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Pericolo Saudita: quasi pronto il primo reattore nucleare

E’ di ieri la notizia delle polemiche negli Stati Uniti per l’accordo sulla condivisione di tecnologia nucleare con l’Arabia Saudita e adesso spunta il primo reattore nucleare saudita “quasi pronto”. Non è una buona notizia

Fornire tecnologia nucleare all’Arabia Saudita senza che Riad aderisca ad alcun trattato internazionale e quindi senza alcun controllo, come ha deciso di fare il Presidente Trump, è una mossa molto pericolosa.

Ieri l’agenzia Bloomberg ha diffuso le immagini del primo reattore nucleare saudita il quale, secondo gli esperti, dovrebbe essere terminato e diventare operativo nel giro di qualche mese.

A Riad negano che la struttura, che si trova nella località denominata King Abdulaziz City for Science and Technology, nei pressi della capitale saudita, sia una centrale nucleare affermando che si tratta solo di un centro di ricerca. Ma gli esperti la pensano diversamente.

L’ultima immagine del reattore nucleare situato a King Abdulaziz City che mostra come i lavori siano quasi terminati

Secondo l’ex direttore della AIEA, Robert Kelley, è altamente probabile che e immagini diffuse da Bloomberg mostrino la prima struttura nucleare del Paese.

Dopo la pubblicazione delle immagini e il relativo allarme internazionale, il Ministero dell’energia saudita ha diffuso una dichiarazione dove si afferma che la struttura ubicata presso King Abdulaziz City for Science and Technology altro non è che «una struttura di ricerca impegnata in attività scientifiche, educative e formative rigorosamente pacifiche, nel pieno rispetto degli accordi internazionali».

Secondo quanto si apprende la struttura nucleare è stata costruita dall’azienda di stato argentina INVAP a seguito di un regolare contratto teoricamente rispettoso dell’unico trattato firmato dall’Arabia Saudita in tema di nucleare, il cosiddetto “Small Quantities Protocol”, un insieme di regole che però saranno inutili una volta che i sauditi decideranno seriamente di cercare combustibile nucleare e che comunque non permettono agli ispettori della Agenzia Atomica Internazionale di fare le dovute ispezioni.

Lo stesso percorso iraniano

Sembra di rivedere lo stesso percorso fatto dall’Iran e questo preoccupa parecchio gli esperti nucleari. Secondo l’AIEA l’Arabia Saudita dovrà passare ad un «accordo di salvaguardia completo e a tutto campo che comprenda anche accordi sussidiari che consentano all’Agenzia Atomica Internazionale di condurre le relative ispezioni, prima che la struttura diventi operativa».

Il contenitore per il reattore nucleare costruito dalla Zamil Industrial Investment

Il contenitore che dovrà ospitare il reattore nucleare è già pronto. Costruito dalla saudita Zamil Industrial Investment, è una struttura alta circa 10 metri con un diametro di 2,7 metri e conterrà il plutonio che, teoricamente, dovrebbe essere a basso arricchimento. Teoricamente perché senza controlli sarà impossibile stabilire se il plutonio è effettivamente arricchito entro i limiti dell’uso civile.

Per il momento l’unica cosa che un po’ tranquillizza gli esperti internazionali è il fatto che l’Arabia Saudita non ha ancora i mezzi per produrre autonomamente il combustibile nucleare e non è facile trovare sul mercato plutonio o uranio altamente arricchiti. Ma con il denaro di cui dispone l’Arabia Saudita questo potrebbe non essere un problema insormontabile.

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