Report e analisi

Il lavoro poco disinteressato di Catherine Ashton contro Israele

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Quello di Catherine Ashton contro Israele è un lavoro a tempo pieno, una specie di ossessione che ha portato la politica estera europea a interessarsi esclusivamente delle questioni che riguardano la Stato Ebraico, questioni che finiscono per condizionare tutta la politica del bacino del Mediterraneo.

L’ultima trovata di Catherine Ashton è il ricatto. Ieri ha fatto diffondere da una fonte anonima all’interno del suo ufficio, come spesso succede nel caso ci sia bisogno di smentire, la notizia secondo la quale se Israele non arriverà presto a un accordo con i palestinesi molti Paesi europei sarebbero più che disposti a boicottare i prodotti israeliani provenienti dalla Cisgiordania. In sostanza Catherine Ashton non chiede a Israele di raggiungere un accordo con l’Autorità Nazionale Palestinese, ma di cedere a tutte le loro pretese. E come tutti sanno molte delle pretese palestinesi non sono accettabili da Israele specie quelle riguardanti Gerusalemme, alcune colonie nella zona C e il ritorno dei cosiddetti “profughi palestinesi”. Certo, poi ha addolcito la pillola facendo dire che l’Europa taglierebbe anche i consistenti aiuti  alla ANP, ma tutti sappiamo che il business degli aiuti umanitari alla Palestina non verrà mai ridimensionato, troppi gli interessi.

 La cosa buffa è che a Catherine Ashton non importa un fico secco dei palestinesi tanto che se ne infischia altamente se un simile boicottaggio da parte dell’Europa metterebbe sul lastrico 60.000 famiglie palestinesi che lavorano nelle aziende israeliane in Cisgiordania. A lei interessa solo nuocere a Israele.

Lo ha già fatto altre volte lavorando assiduamente a favore di Hamas, di Hezbollah e ultimamente lo ha fatto con gli accordi sul nucleare iraniano dove il suo ruolo occulto (ma nemmeno poi tanto) è stato decisivo per convincere la scettica Francia. E anche qui ci sarebbe da chiedersi se sia un caso oppure no che importanti aziende iraniane facenti capo al SEDAT abbiano commissionato ricerche di mercato alla potentissima YOUGOV di cui il marito di Catherine Ashton, Peter Kellner, è il direttore (ma di questo ne scriveremo in maniera approfondita e dettagliata i prossimi giorni).

Di certo il forte sentimento anti-israeliano unito agli interessi del marito fanno di Catherine Ashton non solo un elemento poco obbiettivo (per usare un eufemismo) verso Israele e in tutte le faccende che riguardano lo Stato Ebraico, ma ne fanno una persona assolutamente nociva a tutta Europa. Da molti mesi continuiamo a chiedere che l’Unione Europea cacci questa donna nociva e senza alcuna capacità diplomatica se non quella di fare il bene delle proprie finanze. Ma evidentemente Catherine Ashton deve avere molti santi nel Paradiso di Bruxelles.

Miriam Bolaffi

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32 Comments

  1. Beh, va bene tutto ma non si può certo dire che l’Europa tratti male Israele, anzi è vero il contrario: il modo in cui l’Europa tratta Israele costituisce una discriminazione verso tutti gli altri stati non europei del mondo. Il commercio con Israele segue le stesse regole del commercio tra stati membri dell’ue, pur essendo Israele in Asia. Prendiamo l’Iran: l’Europa ha per anni tenuto le sanzioni perdendo decine di miliardi di dollari, l’avrebbe fatto se fosse solo attenta ai suoi interessi. Sulle colonie in effetti è scandaloso: è scandaloso che l’Europa non abbia fatto nessuna pressione perchè Israele si ritiri dai territori occupati. Vedrete che questa iniziativa finirà nel nulla, come al solito.

