Fonti assolutamente attendibili avrebbero assicurato al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che i manifestanti in Iran sono al sicuro e che non ci saranno esecuzione né ufficiali né extragiudiziali. Rinviate le impiccagioni e tutti felici e contenti.
L’intervento USA tanto sbandierato? Scusate cari manifestanti iraniani, hanno scherzato. Volevamo solo far vedere quanto sono gradassi ma senza disturbare troppo le monarchie del Golfo, non sia mai che si fermi una goccia di petrolio per salvare migliaia di vite.
E adesso cosa diranno gli esperti che ormai da una settimana tutte le sere annunciano che quella a venire sarà la notte del “grande attacco americano”? Contavano sul fatto che annunciandolo tutte le sere o prima o poi ci avrebbero preso. Ma questa decisione li ha spiazzati.
Certo, forse un attacco mirato all’IRGC avrebbe potuto aiutare i manifestanti in Iran. Un attacco ad Ali Khamenei con l’intendo di ucciderlo li avrebbe aiutati ancora di più. Ma cosa vuoi, ci sono così tanti interessi in ballo che persino il futuro Premio Nobel per la pace ha dovuto fare una scelta.
Quanti ne hanno ammazzati i pasdaran aiutati dai tagliagole iracheni? 2.000? 10.000? O forse 15.000? E quanti ne hanno incarcerati? 20.000? Beh dai, è andata bene, tutto sommato i macellai hanno promesso a Trump che fermeranno le uccisioni su larga scala. E poi cosa vogliono questi iraniani? La colpa è tutta di Biden che gli ha messo in testa questo abracadabra della libertà.
Adesso i trumpisti potranno dire che dopo le otto guerre fermate il loro idolo ne ha sventata un’altra. Ma a che prezzo?
Potrei dire che lo avevo detto. Ma non lo farò. Lasciamo le previsioni ai Bernacca della politica internazionale, ai fiduciosi in Trump, a quelli che il megalomane di Washington sa sempre quello che fa. Il che è vero, specie se c’è da mettersi in saccoccia qualche miliardo di dollari.
Poveri ragazzi iraniani, abbandonati di nuovo al loro destino. Loro che hanno sfidato le mitragliatrici pesanti con i loro corpi, disarmati e disarmanti. Loro che fino all’ultimo hanno sperato in un aiuto esterno e che ancora ci credono mentre le mura di Evin non hanno mai smesso di grondare del loro sangue.
La loro vera colpa? Quella di credere alle parole di un miserabile che ha troppi interessi in quell’area per pensare di mettere tutto in discussione per qualche migliaia di morti iraniani. Che schifo.


