Iran: ma quale Coronavirus… l’importante è avere la bomba atomica

4 Marzo 2020

Non c’è epidemia di Coronavirus o crisi economica che tenga. Per gli Ayatollah iraniani la priorità assoluta rimane quella di dotarsi di armi atomiche.

A certificarlo è l’ultimo rapporto della AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) nel quale si evidenzia come negli ultimi mesi l’Iran abbia triplicato le sue scorte di uranio a basso arricchimento arrivando a 1020,9 Kg (+648,6 chilogrammi rispetto alla precedente relazione trimestrale), ben oltre quindi ai 300 Kg permessi.

Agli ispettori è stato anche negato l’accesso ad almeno tre siti nei quali si sospettano attività di carattere militare.

Gli ispettori della AIEA hanno scoperto anche che il regime iraniano ha messo in linea oltre mille centrifughe di nuova generazione nella centrale sotterranea di Fordow (che dovrebbe essere chiusa) in aggiunta a quelle già presenti.

Questo, in combinazione con l’enorme quantità di uranio a basso arricchimento, fa sospettare che gli iraniani vogliano passare alla seconda fase dello sviluppo del loro programma nucleare, trasformando l’uranio a basso arricchimento in uranio ad alto arricchimento adatto quindi a scopi militari.

Quello che fa veramente impressione è che questa accelerazione del programma nucleare iraniano arriva proprio in mezzo ad una preoccupante epidemia di Coronavirus alla quale si aggiunge una devastante crisi economica, a dimostrazione del fatto che il regime iraniano è completamente disinteressato al benessere della popolazione e che pensa solo alle sue mire espansioniste e a rafforzarsi militarmente.

Carceri come lazzaretti e zone rurali in piena epidemia

Nel frattempo arrivano alla spicciolata notizie sulla situazione dell’epidemia di Coronavirus in Iran. Ci sarebbero migliaia di contagiati tra i carcerati in Iran, tanto che le autorità avrebbero deciso di mettere agli arresti domiciliari tutti i condannati per reati secondari, ma la decisione sarebbe arrivata solo dopo che l’epidemia si era ampiamente diffusa.

Anche la situazione nelle aree rurali, dove non esiste assistenza sanitaria, sarebbe letteralmente drammatica. Voci non confermate parlano di centinaia di morti seppelliti in tutta fretta.

I numeri ufficiali forniti dal regime sarebbero quindi del tutto falsi e questo rende la spasmodica ricerca di ottenere un’arma nucleare ancor più incomprensibile quando non disumana. Ma d’altronde non è che ci si può aspettare un briciolo di umanità dagli Ayatollah iraniani.

Sadira Efseryan

Iraniana fuggita prima in Turchia, poi in Italia. Esperta dei paesi del Golfo Persico e delle dinamiche politiche dei paesi arabi. Laureata in scienze informatiche alla Iran University of Science and Technology

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