    1. ma chi è questo? Di Stefano sotto mentite spoglie? Le colonie sono tutte in ZONA C e Gerusalemme Est è israeliana. Che vuole l’Europa? E se l’Iran ha avuto le sanzioni (semi-fasulle) è perché ha il brutto vizio di minacciare stermini di interi popoli, di appoggiare gruppi terroristici, di appoggiare, armare e aiutare militarmente Assad.

      Già il fatto che paragoni Israele all’Iran la dice lunga sul suo “pensiero democratico”. Uguale a quello di Grillo

      1. Senti un po’, già una volta ho interloquito con te e ho deciso che preferisco parlare con persone serie. Fai finta che dove c’è il mio commento ci sia lo spazio bianco. Grazie. Tra l’altro non hai neanche compreso cosa ho scritto. Il che non mi stupisce per nulla.

  2. Scrive Asley:
    “E’ scandaloso che l’Europa non abbia fatto nessuna pressione perché Israele si ritiri dai territori occupati.”
    E’ certamente una legittima opinione, che si basa però su un presupposto vincolante.
    Questo:
    Che la dirigenza palestinese, anche nelle sue correnti interne, abbia come obiettivo una soluzione definitiva nei suoi codicilli , che preveda la formazione di uno Stato che conviva in pace con Israele
    E che sia anche in grado ( volente o nolente ) di rispettare gli impegni presi.
    Si tratta di un presupposto fondato?
    Che Ashley si faccia – se vuole- questa domanda e si dia poi una risposta.

  3. Sarà tutto vero, per carità, ma perchè Israele non costruisce all’interno del suo territorio invece che in Cisgiordania? Lei sicuramente è informato, conosce le mappe. Già il territorio dei palestinesi fa ridere e non ha sbocco sul mare. Se Israele continua a rosicchiarlo e a dividerlo con cordoni di colonie, cosa rimane? E voi vorreste farmi credere che Israele anela alla pace e mentre lo fa costruisce colonie in Cisgiordania quando le stesse case potrebbe costruirle all’interno del suo territorio? Ma ci credete voi almeno, prima di pretendere che ci credano gli altri?

  4. Lei esordisce con la frase: “Sarà tutto vero”.
    Poi però fa delle domande senza avere riflettuto sulle conseguenze di quello che a suo dire sarebbe vero.
    Se invece avesse davvero riflettuto, non avrebbe avuto bisogno di quelle domande e magari avrebbe fatto delle obiezioni di merito, ma evidentemente per lei irrilevanti.
    Come é noto ciascuno va sempre nel suo altrove preferito.
    Detta in soldoni, se lei fosse davvero informata sulle posizioni della dirigenza palestinese- strettamente collegate alla sua narrazione storica della situazione e dei diritti delle parti- capirebbe subito che ogni negoziato non può avere alcuna soluzione.
    Stando così le cose, ciascuno costruisce dove può.
    Tanto é inutile non costruire.
    L’eventuale Stato Palestinese non avrà uno sbocco al mare?
    E con questo? Qualcuno dovrebbe per caso regalargli Tel Aviv e un po’ di territori sul mare in modo da tagliare in due lo Stato di Israele?.
    Se ne faccia una ragione: nemmeno l’Austria o la Svizzera hanno uno sbocco al Mare.

    1. Quella di Ashley è una delle tecniche che vengono insegnate nella scuola di disinformacija fondata da Ramonda Tawill, suocera di Arafat (che ci – nel senso che escono dalle nostre tasche – costa più o meno un mezzo milione di dollari l’anno): spostare continuamente l’obiettivo: Territori occupati – no, Gaza non è occupata – ma c’è l’embargo – no, ogni giorno gli mandano decine di camion di beni di ogni genere – ma in Israele c’è l’apartheid – no, gli arabi sono nei tribunali e in parlamento – ma gli rubano l’acqua – no, anzi gliene danno anche più di quanto stabilito dagli accordi – ma occupa i territori. Peccato che questi giochetti li conosciamo bene, e ci vuole ben altro per incantarci (e incartarci).

