leader della camera Mike Johnson uomo di Putin

Come può riuscire Vladimir Putin a collocare un proprio uomo al vertice della Camera degli Stati Uniti, il terzo in ordine di successione dopo il Presidente e il vice Presidente? Semplice, finanziando la sua campagna elettorale.

Si è infatti scoperto che nel 2018 un gruppo di cittadini russi è riuscito a donare consistenti fondi alla campagna elettorale del presidente della Camera Mike Johnson, incanalando il denaro attraverso una società statunitense.

La società American Ethane, con sede in Texas, aveva precedentemente donato decine di migliaia di dollari alle campagne dei repubblicani della Louisiana, tra cui Mike Johnson, che in questo momento (guarda caso) sta bloccando gli aiuti militari all’Ucraina e a Israele.

Mentre American Ethane è stata gestita nel 2018 dall’americano John Houghtaling, l’88% dell’azienda era di proprietà di tre cittadini russi: Konstantin Nikolaev, Mikhail Yuriev e Andrey Kunatbaev.

Si è scoperto anche che uno degli uomini dietro la società, Nikolaev, un oligarca con stretti legami con il presidente russo Vladimir Putin, ha sostenuto finanziariamente Maria Butina, una cittadina russa che viveva a Washington D.C. la quale è stata condannata a 18 mesi di carcere nel 2019 dopo aver ammesso di aver agito come agente straniero per infiltrarsi in gruppi politici conservatori e influenzare la politica estera a vantaggio della Russia prima e dopo le elezioni del 2016.

È contro la legge federale che una campagna elettorale accetti consapevolmente donazioni da una società di proprietà straniera, da un cittadino straniero o da qualsiasi società posseduta o controllata da cittadini stranieri.

Un’indagine della Commissione elettorale federale ha stabilito nel 2022 che American Ethane ha versato contributi per la campagna politica utilizzando fondi derivati da prestiti di entità straniere in ultima analisi di proprietà di cittadini russi e che American Ethane aveva “zero fondi nazionali disponibili” per versare tali contributi.

Il Presidente della Camera, Mike Johnson, ha affermato di non sapere chi ci fosse dietro la società American Ethane.

L’ex manager della campagna di Johnson, Jason Hebert, ha dichiarato a The Advocate che la campagna ha restituito il denaro dato loro da American Ethane nel 2018 una volta “messa al corrente della situazione”. Ma i dubbi rimangono.

Condividendo un mandato di comparizione emesso nell’ambito dell’indagine sulla Russia del consigliere speciale Robert Mueller nel 2018, l’avvocato Ronald Lebow, con sede a Los Angeles, ha postato su X (ex Twitter): “Oltre a sostenere il tentativo di colpo di Stato, Johnson ha ricevuto denaro da oligarchi russi ed era conosciuto da Marina Butina, la spia russa che incanala denaro da Putin all’NRA e ai repubblicani come Johnson“.

Sebbene il fatto di ricevere denaro da entità Straniere sia gravissimo e sebbene ci siano evidenze che diversi repubblicani abbiano avuto finanziamenti dalla Russia di Putin, la Commissione elettorale ha ritenuto di sanzionare solo la società americana dietro la quale si nascondevano gli agenti di Putin.

In una lettera durissima, due commissari della FEC, le democratiche Shana M. Broussard e Ellen L. Weintraub, hanno condannato i loro colleghi repubblicani dopo che l’agenzia ha inflitto ad American Ethane solo una sanzione civile di 9.500 dollari per aver fatto donazioni a candidati del GOP in Louisiana nel 2018, nonostante fosse quasi interamente di proprietà di cittadini russi.

“Sebbene American Ethane abbia pagato una sanzione civile, si è trattato di una multa che non ha tenuto conto della violazione di una delle disposizioni più fondamentali che questa Commissione ha il compito di far rispettare”, hanno scritto Broussard e Weintraub.

“Si può solo sperare che in casi futuri la Commissione riesca a raccogliere la volontà politica di lavorare insieme per proteggere le nostre elezioni dall’influenza maligna del denaro straniero”.