Come la politica improvvisata di Trump rende debole l’America (e ricco lui) 

Solo pochi giorni fa Witkoff ha fatto passare Trump per un povero imbecille che cede facilmente alle lusinghe, eppure resta al suo posto. Non si è mai vista nella storia americana una cosa del genere

By Franco Londei - Editor

Secondo i più indefessi sostenitori del Presidente americano la politica improvvisata di Trump, con la sua imprevedibilità, favorirebbe la fine delle guerre e in particolare di quella tra Russia e Ucraina 

Parlando delle febbrili trattative delle ultime settimane sulla guerra in Ucraina, Michael Birnbaum è Natalie Allison del Washington Post affermano che la smania di trovare un accordo a tutti i costi, secondo Trump, ha prodotto qualcosa. Scrivono che «il risultato [delle trattative] sono state settimane di negoziati urgenti – e a volte sconnessi – condotti dai massimi dirigenti della politica estera di Trump. L’amministrazione si è talvolta affidata a messaggeri non convenzionali, con alcuni funzionari statunitensi che hanno respinto le richieste russe solo per poi vederle accettare da altri. In tutto questo, Trump ha dichiarato che il suo stile flessibile può far vincere un accordo laddove altri hanno fallito». 

“Stile flessibile”, Trump usa queste due parole per descrive la sua politica estera improvvisata, fatta solo di accordi commerciali che per altro non hanno portato niente all’America ma hanno riempito le tasche di Trump, di Witkoff e delle relative famiglie

Steve Witkoff, l’uomo che ha preso in mano tutta la politica estera americana, come se il Segretario di Stato fosse lui e non Marco Rubio. Witkoff che solo pochi giorni fa ha fatto passare il Presidente Trump per un minus habens, un cretino facilmente raggirabile con un paio di elogi e un massaggino al suo immenso ego personale.  

Steve Witkoff che si è attribuito il cessate il fuoco in Libano che ha salvato Hezbollah, il cessate il fuoco a Gaza che ha salvato Hamas, il cessate il fuoco non dichiarato tra Israele e Iran che ha salvato il programma nucleare e missilistico di Teheran.  

Steve Witkoff, il vero uomo di Putin alla Casa Bianca, che ha descritto a Trump una situazione sul terreno in Ucraina completamente falsata, una situazione che vede la Russia vincitrice, quando in quattro anni di guerra ha conquistato l’equivalente di una regione italiana, ha perso oltre un milione di uomini, tutta la flotta del Mar Nero, migliaia di carri armati, cingolati e mezzi vari, aerei, elicotteri ecc. Ha perso la Siria e con essa le basi navali sul Mar Mediterraneo. E se non fosse stato per l’Iran e la Corea del Nord non avrebbe avuto più armi per attaccare l’Ucraina. Checché ne dicano i putinisti, la Russia è economicamente a pezzi. Ma per Witkoff sta vincendo. 

Dicono che Trump straveda per gli uomini vincenti, ma Putin è tutto meno che vincente e se ha qualche carta in più di Zelensky è solo perché a differenza dell’Ucraina ha chi lo sostiene.  

E a proposito di uomini vincenti e potenti, per avere una idea del decadimento dell’America possiamo prendere l’esempio della telefonata fatta da Xi Jinping a Trump sulla presa di posizione del Giappone in merito alla possibile invasione cinese di Taiwan.  

In sostanza, Xi ha “chiesto” a Trump di tenere a freno la Premier giapponese, Sanae Takaichi, che sul possibile attacco cinese a Taiwan aveva detto che «sarebbe una minaccia esistenziale per il Giappone e giustificherebbe un’azione militare».  

La Casa Bianca non ha fatto obiezioni, anzi, è prontamente intervenuta sul Giappone. Guarda il caso, tra poche ore dovrebbe prendere ufficialmente il via la tregua commerciale tra Washington e Pechino e per Trump nulla la può rovinare, nemmeno un attacco cinese a Taiwan, che sta facendo la fine dell’Ucraina.  

Non si è mai vista un’America così debole sul piano della politica estera, anche se in realtà quella di Trump è più politica commerciale pro domo sua che vera politica estera.  

Non si è mai visto un Presidente fatto passare per un povero imbecille da uno dei suoi uomini di punta che sembra consigliare il nemico (o l’amico) piuttosto che consigliare il suo Presidente.  

Non si è mai vista in Medio Oriente un’America che fa gli interessi arabi piuttosto che quelli di Israele. E con “interessi arabi” intendo anche quelli delle famiglie Trump e Witkoff.    

Non è lo “stile di Trump” come molti trumpisti insistono a dire. Nel suo primo mandato Trump si era circondato di persone competenti che bilanciavano la sua incompetenza. Nel suo secondo mandato si è circondato di affaristi che non sanno niente di politica estera, ma conoscono bene come si fanno i soldi. Il cosiddetto “stile di Trump” ha vanificato tre anni di vittorie di Israele, quattro anni di resistenza ucraina e probabilmente sacrificherà Taiwan. Altro che potenza più grande al mondo.  

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter