Middle East

Quando Israele stava per bombardare l’Iran e Obama fece la spia

Interessante l’articolo apparso sul Wall Street Journal che ripercorre con dovizia di particolari il deterioramento della relazioni tra Obama e Netanyahu dovuto alla diversità di vedute sul nucleare iraniano, il primo per una soluzione diplomatica, il secondo per quella militare.

Dalla relazione del WSJ emerge che nel 2012 aerei israeliani hanno ripetutamente violato lo spazio aereo iraniano, probabilmente con l’intento di preparare una azione militare contro le centrali nucleari iraniane. Tale comportamento “ostile” di Israele avrebbe spinto Obama a tenere colloqui segreti con l’Iran, il tutto senza avvisare Israele. Anzi, Obama avrebbe fatto in modo di non far consegnare a Israele le armi necessarie per il bombardamento delle centrali nucleari iraniani, come le bombe anti-bunker, gli aerei V-22 Ospreys e altre armi.

Secondo il WSJ Israele aveva anche un piano per attaccare la centrale nucleare di Fordo, pesantemente fortificata e quindi difficilmente attaccabile dal cielo, che prevedeva l’impiego di un commando trasportato da aerei cargo che avrebbero dovuto atterrare a pochi Km dall’impianto, far saltare le porte e quindi distruggerlo dall’interno. Tale piano sarebbe stato presentato dagli israeliani a Obama che in tutta risposta iniziò le trattative segrete con gli Ayatollah e ordinò di spiare le comunicazioni israeliane sia per capire se a Gerusalemme sapessero delle trattative segrete che per prevedere un eventuale attacco israeliano all’Iran.

Il WSJ descrive questo momento come una specie di “spie contro spie” dove le intelligence americana e israeliana si spiavano a vicenda. Gli spioni americani erano più che convinti che Israele avesse già fatto le prove generali per un attacco all’Iran e che detto attacco fosse imminente. Per questo Obama avrebbe deciso di bruciare i tempi e iniziare le trattative segrete con l’Iran che poi hanno portato all’attuale accordo sul nucleare iraniano.

Al di la di quello che racconta il Wall Street Journal, tutte cose più o meno note (tranne il piano per attaccare Fordo che sembra effettivamente molto “ardito”), quello che appare chiaro è che Obama ha venduto Israele agli iraniani, lo ha spiato per paura di un attacco e probabilmente ha informato gli iraniani delle intenzioni israeliane. Non solo, Obama non si è limitato a questo, nell’accordo sul nucleare iraniano c’è una clausola che impegna gli Stati Uniti e le altre potenze ad aiutare i servizi iraniani a prevenire attacchi e sabotaggi contro il programma nucleare iraniano. Ora ci si chiede come reagiranno gli USA se a portare eventuali attacchi o se a effettuare sabotaggi (magari informatici) sia Israele. Bombarderanno Gerusalemme e Tel Aviv?

Scritto da Antonio M. Suarez

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2 Comments

  1. Tutto normale!! Si dice che buon sangue non mente, e il sangue mussulmano di obama non ha mentito ai
    correligionari iraniani, anche a costo di tradire platealmente un alleato storico.obama che sara’ ricordato
    come uno dei peggiori e incapaci presidenti americani, lascera’ dietro di se un accordo capestro, firmato
    con il sangue dei tanti innocenti e saranno a migliaia, che tale accordo con il via libera al pericolosissimo
    programma nucleare iraniano produrra’.
    Codardo e traditore, ha portato la deterrenza militare Usa a credibilita’ zero. Perfino il pagliaccio nord
    coreano si sente di sfidare l’america consapevole della vilta’ di obama.
    Piu’ di cosi’……..

  2. Degli stati che potrebbero liberare nazioni, pensano che non avranno problemi o non tanto, se fanno poco. Invece si sbagliano perché questi territori e senza che i popoli che ci abitano ne hanno colpa, potrebbero dare situazioni negative, e ce il rischio che diventino realtà difficili da combattere, e che potrebbero contare un numero elevato di soldati, e potrebbero compiere del male in altri stati. Tanta gente che è di queste nazioni, potrebbe essere convinta a fare parte di gruppi armati, non regolari, anche perché accadono azioni violente che potrebbero essere evitate con delle azioni militari. Si ricordino i popoli semplici e umani.

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