Siria: gli americani consegnano armi ai combattenti curdi. Ira di Erdogan

Siria, Kurdistan siriano (Rights Reporter) – Secondo fonti di intelligence turche e siriane, un convoglio che trasportava ufficialmente aiuti umanitari per i campi profughi di Rukban, al confine tra Giordania e Siria, e di Al-Hol nella provincia siriana di Al-Hasakah, avrebbe in realtà trasportato una importante consegna di armi destinate ai combattenti curdi delle SDF (Syrian Democratic Forces).

Sempre secondo le stesse fonti, almeno sei convogli composti da 100 jeep Humvee e 150 camioncini equipaggiati con mitragliatrici, ufficialmente destinati alle forze militari irachene sarebbero stati in effetti consegnate alle Syrian Democratic Forces a maggioranza curda.

Per l’intelligence di Ankara tre quarti della spedizione sono stati consegnati alle milizie curde nel campo di Al-Hol e poi trasferiti negli insediamenti di Tell Abyad e Ras Al Ain al confine con la Turchia, che si suppone siano i punti di partenza della annunciata offensiva turca nel Kurdistan Siriano.

Lanciagranate, sistemi anticarro portatili e un numero imprecisato di armi leggere e munizioni completano la consegna di armi americane ai curdi.

Tensione crescente tra Ankara e Washington

Qualche mese fa dopo un colloquio telefonico tra Erdogan e il Presidente Trump il dittatore turco annunciò che con l’assenso americano l’esercito di Ankara e le milizie islamiche ad esso collegato avrebbero dato il via a una imponente operazione militare contro le SDF a maggioranza curda, annuncio che scatenò le polemiche contro il Presidente Trump accusato di aver tradito i combattenti curdi, gli unici che avevano combattuto seriamente contro ISIS.

Pochi giorni dopo però, proprio a seguito delle polemiche, il Presidente Trump fece marcia indietro scatenando l’ira del dittatore turco.

Ora questo report della intelligence turca che rivela come gli americani stiano rifornendo di armi di ogni tipo le milizie curde, rischia di innalzare ancora di più le tensioni tra Ankara e Washington, tensione già altissima a causa dell’acquisto da parte della Turchia del sistema antiaereo russo S-400 e della conseguente decisione americana di bloccare la consegna di F-35 alla Turchia.