Middle East

L’Iran si inventa (per legge) la rivoluzione islamica palestinese. «Gerusalemme sarà tutta islamica»

Il parlamento iraniano ha votato ieri una legge che obbliga lo Stato a «sostenere con ogni mezzo la rivoluzione islamica del popolo palestinese» e tra gli obiettivi da raggiungere c’è anche quello di Gerusalemme tutta quale capitale dello Stato di Palestina.

La legge è stata votata praticamente all’unanimità con un solo astenuto su 199 parlamentari.

Per capire la vera portata di questa legge votata ieri dal Parlamento iraniano che all’apparenza appare quasi come uno slogan più che come un atto legislativo di una certa portata, bisogna leggere tra le righe della legge stessa.

Prima di tutto per quanto riguarda Gerusalemme come capitale del fantomatico Stato Palestinese gli iraniano hanno dato mandato al Governo di fare in modo che tutta la città diventi capitale della cosiddetta “Palestina”. Spariscono quindi i termini “Gerusalemme Est” e “Gerusalemme ovest” in quella che sembra essere una mossa volta a contrastare la recente decisione del Presidente Trump che di fatto riconosce Gerusalemme (senza distinzioni) quale capitale di Israele.

Ma la parte più “aggressiva” della legge approvata ieri dal Parlamento iraniano (Majlis) è quella che prevede il sostegno con qualsiasi mezzo alla rivoluzione islamica palestinese. In questo passaggio sono ben chiari due punti: il primo è quello che equipara la “rivoluzione palestinese” a quella iraniana, definita appunto “rivoluzione islamica”. Il secondo è quello che evidenzia il tentativo di trasformare la questione su Gerusalemme da una vicenda politica a una questione religiosa. In Iran stanno tentando in tutti i modi di risvegliare l’orgoglio del mondo islamico e di trasformarlo in un’arma contro Israele. Non per niente nel testo approvato ieri si «raccomanda di approfondire e ampliare il sostegno alla causa palestinese attraverso il coinvolgimento di esperti musulmani» in modo che questo sostegno non venga visto solo come un aiuto a una causa di un singolo Stato ma come un vero e proprio Jihad, una guerra santa.

L’altro punto allarmante è quello in cui si chiede che l’Iran appoggi la rivoluzione islamica palestinese con ogni mezzo possibile, una frase che nemmeno tanto velatamente chiede al Governo iraniano di dare ogni tipo si sostegno, finanziario e militare, alla “resistenza” palestinese, che tradotto significa fare di tutto per armare i gruppi terroristi palestinesi quali Hamas e la Jihad Islamica e comunque chiunque voglia combattere Israele.

Qualcuno potrebbe dire, giustamente, che è esattamente quello che l’Iran ha sempre fatto. Vero, ma fino ad oggi nessuno Stato musulmano lo aveva stabilito per legge, cioè nessuno aveva impegnato il proprio governo a sostenere la rivoluzione islamica palestinese e quindi i gruppi terroristi che la implementano.

Resta da chiarire come reagirà la comunità internazionale a questa decisione iraniana dato che per la prima volta la legge di uno Stato obbliga il proprio Governo a sostenere gruppi ritenuti terroristici, un po’ come se domani, per fare un esempio, il Qatar legiferasse di sostenere l’ISIS. Ma siamo sicuri che tutto passerà sotto silenzio.

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