Turchia: la sfortuna di nascere curde e non palestinesi. Dure condanne contro attiviste

La Turchia ha condannato a 14 e 15 anni di carcere due delle più importanti donne politico curde. Si tratta di Gultan Kisanak, prima donna ad essere eletta sindaco di Diyarbakir, e di Sebahat Tuncel, co-Presidente del Partito delle regioni democratiche (DBP).

Gultan Kisanak è stata condannata a 14 anni di carcere per aver protestato contro il giro di vite imposto da Erdogan sui politici curdi e per aver protestato contro la legge che vieta di parlare la lingua curda.

Sebahat Tuncel, ex giornalista e attivista dei Diritti del popolo curdo, è stata invece condannata a 15 anni di carcere ed è stata arrestata per le sue attività in difesa dei Diritti del popolo curdo. Detenuta nel famigerato carcere di Diyarbakir è stata a lungo torturata e le è stato impedito di parlare con chiunque, compreso il suo avvocato.

Le accuse per entrambe sono di “appartenenza a una organizzazione terroristica” e “propaganda terroristica” per aver difeso i Diritti del popolo curdo attraverso le loro attività politiche.

Il processo è stato una vera e propria farsa. Secondo l’avvocato Cihan Aydin, che ha difeso Gultan Kisanak, la corte turca ha cambiato i giudici 16 volte in 12 udienze, rendendo praticamente impossibile qualsiasi difesa. Le imputate non sono mai apparse davanti alla corte. Solo Gultan Kisanak è potuta andare davanti ai giudici il giorno della sentenza. A Sebahat Tuncel, che è in sciopero della fame, non è stata data nemmeno questa opportunità.

Il silenzio della “grandi” organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani

Quello che stupisce in tutta questa tragica vicenda è il silenzio delle cosiddette “grandi organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani”, in special modo sulle gravi torture alle quali è stata sottoposta Sebahat Tuncel. Forse se le due donne fossero state palestinesi a quest’ora sarebbero partire decine di iniziative a loro difesa, anche le più assurde, ma siccome sono curde nessuno se le fila di un millimetro.

Silenzio anche dall’Europa dove la Turchia vorrebbe entrare come Stato membro. Anzi, proprio in questi giorni dovrebbero riprendere le trattative per l’ingresso della Turchia nella UE.