  5. O madonna e quest’altra chi è? Addirittura sarei una discepola della suocera di Araft? Nientedimeno! E poi che vuol dire che non VI incanto, lei sarebbe una papessa o una monarca? O forse vuol dire NOI araldi della verità contrapposti a LORO fautori dell’oscurantismo? I buoni contro i cattivi, complimenti Barbara, la logica manichea è stata superata da un po’ e lei ha solo qualche secolo di ritardo. Vedrà che con un po’ di impegno riuscirà a colmare il gap.
    Tornando al mio commento iniziale, se lo legge scoprirà come vertesse sui rapporti tra Ue e Israele, il che è tra l’altro l’argomento dell’articolo. Il sig. Milano ha poi estrapolato una frase sulle colonie e la discussione è proseguita su questo. Lo so che una che scrive disinformacjia invece dell’umile e provinciale disinformazione deve per forza avere una cultura enciclopedica ed essere mille anni avanti, quindi non può certo abbassarsi a leggere i commenti di una semplice studentessa mille anni indietro, però la prossima volta faccia un piccolo sforzo di umiltà e legga i miei commenti prima di discettare sui medesimi. Grazie.
    -una di LORO-

    1. Barbara è persona colta e moderata oltre che estremamente preparata in materia quindi prova a imparare da quello che dice invece di fare la finta studentessa di (non ricordo cosa) indignata.

      In merito ai tuoi commenti, è vero che l’articolo verte sui rapporti tra Israele e Ue, ma la questione sono le colonie. Così, dato che dici che ti piace studiare, proviamo ( e proviamo è sottolineato) a darti una piccola lezione.

      Prima di tutto non è vero che la cosiddetta “Palestina” non ha lo sbocco al mare, a meno che non vogliamo considerare la Striscia di Gaza tornata all’Egitto (come del resto dovrebbe essere).

      In secondo luogo tu parli di “territori occupati”. E’ un termine sbagliato. Sono “territori contesi” e non è la stessa cosa.

      Infine terzo punto. Tutti parlano della cosiddetta “Palestina”. E’ un po’ come parlare dell’isola che non c’è. Al momento la cosiddetta “Palestina” non esiste. Tantomeno esiste un popolo palestinese, inventato da zero da quel genio di Arafat (per altro egiziano). La cosiddetta “Palestina” sarebbe formata dalla Cisgiordania (che era della Giordania) e dalla Striscia di Gaza (che era egiziana). Non sono mai stati ufficializzati i confini di Israele e della cosiddetta “Palestina”, da qui il termine “territori contesi”. Persino la tanto declamata risoluzione Onu che stabilisce la nascita dello Stato di Israele (ma non quella della Palestina) suggerisce dei confini ma non li definisce. Oltretutto questo per un motivo preciso, perché ai tempi della risoluzione la cosiddetta “Palestina” era solo nei meandri della mente di Arafat. La Cisgiordania era della Giordania e Gaza dell’Egitto.

      Quindi di cosa stiamo parlando? Di qualcosa che al momento non c’è e di terre che si definiscono occupate quando invece sono contese. Quando sarò nato uno stato palestinese (se mai succederà) e saranno tracciati i confini, allora e solo allora si potrà stabilire se quelle terre sono occupate oppure no. Fino ad allora Israele costruirà dove ritiene essere un suo diritto.

      Noemi

      1. Ok mettiamo che la palestina non esista… Ma le persone arabe che vivono sull’isola che non c’è? Gli lasciamo un po di terra pure a loro?

  6. Va bene, mea culpa. Pensavo fosse persone serie, con cui si potesse discutere pur pensandola in modo diverso. Mi accorgo solo ora che appartenete al filone negazionista secondo cui i palestinesi non esistono e la Palestina dovrà nascere solo se e quando lo vorrà Israele. A quanto ne so la posizione dell’inesistenza dei palestinesi (tecnicamente negazionismo) non è condivisa neanche dagli israeliani in maggioranza, ma solo dall’estrema destra più becera. Per cu non ho proprio nulla da dirvi, non siete diversi da chi nega i diritti e l’esistenza stesso del popolo ebraico. Scusate se vi ho fatto perdere tempo. Buone cose.

