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L’Italia come l’Iran: botte agli studenti mentre i media di regime incitano alla violenza contro chi contesta

Quando in un Paese che si definisce democratico il conduttore di un TG nazionale vicino al Governo sostiene di picchiare i manifestanti (Emilio Fede sul TG4, qui il video) bisogna chiedersi se la definizione di “Paese democratico” è ancora valida oppure occorre rivedere tale definizione e mutarla in “regime”.

Le scene che abbiamo visto in questi giorni ci hanno ricordato le manifestazioni di piazza che lo scorso anno si sono svolte a Teheran. Anche in qual caso i manifestanti erano studenti e anche allora la polizia intervenne duramente. Solo che a Teheran c’è un regime e la polizia è formata da pasdaran e bashij. L’Italia in teoria dovrebbe un Paese democratico dove chi contesta non viene preso a manganellate dalla polizia, proprio perché la polizia italiana non è formata da pasdaran o bashij. In un Paese civile e democratico chi contesta, specie se a farlo sono in milioni, viene ascoltato. In un Paese civile e democratico chi governa ascolta la voce del popolo e se questa è una voce di protesta si chiede il perché di tale protesta.

In Italia tutto questo non avviene. Chi protesta è un sobillatore comunista che lo fa per ragioni politiche. A nessuno del Governo italiano viene minimamente in mente di chiedersi il perché di tale protesta, anzi, i media di regime invitano a “menare” i contestatori. Sapete tutto questo dove avviene? Nei regimi.  Anche in Iran il commentatore di IRIB (la radio televisione iraniana) invitò i poliziotti a “menare” gli studenti. Anche in quel caso vennero chiamati “sobillatori” e “gentaglia” naturalmente “comunista” (anche in Iran i comunisti vengono considerati nemici del regime e chi contesta viene etichettato come comunista). Anche in Iran i media di regime chiamano “popolo civile” quelli che subiscono in silenzio e “terroristi” quelli che contestano e chiedono più Diritti. Anche in Iran il Governo decide tutto da solo senza preoccuparsi di quello che pensa la gente (in Italia questo avviene mettendo continuamente la fiducia in Parlamento bypassando così la maggiore istituzione democratica del Paese).

Potrei andare avanti ancora per molto a trovare similitudini tra Governo italiano e Governo iraniano. L’unica differenza non da poco è che in Italia (almeno per ora) non c’è la pena di morte e la Magistratura è indipendente dal Governo, anche se su questo secondo punto il rischio che le cose cambino è notevole.

Un fatto è certo, mentre centinaia di migliaia di studenti scendono in piazza per protestare contro una riforma iniqua che uccide la scuola pubblica, l’unica cosa che sa fare il Governo è quella di insultare chi contesta mentre i media legati al Premier invitano alla violenza. Quale differenza c’è tra l’Italia e l’Iran?

Bianca B.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T1zMxCBlo-s[/youtube]

