La Turchia sta permettendo ad Hamas di pianificare attentati in Israele dal suo territorio e in particolare dalla sede concessa da Erdogan ai terroristi palestinesi a Istanbul.

A rivelarlo sono fonti di intelligence israeliane ripresa anche dal The Telegraph il quale sostiene di essere entrato in possesso delle trascrizioni di alcuni interrogatori della polizia israeliana.

Tra questi attentati pianificati in Turchia ci sarebbe anche quello ordito all’inizio dell’anno contro il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat.

In realtà quella del The Telegraph è una “non notizia”. L’intelligence israeliana è perfettamente al corrente che la Turchia sta aiutando Hamas a pianificare operazioni terroristiche in Israele e in Giudea e Samaria.

È per questo motivo che le relazioni tra Israele e Turchia, sebbene ufficialmente regolari, sono in realtà perennemente in tensione.

Sabato scorso il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha incontrato il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan, per discutere su come la Turchia può aiutare ulteriormente Hamas.

Ismail Haniyeh, incontra il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan a Istanbul

In quella occasione Erdogan ha ribadito l’aiuto della Turchia al gruppo terrorista palestinese. «Continueremo a sostenere i nostri fratelli in Palestina» ha detto il dittatore turco.

Erdogan si è poi lamentato del fatto che quasi tutto il mondo considera Hamas un gruppo terrorista, compresi molti paesi arabi, mentre invece secondo lui Hamas è un partito politico che rientra nella galassia della Fratellanza Musulmana.

«Israele è estremamente preoccupato per il fatto che la Turchia stia permettendo ai terroristi di Hamas di operare dal suo territorio, nel pianificare e impegnarsi in attacchi terroristici contro civili israeliani» ha detto il Ministero degli esteri israeliano in una nota successiva alla visita di Ismail Haniyeh in Turchia.

La Turchia ospita anche terroristi ricercati

Nell’ultimo anno almeno una dozzina di figure di alto livello di Hamas si sono trasferiti da Gaza a Istanbul.

Tra questi c’è Abdel Rahman Ghanimat, ex leader della “cellula Surif”, una squadra di Hamas responsabile di una serie di attentati suicidi, tra cui un attacco del 1997 al Café Apropo di Tel Aviv che ha ucciso tre giovani donne.

Anche Kamal Awad, un finanziere di Hamas recentemente inserito nella black list dal Ministero del Tesoro americano, si è da poco trasferito a Istanbul.

Una bomba a orologeria

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la Turchia è una bomba a orologeria, anzi, una bomba islamica a orologeria.

Appoggia apertamente Hamas, ha reclutato migliaia di ex membri di ISIS e Al Qaeda creando milizie islamiche che operano in Siria e stanno massacrando i curdi. Ha preso possesso con la forza di mezzo Mediterraneo orientale attraverso un accordo con la Libia che viola palesemente il Diritto Internazionale. Sta portando avanti una politica aggressiva in Africa. Cerca di infiltrarsi in Europa attraverso i Balcani usando le ONG islamiche.

Cos’altro serve per far capire al mondo l’estrema pericolosità della Turchia?