    1. guarda che ti è stata esposta la pura e semplice verità storica. INCONTESTABILE. Poi se faranno la Palestina magari smetteranno anche di pesare sulla comunità internazionale inizieranno a lavorare e sarà un bene per tutti.

  7. la banale logica di ashley nulla può contro l’ideologia al suo massimo livello. Due considerazioni, la palestina non esiste? punto uno, quei territori sono contesi? ma se l’ONU, e tutti gli stati del mondo oltre che i loro abitanti li considerano uno stato allora significa che che anche il quait è conteso tra l’iraq e l’emiro. infondo saddam diceva che storicamente quella era la provincia di bassora, e quindi storicamente irachena, solo che saddam parlava di poco prima del colonialismo, i sionisti di 2000 anni fa.
    Punto due, la palestina è frutto della fantasia come la padania? benissimo allora, gli arabi che vivono in “giudea e samaria” non sono cittadini di un inesistente stato di palestina, ma cittadini di israele, come i mlianesi o i triestini non sono padani, visto che la padania non esiste, ma sono cittadini italiani. a meno che voi non pensiate che anche i palestinesi, come la palestina, non esistano e siano frutto di un’allucinazione di massa. Oppure che siano animali e dunque, come le pecore o le galline, non siano cittadini e non debbano essere contati.

    1. gli arabi hanno due possibilità. crearsi un loro stato come gli viene proposto da tutti ormai da decenni (gli accordi di Oslo gli davano il 99% delle terre da loro rischieste, solo che ad Arafat non interessava la Palestina), oppure tornare alle loro origini, in Giordania o in Egitto. Israele è uno Stato ebraico dove i cittadini israeliani arabi godono di tutto i diritti, ma appiopparsi anche qualche milione di nullafacenti che odiano israele e gli ebrei mi sembra un po’ troppo. Lo so che questo sarebbe il sogno di molti, in primis dei palestinesi stessi, ma col cavolo che vedrete mai uno stato binazionale. Mettetevi il cuore in pace.

      Per inciso, non somo gli israeliani che hanno nel loro statuto la distruzione della Palestina e dei palestinesi, ma sono i palestinesi che nei loro statuti (Hamas art. 1 e OLP non ricordo) hanno come obbiettivo l’annientamento di Israele e del suo popolo. Quindi prima di parlare vediamo di mettere i puntini sulle “i” e di vedere bene chi considera animali chi.

      1. mah…. guarda Matteo, lascia perdere che a questi dei palestinesi non frega un caxxo altrimenti si chiederebbero che fine hanno fatto i miliardi europei destinati allo sviluppo della Palestina spariti nel nulla come ha sentenziato la Corte dei Conti europea e non si straccerebbero le vesti per un insediamento a Gerusalemme Est. Si chiederebbero come mai ai bambini palestinesi nelle scuole viene insegnato l’odio verso Israele e gli ebrei, si chiederebbero come mai nessuno dice niente dell’oppressione di Hamas verso gli abitanti di Gaza. Insomma si chiederebbero il perché di tante cose (compreso perché gli accordi di Oslo prima sono stati accettati e poi rigettati da Arafat). A queste persone di queste cose non frega un caxxo. A loro interessa solo attaccare Israele. E’ il solito discorso che va avanti da decine di anni su qualsiasi sito web che difende Israele. Cose trite e ritrite che gli puoi spiegare migliaia di volte e in ogni salsa. Il loro pregiudizio verso Israele è più forte di qualsiasi argomentazione logica. IPOCRITI niente altro

  8. Caro matteo il tuo razzismo è spaventoso. Non tanto per la volgarità con cui definisci gli arabi (milioni di nullafacenti) ma soprattutto perchè dal tuo punto di vista essendo israele uno stato ebraico (ovviamente la cosa è stata decisa dai sionisti, non dalla popolazione che viveva li) non c’è posto per i palestinesi che devono tornare da dove vengono, ossia giordania ed egitto??!! robba da non crederci, come se ci fosse qualcuno che crede che i palestinesi siano egiziani o giordani emigrati in israele l’altro ieri per cercare lavoro e non un popolo che sta li da secoli e secoli. Approposito…le moschee di Gersualemme con le cupole in oro? il quartiere arabo MEDIOEVALE? i villaggi? il milione e mezzo di palestinesi cittadini israeliani? (che sono li perchè non sono fuggiti quando è nato israele, dunque se anche gli altri fossero rimasti ora la maggioranza sarebbe palestinese)…non contano, non valgono..peggio per loro.
    Ipocrita anche la frase “costruirsi un loro stato”…se si vuole che si costruiscano uno stato è chiaro che non possono farlo che in cisgiordania, ma non era un territorio “conteso”? ora se contendo uno spazio minuscolo in cui un popolo deve creare uno stato è chiaro che non voglio affatto questo stato, come non lo vuole israele, solo che, a differenza di tutti gli altri casi simili, israele quel territorio non lo vuole neppure annettere (sennò lo avrebbe fatto) proprio in virtù di quei milioni di “nullafacenti” che lo abitano, quindi il suo scopo è quello di ripulirlo prima…una bella pulizia etnica e poi annessione, magari sostenendo che palestinesi li non ce ne sono mai stati, e che hanno annesso una terra senza popolo per un popolo con poca terra. Ma siete voi che dovete mettervi l’animo in pace, il mondo non lo permetterà mai. una pulizia etnica di milioni di cittadini sarebbe impossibile anche in comgo, figuriamoci in medioriente, il luogo in cui tutto il mondo guarda di continuo. Quindi restano due possibilità, o Israele accetta che quei territori non sono affatto contesi, sono la palestina, come vuole tutto il mondo, e si decide a ritirarsi, oppure israele annette territori e abitanti, diventando automaticamente uno stato a maggioranza araba. L’idea di andare avanti così “trattando” per altri 30 anni e nel mentre cercando il momento opportuno per cacciare i palestinesi e mettendo colonie ovunque non è un opzione, perchè il mondo non lo permette, e fa benissimo a non permetterlo. Altro che la ashton, ora che anche l’america comincia a capire che non può appoggiare ipocritamente una pulizia etnica mascherata, israele rischia di essere cacciato a pedate dalla comunità internazionale. Infine gli arabi hanno nel proprio statuto la distruzione di israele, gli israeliani stanno distruggendo la palestina coi fatti, ovviamente dicendo “vogliamo la pace” “siamo per i due stati” ma il territorio su cui dovrebbe nascere lo stato di palestina (per israele, per l’ONU e la comunità internazionale è già nato) è nell’empireo platonico.

    1. Ihhh, ma allora ti ostini! La cupola della roccia la tirarono su dei palazzinari di Jedda. Il quartiere medievale è di cartongesso. Le crociate sono un falso storico: infatti i cristiani si sa odiavano gli ebrei, quindi si inventarono dei fantomatici musulmani che abitavano la terra del popolo ebraico. Anche Saladino non è mai esistito.

    2. razzismo? Ma guarda che è vero. Un palestinese costa alla comunità internazionale 10 volte di più di un congolese e addiritura 15 volte di più di un somalo. Hanno anche creato una apposita agenzia onu per questi delinquenti. Si delinquenti perché questo sono. Non trovo altre parole per persone che allevano i loro figli con l’idea di diventare shaid.
      Per il resto dimostri di non aver capito un cazzo. La zona contesa è la zona C (quella dove c’è Gerusalemme est), ti è stato anche spiegato bene e non tutta la Cisgiordania. Ma evidentemente non ci arrivi. Hai fatto tutto un ragionamento basato sul nulla e non hai risposto ai quesiti posti da Aaron. Perché non ve la prendete con Abu Mazen e compagnia bella per tutti i soldi che si sono intascati? Trasudi tanto di quel antisemitismo che ti siintrecciano le idee. Obama? E’ già tanto che non lo hanno cacciato a calci in culo. Guarda come ha ridotto il Medio Oriente con la sua politica filo-islamica. Delinquente, non trovo altre parole.

    3. Il solito battibecco con gli antisemiti. Ne è pieno il web. Guardate, la soluzione è molto più semplice di quello che si possa pensare ed è una soluzione più volte proposta da Israele. I palestinesi (tutti) riconoscano Israele e avranno il loro stato con tutta la loro terra meno Gerusalemme Est. Per dove ci sono le colonie è già pronto un piano di compensazione. Punto.
      Il problema è che ai palestinesi non interessa avere uno stato perché poi davvero devono lavorare e gli aiuti internazionali finirebbero. Preferiscono stare così, fare le vittime e prendere soldi senza lavorare. I palestinesi onesti lavorano tutti e lavorano in Israele e nelle colonie.
      Infine c’è la questione di Gaza. Cosa si fa con Hamas? Si può fare la pace solo con una metà dei palestinesi e con l’altra no? No perché Hamas non farà mai la pace con Israele quindi o li uni o gli altri, o si distrugge Hamas o Hamas distrugge Israele. Questo è un punto ineludibile.
      Come vedi quindi cara Marina la questione non è così sempliciotta come la descrivi tu dando sfogo al più bieco sentimento anti-israeliano

  9. chiariamo una cosa: questo non è il blog di Grillo. Qui non si insulta nessuno (razzista, antisemita ecc. ecc.)
    Se volete fare una conversazione civile siete tutti i benvenuti altrimenti comincio a cancellare i commenti.

  10. Giusto per chiarirci un po’ le idee su chi nega che cosa:
    Alla commissione Peel, 1937, il leader arabo locale afferma perentoriamente: “Non esiste nessun paese che si chiami Palestina. ‘Palestina’ è un termine che si sono inventati i sionisti (…) Il nostro paese per secoli è stato parte della Siria. ‘Palestina’ ci è aliena. Sono stati i sionisti che l’hanno introdotta.” Nove anni più tardi, nel 1946, il Professor Philip Hitti, storico arabo, dichiara alla commissione di indagini Anglo-Americana: “Non esiste nessuna Palestina nella storia, assolutamente no”. Passano altri dieci anni e arriviamo al 1956. Ahmed Shukairy, futuro fondatore dell’OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina, di fronte al Consiglio per la Sicurezza delle Nazioni Unite, spiega: “È comunemente noto che la Palestina non sia altro che il Sud della Siria.” 31 marzo 1977: il giornale olandese Trouw pubblica un’intervista con un membro del comitato direttivo dell’OLP, Zahir Muhsein. Ecco le sue dichiarazioni: “Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato Palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato d’Israele per l’unità araba. In realtà non c’è differenza fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Solo per ragioni politiche e strategiche oggi parliamo dell’esistenza di un popolo palestinese, visto che gli interessi arabi richiedono che venga creato un distinto “popolo palestinese” che si opponga al sionismo. Per motivi strategici, la Giordania, che è uno Stato sovrano con confini definiti, non può avanzare pretese su Haifa e Jaffa mentre, come palestinese, posso indubbiamente rivendicare Haifa, Jaffa, Beer- Sheva e Gerusalemme. Comunque, appena riconquisteremo tutta la Palestina, non aspetteremo neppure un minuto ad unire Palestina e Giordania”.

