Middle East

Israele è uno Stato Sovrano. Nessuno può prendere decisioni per lui

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Israele è uno Stato Sovrano e nessuno può prendere decisioni in merito alla propria sicurezza senza considerare questo dato di fatto. Netanyahu, parlando alla Grande Sinagoga di Roma non ha detto esplicitamente questo ma proprio su questo è stato più chiaro che mai.

«Vorrei fugare ogni illusione» –  ha detto Netanyahu parlando alla Grande Sinagoga di Roma riferendosi all’accordo sul nucleare iraniano raggiunto dal gruppo dei 5+1 con l’Iran – «l’Iran aspira a realizzare una bomba atomica e non è un rischio solo per Israele ma anche per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero. Non possiamo farci illusioni su questo». Poi ha aggiunto: «In Iran c’è un regime che sostiene il terrorismo, che facilita il massacro di civili in Siria e invia incessantemente armi a gruppi terroristi come Hezbollah, Hamas e la Jihad Islamica». Poi è stato molto preciso e scandendo bene le parole ha detto: «vi dico e prometto, nello spirito dei Maccabei, che noi non permetteremo all’Iran di raggiungere la capacità atomica».

In tutto il discorso di Netanyahu era sottointeso un concetto che spesso si tende a dimenticare, cioè che Israele è uno Stato sovrano, con una propria politica di difesa, una propria politica estera e interna che prescindono dal volere o dai desiderata dei babbioni di turno. Se l’accordo con l’Iran non piace a Israele perché ritiene che metta in pericolo la propria esistenza, Israele ha tutto il Diritto di difendersi e di prendere i necessari provvedimenti affinché il suo popolo sia in sicurezza.

Lo stesso identico discorso fatto per l’Iran vale per la questione palestinese che Letta, intervenuto dopo Netanyahu,  ha inopportunamente tirato fuori come se fosse la panacea di tutti i mali. Israele, proprio perché Stato Sovrano, deve fare i propri interessi che sono quelli del popolo israeliano e non cedere agli interessi degli altri.

Israele ha le sue priorità, esattamente come le hanno gli altri Stati sovrani, e la priorità delle priorità è la propria sicurezza minacciata dall’Iran e dai gruppi terroristici palestinesi. Non ci può essere nessun accordo che prescinda da questo fattore. E nessuno, nemmeno gli Stati Uniti, può prendere decisioni sulla sicurezza di Israele che non convincano gli israeliani. E se c’è una cosa certa è senza dubbio che l’accordo sul nucleare iraniano non convince gli israeliani. Se ne prenda atto e ci si prepari al fatto che se la comunità internazionale non difende Israele dalle minacce esistenziali provenienti dall’Iran e dai gruppi terroristici, sarà Israele stesso a farlo, in qualsiasi modo si renda necessario.

Miriam Bolaffi

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  1. Il quadretto è questo e ad un primo sguardo non sembra affatto rassicurante: Obama ha vinto grazie all’esasperazione degli americani in seguito alle logoranti missioni in Afghanistan e in Medioriente contro i fondamentalisti islamici attuate da Bush, infatti Bush perse poco a poco popolarità, fino a regalare l’America a questa cricca di buonisti e a quel pezzo di pane di Obama, che sotto il ricatto del premio nobel assegnato anticipatamente ha garantito la pace sotto la spada di damocle della bomba nucleare iraniana, facendo genuflettere, al pari dell’America, il mondo intero davanti agli ayathollà e alla barbarie. Obama, per vincere le elezioni, non si è fatto scrupolo ad adescare le folle di immigrati senza garanzie e desiderosi di accedere alle cure con la riforma sanitaria (che io approvo, ma che è stata usata, purtroppo, come esca). Obama odia l’America, la sua cultura non è occidentale, odia il popolo ebraico proprio come massimo fautore della cultura e della civiltà occidentale (che senza il genio ed il contributo ebraico non esisterebbe), non può nascondere dietro un dito la sua brama di svendere l’Occidente ai fondamentalisti islamici, essendo lui stesso islamico. Ora Israele dovrà affrontare la più grande sfida della sua storia e siamo tutti sulla sua barca, perchè il popolo ebraico dovrà, per l’ennesima volta, assumersi l’onere di combattere contro i mostri storici e le dittature per la sicurezza non solo sua, ma del mondo intero. E non sarà ringraziato da nessuno per questo, oggi. In futuro ci si renderà conto della sua vitale missione. Ma alla fine non è il numero che fa la forza, ma la conoscenza, la cultura e lo spirito libertario, e di questo il popolo ebraico è sempre stato l’avanguardia ed è per questo che spaventa i regimi totalitari.

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