Editoriali

Guerra tra Israele e Iran: l’opinione pubblica internazionale deve essere pronta

Forse in occidente sfugge il fatto che Israele sta facendo terribilmente sul serio con l’Iran. Visto che la comunità internazionale sembra accettare passivamente che gli Ayatollah si posizionino permanentemente in Siria allo Stato Ebraico non rimane altro che muoversi per conto suo.

Un importante editorialista di Yedioth Ahronoth, Alex Fishman, pubblica questa mattina un editoriale a metà tra il critico e l’illuminante nel quale avanza il sospetto che sia Israele a cercare lo scontro diretto con l’Iran e non il contrario.

Scrive Fishman: «probabilmente Israele ha raggiunto la conclusione che gli strumenti militari e diplomatici che ha usato finora per fermare il trinceramento iraniano in Siria non stanno dando frutti». E poi si chiede: «quali altre vie di azione ci sono?» sottintendendo che a Gerusalemme, visto il fallimento della vie diplomatiche, non rimane altro che risolvere il problema direttamente alla radice.

Fishman ricorda gli ultimi accadimenti/provocazioni. Il bombardamento della base T4 che ha provocato la morte di diversi militari iraniani, il “falso allarme” che poche ore dopo il bombardamento alleato sulla Siria ha spinto la contraerea siriana a sparare decine di missili contro obiettivi inesistenti e che le autorità di Damasco hanno identificato come un “attacco elettronico israeliano” il quale avrebbe creato decine di finti bersagli che hanno fatto credere alla difesa siriana di essere nuovamente sotto attacco, ed infine “l’errore informatico” che ha generato il richiamo dei riservisti della 98esima Divisione del IDF, come se Israele si preparasse a un attacco o ad essere attaccato.

Secondo la teoria di Fishman non ci sarebbe nulla di casuale in tutto questo ma, visto il fallimento della via diplomatica, sarebbe un piano concepito da chissà quali menti israeliane per arrivare allo scontro diretto e risolutivo con l’Iran al fine di impedire agli Ayatollah di posizionarsi stabilmente in Siria.

Personalmente non credo a un fantomatico “piano israeliano diretto alla escalation con l’Iran”, ma riconosco che ogni tentativo diplomatico da parte di Israele per impedire che gli iraniani si schierassero in Siria è fallito. E tutti sanno che quando la diplomazia fallisce il ricorso alle armi è quasi automatico. Per tornare alla domanda di Fishman, quali altre vie di azione ci sono?

Preparare l’opinione pubblica al conflitto

basi iraniane in siria

Alla vigilia del giorno dell’indipendenza di Israele l’IDF, dopo aver diffuso le immagini satellitari delle basi iraniane in Siria, ha pubblicato una mappa ancora più esplicita delle basi aeree usate dagli iraniani in Siria. Fishman sostiene di avere il sospetto che il Governo israeliano stia preparando l’opinione pubblica israeliana al conflitto con l’Iran. Non sono proprio d’accordo, credo piuttosto che Israele stia preparando l’opinione pubblica internazionale a un conflitto con l’Iran. La popolazione israeliana segue costantemente gli sviluppi e non ha bisogno di prepararsi a qualcosa per la quale è già preparata da tempo, a qualcosa che già da tempo messo in conto.

Il problema è che l’opinione pubblica internazionale è così concentrata su Assad, su Putin, sulle armi chimiche e sui bombardamenti soft da parte degli alleati che dei piani iraniani se ne disinteressa completamente.

Se escludiamo i media israeliani o i pochissimi filo-israeliani, la stragrande maggioranza della stampa occidentale non tratta minimamente del posizionamento iraniano in Siria, sebbene proprio questo posizionamento potrebbe essere alla base di una guerra di proporzioni inimmaginabili. Parlano del conflitto in Siria ma evitano di trattare di una delle peggiori possibili conseguenze di questo conflitto, così come evitano di parlare delle reali minacce iraniane a Israele.

Una guerra inevitabile

Stando così le cose, visto il totale disinteresse della diplomazia alle minacciose mosse iraniane in Siria, visto che neppure i media ne parlano (e parlandone potrebbero almeno smuovere un po’ anche la diplomazia) a Israele non rimane altro da fare che muoversi per proprio conto per fermare la concreta minaccia iraniana.

Di questo dato di fatto bisogna essere coscienti. Israele non può permettere all’Iran di posizionare il suo esercito o i suoi proxy (Hezbollah e milizie sciite varie) a ridosso del confine israeliano. E siccome, anche grazie al silenzio internazionale, l’Iran non ci pensa minimamente a fare un passo indietro, la guerra appare inevitabile.

Succederà come sempre che poi a prendere le colpe di tutto sarà Israele. Ma, come ha detto Deborah Fait qualche giorno fa sulle pagine di Informazione Corretta, meglio odiati che morti.

Tags

Related Articles

Close