Se non ci fosse l’Iran sarebbe un Medio Oriente in pace (ma bruciano le bandiere di Israele)

È incredibile come si colpevolizzi Israele del caos in Medio Oriente quando l’unico palese colpevole è il regime iraniano

L’attentato sventato sul volo Flydubai diretto a Tel Aviv e atterrato in condizione di emergenza in Arabia Saudita, ha dimostrato inequivocabilmente cosa sarebbe oggi il Medio Oriente se non ci fosse l’Iran.

Sauditi che “accolgono” e aiutano israeliani, caccia di Gerusalemme che usano i cieli arabi per missioni di salvaguardia e attacco, giordani che intercettano missili diretti in Israele, egiziani ed emiratini che si premurano di avvisare Israele di un attacco imminente. Sarebbe il Medio Oriente dei sogni. Ma…

Ma c’è l’Iran, a capo dell’asse del male insieme alla Russia, che con la sua politica terroristica vede Teheran armare e finanziare i peggiori gruppi terroristici islamici del mondo, da Hamas a Gaza a Hezbollah in Libano, dagli Houthi nello Yemen alla galassia dei gruppi sciiti in Iraq che vanno da Kata’ib Hezbollah (Brigate del Partito di Dio) a Asa’ib Ahl al-Haq (Lega dei Giusti) passando per l’Organizzazione Badr e decine di altri gruppi, attraverso i quali l’Iran mantiene attivi diversi conflitti per procura, che coinvolgono non solo il Medio Oriente ma interessano indirettamente tutto il mondo.

Hezbollah tiene letteralmente in ostaggio il Libano; Hamas a Gaza non permette la ricostruzione e resta una minaccia per Israele; gli Houthi in Yemen combattono da anni contro il governo legittimo e hanno attaccato Israele e Arabia Saudita; la galassia di gruppi terroristici in Iraq trasformerà quel paese nel nuovo Libano con l’aggravante della ingovernabilità.

E da noi vediamo bruciare bandiere israeliane e pittoreschi personaggi che parlano di «imperialismo sionista» perché Israele ha avuto l’ardire di imporre pochi Kmq di fascia di sicurezza a Gaza, in Libano e in Siria.

Da noi vediamo un boicottaggio continuo di Israele che ha la colpa di difendersi, ma non sentiamo niente sull’Iran, sulle esecuzioni quotidiane, non sentiamo niente sul fatto che Teheran fomenti almeno tre conflitti in Medio Oriente. Non abbiamo sentito niente nemmeno quando in 48 ore gli sgherri di Khamenei hanno massacrato 35.000 (trentacinquemila) manifestanti disarmati. L’Iran viene sempre descritto come «la vittima».

L’Iran ha finanziato il pogrom del 7 ottobre 2023, un attacco militare che ha messo in pratica un vecchio piano di Hezbollah per attaccare la Galilea, poi sventato grazie all0perazione Northern Shield. Il Corpo della Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) e in particolare la Forza quds, hanno addestrato per anni i membri del Nukhba, il corpo d’élite delle Brigate Ezzedin al-Qassam di Hamas. Ogni azione, ogni massacro era studiato a tavolino per scatenare la reazione di Israele e impedire la normalizzazione dei rapporti tra Gerusalemme e tutto il mondo arabo, compresi i sauditi.  

Eppure da noi si bruciano le bandiere con la Stella di David, si discriminano gli ebrei persino nello sport e si ha il coraggio di paragonare Israele alla Russia di Putin. Schifosi.

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