  11. Per Matteo: ma tu hai un’idea di cosa sia una mappa della Cisgiordania? nel caso tu non ce l’abbia (ma dubito) ti linko un’immagine della zona C, quella “contesa” (non si sa bene per chi visto che per tutto il mondo è palestina).
    http://reneefrompalestine.files.wordpress.com/2010/05/area-a-b-c1.jpg
    Ora tra il giordano e il mare vivono 6 milioni di ebrei e 6 milioni di arabi ( i quali peraltro hanno tassi di natalità maggiori) e secondo te la “soluzione semplice” per la pace è che i 6 milioni di nuovi arrivati si prendano il 90% del territorio, gli altri 6 milioni si dovrebbero accontentare di una serie di piccole enclavi, separate, incomunicanti, totalmente urbanizzate (quindi senza alcuna possibilità di crescita e sviluppo) senza confini (tutti i bantusan dell’area a e b confinano con israele, sono isolette in pratica) e chiaramente disarmati (mentre la controparte ha un l’esercito più forte del medio oriente IRAN escluso e l’atomica) senza risorse idriche e senza alcuna sovranità. Chiaramente i milioni di profughi devono rimanere nei campi, perchè uno che ha lontanissime ascendenze ebraiche ha diritto di trasferirsi in israele dopo 2000 anni di assenza, ma un profugo espulso 50 anni fa come puo’ pretendere di tornare a casa?. e dire che questi cattiivoni di palestinesi non accettano questa soluzione così semplice e tanto generosa e quei razzisti dell’ONU, l’UE e persino l’amministrazione Obama anzichè minacciarli gli danno ragione! che mondo vero Matteo? sarà l’antisemitismo dilagante!
    Per Barbara, quello che conta sono i popoli, non la loro denominazione o il modo in cui scelgono di amministrarsi. L’Unione Europea non è mai esistita fino a che non è nata, forse un giorno nessuno parlerà di francia o germania ma di semplici provincie dell’unione, o forse no. Prima i palestinesi si sentivano parte della generica nazione araba? benissimo, gli occidentali, se avessero voluto obbedire ai valori morali che solennemente dichiaravano, ossia l’autodeterminazione dei popoli, avrebbero dovuto dire agli abitanti della palestina (quelli reali, non quelli ipotetici) che volete fare? se avessero scelto di unirsi alla siria o alla giordania, di avere l’indipendenza, di formare un unione di paesi arabi, di chiedere di entrare in europa o di unirsi alla cina erano affari loro. Invece le potenze coloniali hanno occupato la palestina e consentito l’arrivo di milioni di stranieri di religione ebraica che hanno detto “ora qui comandiamo noi, e voi fuori dalle scatole”. Però i palestinesi e gli arabi non lo hanno mai accettato, giustamente, e sono rimasti li, sono aumentati di numero e continuano a lottare per la loro autodeterminazione. Il sionismo ha fallito, perchè non ha costituito lo stato ebraico ma ha fatto due stati, uno direttamente controllato in cui gli ebrei sono il 75 % e gli arabi il 25% e uno a grandissima maggioranza araba che non ha però l’indipendenza. L’ovvia conseguenza è che se non si consente la nascita dello stato palestinese (e non di una serie di prigioni/isolette) Israele sarà sempre più isolato e devole, fino a quando la comunità internazionale gli imporrà di rispettare l’autodeterminazione palestinese, oppure nascerà uno stato binazionale. Mettetevelo in testa, tra il giordano e il mare ci sono 6 milioni di arabi, sono li da secoli, non se ne andranno mai e hanno diritto a un loro stato (un vero stato, non una presa per i fondelli) o al voto nell’unico stato presente.

    1. Marina, per questi proclami c’è infopalla. Li puoi dare sfogo a tutta la tua rabbia “antisionista”. Qui no. Quello che dici, questa mera propaganda, la vediamo da anni in ogni sito e in ogni forum. Sono sempre gli stessi argomenti fasulli del “popolo palestinese” dei milioni d arabi sfrattatti e bla bla bla. Si è partiti parlando della Ashton e si è finiti a fare propaganda filo-pal. Come sempre accade.
      PS
      hai detto una cosa giusta: quello che conta sono i popoli. Il popolo palestinese non esiste da nessuna parte se non nei conti della UE che ci spreca miliardi di euro l’anno (e sappiamo dove vanno a finire). Quando esisterà veramente ne riaparliamo.

