La guerra civile in Sudan è scoppiata il 15 aprile 2023, quando le tensioni tra le Forze Armate Sudanesi (SAF), guidate dal Generale Abdel Fattah al-Burhan, e le paramilitari Rapid Support Forces (RSF), comandate da Mohamed Hamdan Dagalo (alias Hemedti), sono esplose in violenti scontri armati a Khartoum e rapidamente si sono diffuse in tutto il Paese: Darfur, Kordofan e il Gezira.
Le conseguenze per la popolazione sono drammatiche. Secondo stime attendibili le vittime civili potrebbero arrivare a 150.000 morti. La strage del campo di Zamzam nell’aprile 2025, dove centinaia di migliaia di sfollati vivevano in condizioni precarie, è uno dei massacri più atroci: si stima che tra 2.000 persone siano state uccise (contro le 400 dichiarate ufficialmente), con donne e bambini tra le vittime, anche attraverso violenze sessuali, rapimenti e incendi.
Le stime dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) parlano di oltre 12 milioni di sfollati, tra interni ed esterni al Paese. Il World Food Programme (WFP) e l’UNHCR rilevano invece quasi 13 milioni di persone sfollate. INTERSOS stima che più di 30 milioni di persone, circa il 60% della popolazione, abbiano bisogno di aiuti umanitari.
Fame, malattie e crollo dei servizi sanitari

La crisi alimentare è senza precedenti. Il WFP dichiara che quasi metà della popolazione soffre di insicurezza alimentare grave, con aree del Darfur già in carestia. I prezzi dei cereali – farina, sorgo – sono aumentati tra il 247% e il 383% rispetto alla media quinquennale.
Sul fronte sanitario, l’OMS segnala che oltre 770.000 bambini sotto i cinque anni rischiano la malnutrizione acuta e sono in corso epidemie gravi: colera, con quasi 100.000 casi da luglio, inoltre malattie come malaria e dengue colpiscono centinaia di migliaia di persone.
Attacchi contro civili e infrastrutture
Le violenze non risparmiano le strutture civili. Ecco alcuni episodi recenti:
- Il 24 gennaio 2025, un attacco con droni delle RSF ha colpito l’Ospedale Materno Saudita a El-Fasher, causando circa 70 morti e numerosi feriti
- Il 6 agosto 2025, un bombardamento sudanese su Nyala (Darfur) ha ucciso almeno 40 mercenari colombiani, distruggendo anche un velivolo sospettato di provenire dagli EAU—gli Stati Uniti (Sudan) accusano gli EAU di sostenere le RSF
- Il 11 agosto 2025, le RSF hanno assalito il campo profughi di Abu Shouk (vicino a El-Fasher), causando 40 morti e 19 feriti; nella stessa zona, oltre 3.000 famiglie sfollate e almeno 60 morti per malnutrizione in una settimana
Le due fazioni in guerra
- SAF (Sudanese Armed Forces) — guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, presidente del Consiglio Sovrano.
- Erede dell’esercito regolare sudanese.
- Controlla parte di Khartoum, Port Sudan e alcune aree del nord-est.
- Riceve supporto diplomatico e militare da Egitto e Iran, interessati a mantenere un Sudan sotto controllo militare e favorevole ai loro interessi strategici sul Mar Rosso.
- RSF (Rapid Support Forces) — guidate da Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti.
- Ex milizie Janjaweed (responsabili di atrocità in Darfur negli anni 2000).
- Più flessibili, radicate in Darfur e nelle rotte commerciali verso il Ciad e il Sud Sudan.
- Accusate di ricevere armi, fondi e mercenari dagli Emirati Arabi Uniti e in parte anche da reti commerciali del Sahel.
Attori esterni e sponsor
- Emirati Arabi Uniti secondo diverse indagini ONU e giornalistiche, fornirebbero armi e finanziamenti alle RSF, sia per ottenere influenza sui porti sudanesi sul Mar Rosso sia per garantire forniture di oro (il Sudan è un grande produttore).
- Egitto appoggia le SAF per motivi di sicurezza regionale e per contrastare la frammentazione del Sudan.
- Iran dal 2024 avrebbe intensificato forniture di droni e addestramento alle SAF, anche per avere un punto d’appoggio navale nel Mar Rosso.
- Arabia Saudita e USA formalmente mediatori, ma interessati alla stabilità della rotta marittima del Mar Rosso e alla riduzione dell’influenza emiratina e iraniana.
- Ciad e Sud Sudan coinvolti indirettamente per via di confini porosi, traffici e flussi di profughi.
Riflessioni finali
La guerra civile in Sudan ha creato la più grave emergenza umanitaria del mondo con oltre 13 milioni di sfollati interni e circa 4 milioni di rifugiati esterni. Con oltre 770.000 bambini a rischio di malnutrizione grave, è la più grave emergenza alimentare del mondo ma viene del tutto trascurata dalla informazione Mainstream a differenza dalla molto meno grave crisi della Striscia di Gaza.
