Ora la vera sfida per Putin è stabilizzare la Siria
La soluzione che Putin vorrebbe per la Siria è quella apparentemente più semplice: restituire il controllo del Paese ad Assad. Ma non è così semplice
La soluzione che Putin vorrebbe per la Siria è quella apparentemente più semplice: restituire il controllo del Paese ad Assad. Ma non è così semplice
Curdi prima usati per combattere l’ISIS e poi scaricati, svenduti, traditi e consegnati nelle mani di Erdogan. Se quanto riporta oggi la CNN corrisponde al vero siamo di fronte a un vero e proprio tradimento da parte del Presidente Trump nei confronti del popolo curdo.
Riceviamo e con vicinanza e amicizia al popolo curdo pubblichiamo lo straziante appello del Kurdistan National Congress (KNK) a tutto il mondo affinché il popolo curdo non rimanga in balia dell’estremismo islamico della Turchia.
E’ successo ancora, come quando c’era Saddam Hussein o come in occasione del referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno, il popolo curdo venduto al nemico da chi diceva di essergli alleato.
Dopo averli usati nella lotta allo Stato Islamico gli Stati Uniti abbandonano i curdi del YPG nelle mani di Erdogan. E’ il rappresentante speciale americano per la Siria, James Jeffrey, a sancire il tradimento.
La Turchia conferma di essere nell’imminenza di un attacco su vasta scala nel Kurdistan siriano e più precisamente in quell’area a est del fiume Eufrate che Erdogan considera di importanza strategica per la sicurezza della Turchia.
Erbil, Kurdistan iracheno (Rights Reporter) – Il vice Segretario di Stato degli Stati Uniti, John J. Sullivan, è arrivato ieri in visita al Kurdistan iracheno dove ha incontrato il Primo Ministro curdo, Nechirvan Barzani.
Regione del Kurdistan iracheno (Rights Reporter) – Il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha lanciato ieri un attacco missilistico contro la regione del Kurdistan iracheno provocando 11 morti e il ferimento di oltre 50 persone compresi donne e bambini.
Regione di Afrin, Kurdistan – Due esplosioni hanno scosso il centro di Afrin. Due autobombe che hanno ucciso almeno 11 miliziani islamici al soldo di Erdogan. La prima piazzata proprio vicino al quartier generale delle milizie islamiche filo-turche, la seconda invece era nei pressi del quartier generale dell’esercito turco.
Le forze armate iraniane si uniranno a quelle turche per una azione armata congiunta nel Kurdistan iracheno ufficialmente volta a debellare il PKK, ufficiosamente per occupare militarmente una parte importante del Kurdistan.
Nella seconda metà del 2017 la liberazione di Mosul e la seguente riconquista delle cittadine di Tal Afar e Hawija per mano delle Forze di sicurezza irachene hanno eliminato le ultime sacche di resistenza di Daesh lungo la frontiera con la Siria, palesandone così un progressivo arretramento territoriale.