L’Europa si sveglia e critica (finalmente) il programma balistico iraniano

By Sarah G. Frankl - Writer

L’Europa ha finalmente scoperto che gli iraniani stanno lavorando a un programma balistico direttamente legato al suo programma nucleare.

Francia, Germania e Regno Unito hanno denunciato il fatto che “lo sviluppo iraniano di missili balistici a capacità nucleare” va contro una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che invita Teheran a non intraprendere alcuna attività relativa a tali missili.

Gli ambasciatori delle tre nazioni europee hanno scritto una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nella quale denunciano che il programma balistico iraniano è “incoerente” con una risoluzione delle Nazioni Unite del 2015 sul programma nucleare iraniano nella quale si vieta esplicitamente all’Iran di produrre missili in grado di trasportare armi nucleari.

La lettera cita un test iraniano dello scorso 22 aprile 2019 nel quale Teheran ha usato una variante dei missili Shahab-3 equipaggiata con componentistica indicata per il trasporto di armi nucleari e chiede al Segretario Generale dell’ONU di riferire al Consiglio di Sicurezza.

La lettera cita anche un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) del 2015 nel quale si esprimono dubbi su test condotti con missili Shahab-3 giudicati “potenzialmente in grado di trasportare testate atomiche”.

Lo stesso rapporto della AIEA cita testualmente “prove estese” che indicano come l’Iran tra il 2002 e il 2003 abbia condotto test balistici sullo Shahab-3 mirati a configurare il missile al trasporto di armi nucleari.

Ora viene da chiedersi dov’era l’Europa quando il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, denunciava (anche alle Nazioni Unite) che l’Iran stava eseguendo test missilistici volti ad implementare vettori in grado di trasportare armi nucleari.

Dov’era l’Europa quando l’AIEA produceva i suoi allarmanti rapporti sui test svolti sui missili Shahab-3?

Ma soprattutto, cosa vuol dire questa lettera di Gran Bretagna, Francia e Germania? Che l’Unione Europea intende cambiare il suo atteggiamento servile verso Teheran, oppure è solo un contentino giusto per far vedere che sono attenti a quello che fa l’Iran? Attenti per modo di dire visto che ci sono voluti mesi da quel 22 aprile 2019 per arrivare a una denuncia che non riguarda nemmeno tutta la UE.

Per esempio, perché il nuovo “ministro degli esteri europeo” Josep Borrell non ha controfirmato la lettera inviata ad Antonio Guterres? Significa che comunque, nonostante le evidenze, l’Unione Europea intende continuare con la linea genuflessa verso Teheran impostata da Federica Mogherini? Di certo Borrel è un amico degli Ayatollah iraniani e questo non lascia ben sperare.

Rimane il fatto che ormai è chiaro a tutti che il programma balistico iraniano è volto essenzialmente a produrre vettori in grado di trasportare armi atomiche ed è strettamente legato al programma nucleare iraniano. Solo chi è in malafede continua a negarlo.

By Sarah G. Frankl Writer
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Vive nel sud di Israele. Responsabile della redazione e delle pubblicazioni Breaking News. Cura i social di Rights Reporter. Esperta del settore informatico. Hacker Etica