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7 Comments

  1. Bianca Bianca, dolce e profumata pasdaran dell’odio.
    Il risultato dell’odio che tu riversi nel tuo scritto contro la becera e fascista informazione del TG4, è solo patetica e scimmiottesca trasfigurazione della realtà.
    Paragonare l’informazione italiana a quella iraniana, così come paragonare la nostra polizia ai Bashij assassini, la mettono su quell’altare (affollatissimo) dove “giornalisti” prezzolati e profondamente “sinistri” diffondono falsità e odio in modo gratuito.
    Lo so che lei sta dando una mano a quella stampa di sinistra che dice che i giornali contrari a Berlusconi sono pochissimi e non arrivano neppure a stampare 200.000 copie, poverini, (bugiardi: solo repubblica dichiara di vendere 500.000 copie!), ma la prego, per favore ritorni in lei, si ricomponga, si contenga, si calmi e riprenda a ragionare.
    Guardi, sarò magnanimo con lei (non mi aspetto la sua riconoscenza) e le spiegherò perchè lei dovrà prendere lezioni di democraticità dal suo amico Emilio.
    Studenti, suoi amici di vari centri sociali, sbandati, drogati, pazzi tipo Spatuzza, probabili assassini alla Zacforever che lei conosce bene ecc… hanno partecipato ad una dimostrazione pacifica nelle vie di Roma, che proseguendo per strade non autorizzate e non previste dall’autorità di polizia, hanno tentato “pacificamente” di entrare al Senato.
    Dopo aver neutralizzato quei quattro poliziotti che coraggiosamente tentavano di impedirne l’accesso, cospargendoli di vernice rossa, sono entrati a Palazzo Madama lasciando sui muri e sugli arazzi scritte contro la Gelmini. Non contenti hanno gettato uova sugli scranni dei politici, sbagliando la mira e insudiciando quelli dove gli amici dello scalotore con sigaro, avrebbero poi dovuto sedersi.
    Ecco in modo succinto quello che sarebbe successo se quei quattro poliziotti non avessero giustamente menato quegli stupidi ma ben orientati politicamente “studenti”, ecco perché il suo amico Emiliuccio ha detto giustamente di menarli. Non menarli perché sono solo facinorosi e violenti, ma perché sono stupidi e poco intelligenti da non capire che certa politica (quella alla quale lei fa riferimento) li sta usando a sproposito. I rettori universitari appoggiano la protesta perché sanno che dopo 8 anni dovranno lasciare il mandato, e che dovranno portare l’università a livelli europei. Grazie alla riforma non si rimarrà ricercatori a vita come oggi succede, ma dopo 6 anni verrà valutata la possibilità di essere assunti. Se tutti quelli che decidono di lavorare nell’università pretendono di essere assunti senza averne le qualità e senza un impegno adeguato, è meglio che emigrino in America o nella perfida Albione: saranno assunti tutti in blocco!
    Se il suo stupido, insensato, e ossessivo attacco contro tutto quello che è informazione berlusconiana, libera e sacrosanta informazione che può o meno piacere, è incentrato solo allo scopo di farlo passare come principio della difesa della libertà a tutti i costi, allora sì che siamo messi proprio bene! Avallare la violenza gratuita solo perché è contro la Gelmini e la sua riforma universitaria, è il massimo della imbecillità.
    Mettere all’indice Emilio Fede, come Feltri ecc… è il vostro fango quotidiano, quello che solo voi avete il diritto di gettare, di marchiare, e di appiccicare, e di non chiedere poi mai scusa. Si può dire normalmente che Berlusconi è un mafioso e amico intimo di Vito Ciancimino, un depravato (ma mai amico di Vendola, per carità!), che la violenza è solo la malattia dei matti(Spatuzza), e che un fumogeno lanciato dalla figlia di un magistrato rosso non ha mai ucciso nessuno, e in fin dei conti aggredire Berlusconi non è un reato, come non è un reato ammazzare un israeliano: era quest’ultima la similitudine che le mancava paragonando l’Italia con l’Iran? VERGOGNA!
    P.S. Si faccia consigliare da SECONDOPROTOCOLLO prima di fare paragoni assurdi tra Italia e Iran, vedrà che una bacchettata sulle mani (azione deplorevole e fascista al pari dei consigli di Emilio e delle violenze poliziesche di questi giorni) non gliela leverà nessuno!

  2. forse paragonare l’Italia con l’Iran è un tantino eccessivo e voglio pensare che sia stata solo una provocazione per colpire l’imbecillità di Emilio che certo non ha fatto un favore a Berlusconi uscendosene fuori con quella frase, ma i violenti vanno colpiti. Dire che tra gli studenti che manifestano per le loro ragioni (più o meno giuste ma che vanno comunque rispettate) non ci sono frange dei centri sociali è sbagliato. Ci sono eccome. Rispettiamo quegli studenti che manifestano pacificamente ma condanniamo e colpiamo quegli imbecilli che si intrufolano tra legittime manifestazioni al solo scopo di far casino e soprattutto evitiamo di paragonare la nostra polizia ai pasdaran iraniani. Questo mi sembra molto esagerato

  3. povera Italia, come l’ha ridotta il nano di Hardcore e le sue veline.
    @ dido. Naturalmente immagino che non avrai visto “Anno Zero” ieri sera. Hanno detto un paio di cose interessanti sul tuo idolo Berlusconi. Sono tutti come Spatuzza?

  4. Sig. Dido, le ho corretto l’ultimo commento e la prego di contenere le offese gratutite. Rispetti le opinioni altrui così come gli altri rispettano le sue

  5. Aspetto commenti come quello di Mirko, che ha letto a fondo e capito l’insensato e becero volantino dell’amica dei centro sociali che protestano assieme agli studenti, e non parole scopiazzate dai soliti giornali di sinistra. Ormai anche le semplici e disorientate casalinghe come Giuliana implorano il plotone d’esecuzione per i giornalisti non allineati, perchè ormai è così che funziona l’informazione in Italia.

  6. Ho solo scritto che Walter ha la testa e i pensieri altrove, specialmente in quei films a luci rosse dove vorrebbe vedere il Berlusca con le sue veline. Se lo dice lui non capisco perchè non lo debba dire io. Se Noemi si è sentita offesa perchè ho esternato i rossi e hardcore pensieri di Walter, non so cosa farci, sono i vostri cari ed educati lettori a farsi del male da soli.

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