Israele revoca i permessi di lavoro ai parenti dei terroristi palestinesi

Il Ministero della Difesa, domenica, ha revocato i permessi di lavoro in Israele a 164 palestinesi, legati ai presunti membri del gruppo terrorista con base a Nablus, Lion’s Den (tana del leone), responsabile di un’impennata di attacchi con armi da fuoco nel nord della Cisgiordania, ha dichiarato il coordinatore delle attività governative nei Territori (COGAT).

Secondo i funzionari di sicurezza, i militanti, che contano circa 40 membri, sono dietro agli attacchi terroristici compiuti contro le truppe israeliane e i coloni della zona.

La settimana scorsa, Israele ha imposto la chiusura della città di Nablus, in Cisgiordania, consentendo l’ingresso e l’uscita dalla città solo dopo rigidi controlli di sicurezza, con conseguenti proteste e disordini.

La revoca della possibilità di lavorare in Israele, una misura di punizione collettiva, è vista come un’ulteriore pressione sui membri del gruppo. “I terroristi devono sapere che le loro azioni potrebbero avere ripercussioni sulle loro famiglie”, ha dichiarato il capo del COGAT, il generale maggiore Ghasan Alyan.

“I servizi di sicurezza useranno tutti i mezzi a loro disposizione per sventare gli atti di terrore”, ha aggiunto che l’identità dei militanti è nota alle autorità.

Nell’ultimo anno sono stati revocati circa 2.500 permessi di lavoro in Israele a terroristi che hanno compiuto attacchi contro israeliani.

Il Ministro della Difesa Benny Gantz ha dichiarato in un’intervista che in un modo o nell’altro le azioni del gruppo avranno fine.

“Alla fine metteremo le mani sui terroristi. Lion’s Den è un gruppo di circa 30 membri. Capiremo come raggiungerli e li elimineremo. Questo gruppo terroristico sarà smantellato, e spero il prima possibile”, ha detto Gantz.

I funzionari della sicurezza hanno dichiarato che il numero e il livello degli scontri si è ridotto negli ultimi giorni. Nel fine settimana a seguito di scontri la polizia ha arrestato 47 palestinesi a Gerusalemme est, la maggior parte dei quali minorenni.

Il ministero della Sanità palestinese ha dichiarato domenica che un uomo, gravemente ferito negli scontri con le truppe nell’area di Nablus, è morto per le ferite riportate. Altri tre sono rimasti feriti nell’incidente.

L’esercito ha dichiarato che sabato i palestinesi hanno iniziato “una violenta rivolta” vicino alla città di Qarawet Bani Hassan e i soldati che stavano operando lì hanno aperto il fuoco.

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