  12. Ok allora quei milioni di arabi sono cittadini israeliani. se preferisce,ma che gli si dia il diritto di voto. inoltre mi sfugge in che modo rispondendo si faccia propaganda, se la redazione non vuole un dibattito può semplicemente eliminare la sezione commenti, è una scelta editoriale legittima, mentre pretendere che chi commenta approvi mi pare assurdo. Se c’è e se qualcuno dice “ma lo stato palestinese potrebbe nascere anche senza l’area C” mi sembra il minimo postare una cartina per mostrare concretamente di cosa si parla, o la mappa delle aree A, B e C è propaganda?

    1. Il sogno dei filo palestinesi, lo stato unico. Piacerebbe eh? No meglio uno stato palestinese. Che si mantengano da soli.
      Sui commenti (che la domenica pomeriggio vengono moderati) ci sono le linee guida nella apposita pagina poi decidiamo noi se una discussione porta qualcosa di nuovo o cose trite e ritrite. Comunque per questo tipo di discussioni c’è il forum, molto più indicato a lunghe discussioni

  13. No io preferisco uno stato palestinese, per la semplice ragione che credo che uno stato unico sarebbe assolutamente conflittuale e ingestibile, ma proprio per questo per uno stato palestinese, che deve accogliere milioni e milioni di persone, serve un territorio, L’intera cisgiordania è già un territorio microscopico, nelle aree A e B, come mostra la cartina, non può nascere nessuno stato, può nascere un arcipelago di isolette/prigione. Visto che, piaccia o no, le cose stanno così, non si può dire che l’area C è “contesa” e che le colonie non sono un problema, in quanto senza area C non può esistere stato palestinese, e se non nasce uno stato palestinese, lo ripeto, quei milioni di arabi DEVONO avere la cittadinanza israeliana. Non capisco proprio il suo punto di vista, stato palestinese no (o meglio si ma gli tolgo il territorio vitale, quindi difatto no) cittadinanza nemmeno…quindi? la sua soluzione qual’è? arcipelago di prigioni? espulsioni di massa? chiudere gli occhi e sperare che milioni di persone scompaiano? infine dire che i commenti servono per dire “cose nuove” (ossia quelle che piacciono alla redazione” e non cose “trite e ritrite” mi sembra abbastanza insensato, si potrebbe rispondere che il problema del terrorismo, il rifiuto di arafat, il problema di hamas (tutte le cose che voi sottolineate) sono altrettanto trite e ritrite, quindi gira che ti rigira mi sembra che il punto è che non sono graditi commenti se non di approvazione.

  14. la soluzione migliore è che la Cisgiordania torni alla Giordania e Gaza torni all’Egitto. La Palestina è una utopia che fino ad oggi è servita solo ad arricchire pochissime persone e ad alimentare l’odio in milioni di persone

  15. bisogna vedere cosa ne pensano i palestinesi, in ogni caso sarebbe tutto sommato una soluzione percorribile, magari ottenendo per gaza e per la cisgiordania da egitto e giordania uno status di autonomia, come il trentino o la sicilia da noi. Ma israele comunque non vorrebbe, primo perchè significherebbe che egitto da un lato e giordania dall’altro possano difendere il territorio con l’esercito (mentre israele, superpotenza armata fino ai denti pretende che i palestinesi siano totalmente disarmati) e secondo perchè, cosa ben più importante, questo significherebbe risolvere il problema palestinese, ma rinunciare a quei territori “contesi” e il sionismo non lo prevede, soprattutto perchè con la pace rischierebbe di invertirsi il processo, e gli arabi di israele aumenterebbero.

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