Società e cronaca

Nazioni Unite ostaggio di regimi arabi e dittature. E’ il momento della rifondazione

Il Kuwait che blocca una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza contro le schifose dichiarazioni antisemite di Abu Mazen è solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno minato ogni credibilità delle Nazioni Unite

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite era pronta una dichiarazione sponsorizzata dagli Stati Uniti nella quale si criticavano le orribili dichiarazioni antisemite del presidente palestinese Mahmoud Abbas quando il Kuwait, membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, fa sapere di opporsi in quanto Abbas (Abu Mazen) avrebbe porto le proprie scuse.

Il Kuwait si riferiva alle finte scuse arrivate ieri da Abu Mazen attraverso un comunicato nel quale il despota palestinese non fa affatto marcia indietro sulle sue dichiarazioni ma si limita a mettere una pezza dopo che l’intera comunità internazionale aveva criticato le sue parole.

Ora, per approvare una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è necessario che tutti i 15 membri (permanenti e non permanenti) siano d’accordo. Basta un voto contrario e la dichiarazione (che non è una risoluzione) salta.

Questo è solo l’ultimo di una lunghissima serie di episodi che dimostrano come le Nazioni Unite siano ormai ostaggio dei regimi arabi e delle peggiori dittature del mondo, episodi che ancora ieri hanno portato l’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Nikki Haley, a dichiarare che «le Nazioni Unite hanno perso di ogni credibilità».

E ne ha di ragioni la Haley per dichiarare una cosa così grave. A parte le maggiori agenzie delle Nazioni Unite per la difesa dei Diritti Umani presiedute dai peggiori regimi arabi e musulmani, negli ultimi mesi è apparso evidente a chiunque non abbia il prosciutto sugli occhi che le Nazioni Unite sono state usate come mezzo per giustificare le peggiori azioni che il genere umano poteva concepire.

Degli scopi e obiettivi che erano alla base della nascita delle Nazioni Unite non è rimasto più nulla. Di quei setti punti dello Statuto dell’ONU che delineavano la mission della più importante organizzazione intergovernativa del mondo è rimasto ben poco. In particolare il punto 5 che recita come le Nazioni Unite siano nate per “promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui” appare quasi come una presa in giro nel momento in cui il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu è sostanzialmente in mano ai peggiori regimi arabi, quando le agenzie per la difesa dei Diritti delle donne sono in mano all’Iran o all’Arabia Saudita, o quando la FAO solo poco più di due anni fa premiava il Venezuela e il suo dittatore, Nicolas Maduro, come “esempio di lotta alla fame”. Più che di perdita di credibilità possiamo parlare del fatto che si è sfociati nel ridicolo.

Il problema è che però quello che ancora oggi si decide alle Nazioni Unite ha ripercussioni su tutta la popolazione mondiale, sulle leggi nazionali e internazionali. Questo vuol dire che il mondo, anche il mondo libero, è costretto a subire i diktat dei regimi arabi, del mondo musulmano e dei peggiori regimi sulla Terra che usano le Nazioni Unite come un ariete per scardinare e mettere a rischio le democrazie e per sopprimere i Diritti Umani. Addirittura per riscrivere la storia a favore dell’islam.

Si può continuare su questa strada? Beh, direi proprio di no. Ormai da anni si parla di “riformare” le Nazioni Unite, ma più che di una riforma mi sembra che ci sia bisogno di una totale rifondazione, di ricreare da capo un organismo sovranazionale che faccia suoi i punti cardine che portarono alla nascita dell’ONU senza però dover subire diktat esterni o, peggio, di chi quei punti cardine li viola quotidianamente.

Oggi a Washington c’è una amministrazione che potrebbe dare il via a questa “rivoluzione”, che ne avrebbe il coraggio e la forza, ma purtroppo non è sufficientemente supportata dall’altra grande potenza in seno alle Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’unica economicamente in grado di portare Russia e Cina, cioè i due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza che difendono ogni regime del mondo, a più miti consigli e convincerli a “rifondare” le Nazioni Unite e rinunciare così a questa “grande clava” contro il Diritto che non esitano a usare per i loro interessi che sempre più spesso si intrecciano con quelli dei regimi arabi e musulmani. O adesso o mai più.

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