando di colpevolizzare tutti i cittadini musulmani, si sta cercando di mettere in guardia su cosa vuol dire avere il nemico in casa.

Adesso il “mondo civile” insorgerà perché immaginerà nelle mie parole una forma di islamofobia. Ma se islamofobia vuol dire paura dell’Islam allora il cosiddetto mondo civile ha ragione. L’islam fa paura e dovrebbe far paura a chiunque ami il mondo democratico e civile.

C’è chi sostiene che esiste una forma di islam moderato con il quale dialogare per isolare l’Islam estremista.

E ancora una volta l’aggressione a Israele dovrebbe fare scuola perché quel cosiddetto “Islam moderato” è lo stesso che scende in piazza per sostenere Hamas e chiedere che la democrazia israeliana venga messa al bando, sotto accusa per essersi semplicemente difesa.

missili hamas
Ecco chi difende il “mondo civile”. Hamas mostra il suo arsenale di missili durante una parata. Quanti persone avrebbero potuto vaccinare con il denaro speso per quei missili?

È questo l’islam moderato di cui parlano quelli del “mondo civile”? È l’islam dei Fratelli Musulmani ben rappresentato da politici come Ilhan Omar o da tiranni come Recep Tayyip Erdogan?

Davvero si vuole assimilare un concetto come quello di combattere questo tipo di Islam a quello che accadde il secolo scorso con il genocidio degli ebrei?

Perché è esattamente quello che avverrà quando qualcuno del “mondo civile” leggerà queste parole. Verrò accusato di “islamobofia”, di comportarmi come fecero i nazisti con gli ebrei e probabilmente censurato (a proposito di democrazia).

Perché di queste cose non se ne può parlare, perché appena appena provi a dire come stanno le cose, a dichiarare la tua preoccupazione su quello che sta facendo un dittatore come Erdogan o a condannare un gruppo terrorista come Hamas, il minimo che ti può accadere è finire nella lista nera di quelli del “mondo civile”.

Già, il “mondo civile”, quello che brucia le bandiere israeliane, chiama assassini chi difende la propria gente e definisce “eroici resistenti” chi la propria gente la usa come carne da macello. Davvero ci meritiamo questo mondo civile?

By Franco Londei Editor
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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter