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Raffica di razzi contro Israele: a rischio la tregua con Hamas

Cinque razzi sparati da Gaza nella notte colpiscono il sud di Israele senza provocare danni. Ma nonostante il vile attacco Israele riapre i valichi con Gaza e la zona di pesca allargata. E non tutti sono d’accordo

Una raffica di razzi ha colpito nella notte il sud di Israele. Cinque missili sparati dalla Striscia di Gaza sono esplosi nella zona del Consiglio regionale di Eshkol senza provocare danni o feriti.

Quasi immediata la risposta dell’esercito israeliano. Secondo il portavoce del IDF carri armati israeliani hanno colpito e distrutto alcuni posti di osservazione di Hamas all’interno della Striscia di Gaza.

L’attacco ha rischiato seriamente di compromettere la fragile tregua tra Israele e Hamas faticosamente raggiunta con la mediazione egiziana.

Tuttavia, nonostante il vile attacco, Israele ha riaperto comunque il passaggio pedonale di Erez e il terminal commerciale di Kerem Shalom, nonché la zona di pesca di fronte alla Striscia di Gaza portandola addirittura a 12 miglia nautiche così come previsto dall’accordo raggiunto con la mediazione dell’Egitto.

Ennesimo “ultimo avvertimento” ad Hamas

Non tutti in Israele sono contenti di questo accordo, soprattutto al sud. Sono in molti infatti a ritenere che come sempre Hamas non lo rispetterà anche se ieri effettivamente la maggioranza della folla che manifestava nei pressi del confine è stata tenuta lontana dalla barriera, così come previsto proprio da quell’accordo.

Ma il nervosismo è alle stelle e anche se la tregua mediata dall’Egitto è stata etichettata come “ultima possibilità” per Hamas, sono in molti a ritenere che a Gerusalemme in questo momento non vogliano una guerra sul fronte di Gaza e che per questo sono state fatte importanti concessioni ai terroristi palestinesi. Una politica che ha scatenato pesanti – anche se ingiuste – critiche verso Netanyahu.

Anche l’apertura dei valichi di confine e della zona di pesca nonostante la raffica di razzi sparati nella notte scorsa, viene compresa poco dalla popolazione del sud di Israele (e non solo). Sembra quasi una ammissione di debolezza.

In ogni caso l’esercito israeliano rimane schierato nei pressi del confine con Gaza, pronto ad intervenire nel caso la situazione dovesse precipitare. Tutto dipenderà da Hamas e dalla Jihad Islamica.

Un nuovo attacco contro Israele metterebbe a rischio la tregua, una cosa che farebbe contenta Teheran che può contare sulla Jihad Islamica ma non è chiaro fino a che punto possa contare su Hamas.

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