Ragazze iraniane strappano il poster di Soleimani

Questa volta non molleremo di un millimetro, non smetteremo di diffondere quello che sta avvenendo in Iran, non faremo lo stesso errore fatto nel 2009 e faremo pressione sull’Europa perché interrompa subito qualsiasi affare con Teheran.

Nonostante le censura governativa su internet, continuano ad arrivare dall’Iran video che ci raccontano della durissima repressione alla quale sono sottoposti i giovani iraniani, il loro sangue sulle strade che dovrebbe far vergognare coloro che ancora sostengono questo regime genocida.

E c’è materiale anche per chi sostiene (incredibilmente) che Qassem Soleimani fosse un eroe amato dal popolo iraniano. Forse dai nazi-islamici al potere (e non è detta), di certo non dai giovani che ne hanno subito la repressione in tutti questi anni.

Ieri abbiamo scritto al nuovo Ministro degli esteri europeo, Josep Borrell, colui che definiva l’Iran «una fantastica democrazia». Vogliamo sapere da lui cosa intende fare con il regime degli Ayatollah, vogliamo sapere che iniziative intende prendere per fermare la repressione contro i giovani iraniani che da mesi manifestano pacificamente. Vogliamo sapere se intende ancora aiutare il regime iraniano ad aggirare le sanzioni.

Gli abbiamo inviato il video che potete vedere qui di seguito. I pasdaran avevano steso due grosse bandiere sulla strada dei manifestanti. Una americana e una israeliana. Lo scopo era far vedere che i giovani iraniani odiavano USA e Israele e ne calpestavano le bandiere. Peccato che non è così e i manifestanti hanno camminato ai lati per non calpestarle. Non solo, ai pochi che invece le calpestavano gli hanno urlato “disonore, disonore”. Gli abbiamo chiesto se non fosse lui ad odiare USA e Israele piuttosto che gli iraniani, lui che sostiene il regime sanguinario degli Ayatollah.

Si fa un gran parlare di “nuova Unione Europea”. Bene, cominciamo dall’Iran, cominciamo dagli Ayatollah per dimostrare che l’Europa è cambiata. Cominciamo con il non voltarci dall’altra parte di fronte al massacro di migliaia di giovani iraniani che vogliono solo un paese democratico e non guerre e teologia islamica. Altrimenti non ci rimane altro che la vergogna.