Fermare il braccio armato degli Ayatollah è un dovere di tutti

Ieri il Presidente Trump ha inserito (finalmente) il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche.

La mossa unilaterale americana per il momento non ha trovato altri Paesi disposti a fare altrettanto con questa unità armata che di fatto controlla l’intera economia iraniana, la politica interna e, attraverso la Forza Quds, una unità speciale per le operazioni all’estero, anche la politica estera.

Anzi, a dire il vero in Europa in diversi hanno storto il naso perché classificare i Guardiani della Rivoluzione iraniana come un gruppo terrorista significa classificare come terrorista l’intero regime iraniano in quanto le IRGC sono un corpo ufficiale del regime e non un gruppo autonomo, anche se a dire il vero agiscono come un gruppo autonomo.

E’ un peccato che l’Europa non abbia colto il messaggio del Presidente Trump che, a differenza di quanto alcuni in malafede affermano, non è affatto un regalo a Netanyahu.

Le IRGC, soprattutto la Forza Quds, sono nate come entità posta a difesa del regime ma si sono sempre comportati come un gruppo terrorista che ha come missione quella di colpire i nemici dell’Iran in ogni parte del mondo, sia direttamente che attraverso i numerosi proxy regionali, Hezbollah in Libano, la Jihad Islamica a Gaza, i ribelli Houthi in Yemen e tanti altri.

Questo lo sanno tutti, a partire da chi in Europa fa affari milionari con le IRGC, solo che pur di non perdere quel business chiudono gli occhi su tutto, a partire da quello che i Guardiani della Rivoluzione fanno in patria contro i cittadini iraniani.

Se in Europa ci fosse stata un minimo di dignità politica e morale, non ci sarebbe stato bisogno della decisione del Presidente Trump, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana sarebbero considerati terroristi da un bel po’. Ma cosa si può pretendere da chi non considera terroristi nemmeno gli Hezbollah?

Fermare il braccio armato degli Ayatollah dovrebbe essere un dovere morale per tutti. Impedire che continuino a guadagnare denaro da investire in attività terroristiche e destabilizzanti per diversi Paesi dovrebbe essere la missione prioritaria di qualsiasi nazione civile.

Invece tutti pensano al business e nessuno alle atrocità che il popolo iraniano è costretto a subire insieme ai popoli libanese, yemenita e di tutte quelle nazioni dove le IRGC hanno interessi.

Paradossalmente i primi a guadagnare da un indebolimento delle IRGC saranno i cittadini iraniani, letteralmente sopraffatti dall’immenso potere di cui questi assassini godono in Iran senza minimamente preoccuparsi del popolo, che protesta per questo (come a seguito delle recenti alluvioni che hanno colpito l’Iran) ma che viene immediatamente messo a tacere con la forza.