Hamas ringrazia l’Iran per i missili forniti e minaccia Tel Aviv

Il capo di Hamas ringrazia apertamente Teheran per i missili forniti ai terroristi e minaccia di “polverizzare” Tel Aviv

Il leader di Hamas, Yahya Sinwar, parlando a una folla di invasati palestinesi ha ammesso candidamente che una parte dei missili usati nell’ultimo grande attacco a Israele è stato fornito da Teheran.

Non è certo una novità, ma è la prima volta che il capo di Hamas ammette apertamente di ricevere armi dall’Iran con l’obiettivo di attaccare Israele, e non è una cosa da poco perché nei fatti autorizza Israele a prendere le necessarie misure difensive direttamente contro Teheran.

«Nel prossimo confronto con Israele, polverizzeremo Tel Aviv con il doppio della forza usata durante l’operazione Protective Edge» ha detto Yahya Sinwar durante un discorso per il cosiddetto “giorno di Al-Quds”.

Poi ha ringraziato Teheran per i missili forniti ad Hamas. «Nell’ultimo confronto abbiamo usato alcuni missili che provenivano dall’Iran, mentre altri sono stati fabbricati localmente» ha detto il capo di Hamas precisando che «Beer-Sheva è stata attaccata con un razzo Grad che pesa 40 kg, Tel Aviv è stata colpita con un razzo Fajr-5 iraniano e con razzi fabbricati localmente».

Infine ha ringraziato apertamente l’Iran criticando contemporaneamente i paesi arabi per aver abbandonato i palestinesi. «Senza il sostegno iraniano la resistenza palestinese non avrebbe raggiunto queste capacità. La nostra nazione (i paesi arabi n.d.r.) ha rinunciato a noi nel momento più difficile, ma l’Iran continua ad aiutarci con la conoscenza e le attrezzature militari» ha detto Sinwar.

Poco prima il capo della Jihad Islamica, Ziad Nakhaleh, parlando con la TV libanese Al-Manar, collegata a Hezbollah, aveva detto che il gruppo terrorista alle dirette dipendenze di Teheran era in grado di lanciare oltre mille missili al giorno su Israele per un mese intero.

Un brutto momento per Israele

Le minacce di Hamas e della Jihad Islamica arrivano in brutto momento per Israele dove per la prima volta non si è riusciti a comporre un governo e per questo si è costretti a tornare a votare a settembre.

Naturalmente tutto il sistema continua a funzionare regolarmente, ma se ci fosse bisogno di prendere decisioni importanti riguardo a un eventuale conflitto con i terroristi che infestano Gaza o addirittura con l’Iran, sarebbe molto più facile se ci fosse un Governo legittimato e non un esecutivo provvisorio.

Ed è forse anche per questo che i leader terroristi sono venuti così apertamente allo scoperto ammettendo apertamente il sostegno fornito loro da Teheran. Forse con un Governo provvisorio a Gerusalemme ritengono che Israele non potrà “programmare” un conflitto difensivo di vaste proporzioni.