Com’è noto da tempo per la sinistra italiana America e Israele costituiscono un’unica massa cancerosa da estirpare con ogni mezzo. L’ostinazione con la quale antisemiti e antioccidentali continuano a procedere nella falsificazione della realtà è inquietante.
I presunti 70.000 cadaveri dei civili falcidiati a Gaza (dati Hamas) nessuno li trova ma si continua a parlare di genocidio come dato definitivamente acquisito. Medici Senza Frontiere s’è finalmente accorta che negli ospedali della Striscia Hamas mantiene uomini armati e depositi di armi ma sicuramente la notizia passerà in sordina. La “signora” Albanese dichiara che Israele costituisce il nemico comune dell’intera umanità ma qua da noi c’è chi la difende e così di seguito.
Non so dire se il famoso o famigerato costituendo Board of Peace sia una cosa buona o meno ma la nostra sinistra si è già premurata di definirlo (Conte) uno spregevole comitato d’affari. Tuttavia, sarebbe interessante chiedere a costui in che modo la ricostruzione di intere città e centri urbani potrebbe essere un qualcosa di diverso anche da un comitato d’affari.
Serviranno progetti, imprese, capitali e capacità industriali di alto livello per rendere di nuovo vivibile quella parte di mondo, del resto, come fu per la ricostruzione dell’Italia distrutta del dopo guerra e come sarà per la ricostruzione della martoriata Ucraina. Rammentiamo sommessamente che Hamas, con i denari abbondantemente elargiti anche dall’infernale Occidente ha realizzato 600 km di cunicoli sotterranei e i civili palestinesi, ONU compresa, non si erano accorti di nulla.
L’Italia potrebbe stare nel Board come osservatore, del resto, come la Santa Sede (Città del Vaticano) lo è presso l’ONU dal 1964, ma anche questo sarebbe inaccettabile per la nostra sinistra.
Certo che Trump non è simpatico e sa mettere in difficoltà l’UE ma io credo che non convenga a nessuno una rottura storica tra queste due parti dell’Atlantico. Se questo dovesse accadere faremmo contenti Putin e tutta la “combriccola” del BRICS. Faremmo estremamente contenta anche la sinistra nostrana che di tutto farebbe per ottenere tale rottura e puntare i fari sulla Cina e la Russia, come l’avvocato del popolo Giuseppe Conte aveva già tentato di fare con i suoi governi.
Il nostro Presidente del Consiglio rischia molto astenendosi dal prendere posizioni definitive ma quello che sta tentando di salvare è molto importante: l’interezza della cultura occidentale che è sempre quella delle democrazie e dei diritti umani.
Probabilmente questo lo sanno anche là in America e, sotto sotto se ne rende conto anche il bullo Presidente Trump. Forse non è un caso il fatto che a Monaco sia arrivato il Segretario di Stato Marco Rubio e non l’infervorato vice Presidente e vice bullo JD Vance.
Rubio a Monaco ha rammentato i repubblicani Regan e Bush. Così come non ha mostrato imbarazzo a ricordare una verità storica come la matrice europea della nazione americana: l’America come figlia dell’Europa. Probabilmente le dure parole del Cancelliere tedesco Merz, anche condivisibili, dovranno essere ritrattate o reinterpretate alla luce del Rubio di Monaco.
L’America di Trump è anche l’unica realtà politica e militare in grado di neutralizzare l’Iran che da sempre vuole la distruzione di Israele e poi quella dell’Occidente. Qua da noi, in casa nostra, abbiamo una sinistra ideologica che non organizza flotille per il popolo iraniano e, tantomeno, per quello ucraino. Alcuni giorni fa la Regione Toscana ha detto sì al riconoscimento dello Stato di Palestina dando il via libera alla proposta della giunta da Pd, Avs, Cinque Stelle e Casa Riformista[1]. Nessuno si chiede se si tratti di riconoscere uno Stato democratico, una dittatura o una teocrazia. L’importante è dare un riconoscimento a questa realtà territoriale, politico-terroristica per far vedere da quale parte si sta e non è quella delle democrazie.
Questa sinistra vorrebbe spingere il Governo Meloni a mandare al diavolo Trump per aprire promettenti vie della seta ma a tutto vantaggio delle economie comuniste della Cina e della Confederazione Russa di Putin.
Siamo in un’Europa a guida sinistra che con le sue ideologiche politiche green ha già distrutto l’industria automobilistica europea e, soprattutto, italiana mettendoci nelle mani del signor Xi Jinping: Segretario generale del Partito Comunista Cinese. Questa distruzione politico-economica è iniziata ben prima dei pur illiberali dazi di Trump. Può darsi che io mi sbagli e che la politica del Presidente Meloni nei confronti degli Stati Uniti si riveli un flop ma se non mi sbaglio questa donna potrebbe anche passare alla storia come la statista che ha salvato l’integrità culturale e politica dell’Occidente al cospetto di forze antidemocratiche sempre più agguerrite.
[1] La Repubblica, 12 febbraio 20226 – Valentina Tisi.
