Il Matrix del Guardian & C. E la gente si beve tutto purché si parli di Israele

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Franco Londei - Editor

Dal pogrom e dal massacro del 7 ottobre 2023 sono passati esattamente 681 giorni, di cui 680 di guerra durante i quali sin dalle prime ore della risposta israeliana si sono sentite solo voci critiche verso Israele.

In 680 giorni di guerra non si è sentito nessuno, NESSUNO, chiedere ad Hamas di arrendersi e rilasciare gli ostaggi per porre fine alla guerra.

In 680 giorni di guerra non si è sentita una sola voce additare Hamas come unico responsabile delle morti civili di Gaza. Nemmeno come co-responsabile, il che è una vergogna.

In 680 giorni di guerra non si è mai sentito nessuno parlare delle migliaia di missili lanciati da Hamas e dalla Jihad Islamica contro Israele, ma ricaduti sulla Striscia di Gaza. Una stima approssimativa parla di oltre 1.500 missili mentre l’IDF ne ha calcolati 890 basandosi però su prove visive alla data del 30 dicembre 2024. Quanta distruzione e quanti morti hanno fatto tutti questi missili caduti sulle case di Gaza? Nessun rapporto sulle vittime civili di Gaza ha mai tenuto conto di questi numeri impressionanti. Anche perché, ed è molto importante evidenziarlo, l’IDF emetteva ordini di sgombero nella maggior parte dei casi in cui ad essere interessate dai bombardamenti erano zone con un alto numero di civili. I razzi difettosi di Hamas cadevano sulle persone, sulle abitazioni, sugli ospedali senza alcun preavviso.

Uno dei casi più eclatanti fu il missile lanciato dalla Jihad Islamica è ricaduto sull’ospedale arabo Al-Ahli. Come non ricordare il modo in cui sin da subito la macchina di propaganda di Hamas, prontamente rilanciata dai maggiori media occidentali, ha attribuito la colpa ad un missile israeliano parlando di centinaia di morti, in maggioranza donne e bambini (perché questo era il refrain), bruciati vivi nel parcheggio dell’ospedale? Per ore tutto il mondo accusò indignato Israele di quella orrenda strage. Poi, grazie a dei video, si scoprì che il missile era della Jihad Islamica. Scuse? Nessuna. Accuse alla Jihad Islamica? Nessuna. In un nanosecondo il mondo dimenticò l’episodio solo perché non c’era Israele da incolpare.

Ieri The Guardian in collaborazione con altri siti web palestinesi ha diffuso un rapporto secondo il quale in base a un fantomatico “database classificato” dell’esercito israeliano l’83% delle vittime della guerra a Gaza sarebbero civili e che i terroristi uccisi sarebbero invece solo 8.900.

Ora, a parte che mi rimane davvero difficile, davvero davvero, credere che qualche giornalista sia entrato in possesso di un database classificato israeliano, che sia dell’IDF o della casalinga di Cesarea. Ma crediamoci solo per un momento. I database sia dell’esercito che delle varie agenzie in Israele sono protetti come minimo con sistemi di criptografia molto complessi che spesso richiedono più di una chiave. Difficile credere che oltre ad un database siano riusciti anche ad ottenere le chiavi e addirittura a decriptarlo.

Ma siccome oggi la gente si beve di tutto, purché si parli male di Israele, tutti i boccaloni del mondo credono a questo abracadabra messo in piedi dal Guardian e soprattutto da un sito filo-palestinese noto per la sua vicinanza ad Hamas.

Insomma, si continua imperterriti a diffondere quello che Hamas scrive per i giornalisti di tutto il mondo. Non la verità, ma i romanzi di Hamas dove un siterello senza nessuna credibilità entra in possesso di un fantomatico database grazie a Trinity mentre Neo scardina la criptografia del perfido Matrix israeliano che vuole nascondere la verità al mondo. Non ho ancora ben chiaro il ruolo dell’Oracolo e di Morpheus, ma sono sicuro che nella prossima puntata del Matrix anglo-palestinese ci verrà chiarito.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo