C’è molto rumore attorno a Israele. C’è sempre, per qualsiasi cosa, ma dopo il massacro del 7 ottobre e il conseguente inizio della guerra con Hamas questo rumore è diventato assordante.
La guerra, come tutte le guerre, comporta la perdita di vite umane che purtroppo possono essere civili anche se nel caso della guerra tra Israele e Hamas è un conteggio difficile da fare visto che i terroristi islamici non indossano divise confondendosi tra i civili, usano donne e bambini come scudi umani su ordine del loro capo, Yahya Sinwar, e mandano bambini soldato al massacro in prima linea gonfiando così il numero degli adolescenti (non innocenti) uccisi.
I terroristi islamici di Hamas si nascondono nelle strutture dell’ONU e nelle scuole della UNRWA, un atteggiamento vile che non di rado – quando queste strutture vengono colpite – provoca la morte anche di persone innocenti usate in modo spregiudicato come scudi umani. Tuttavia questa cosa non viene mai ricordata. Si dice sempre che Israele “ha bombardato una scuola” oppure una “sede dell’ONU” facendo vittime tra i civili, sistematicamente “in maggioranza donne e bambini”, come se le bombe israeliane fossero “addestrate” a colpire solo donne e bambini.
Si è accusato Israele di affamare la gente di Gaza. Addirittura il Tribunale Penale Internazionale per questo motivo ha accusato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della difesa, Yoav Gallant, di crimini di guerra. Peccato che questa enorme bugia sia stata completamente smentita dai fatti e smontata persino da chi l’aveva diffusa. Tuttavia si continua a parlare di “carestia a Gaza”.
(N.D.R) Potrebbero andare a vedere dove c’è veramente il rischio che milioni di persone muoiano di fame a causa della guerra, ma non lo fanno.
Sempre riguardo agli aiuti umanitari, qualcuno su qualsiasi testata o media potrebbe anche scrivere che dal lato egiziano del valico di Rafah migliaia di tonnellate di aiuti umanitari stanno marcendo perché l’Egitto non li consegna. E perché l’Egitto non li consegna? Perché adesso il valico di Rafah dalla parte di Gaza è controllato da Israele e non più da Hamas.
Ora, a questo punto ci si potrebbe anche chiedere come sia stato possibile che nonostante l’embargo, in pochi anni a Gaza siano entrate milioni di tonnellate di cemento tanto da costruire centinaia di chilometri di tunnel, armi di ogni tipo, missili di ogni tipo e chi più ne ha più ne metta. Possibile che l’Egitto abbia chiuso entrambi gli occhi e che quindi sia co-responsabile dei crimini di Hamas? Come diceva Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende”.
E ancora, si è mai visto un esercito in guerra che prima di attaccare un obiettivo avvisa i civili – e quindi anche il nemico – che sta per colpire quel luogo e che quindi si devono spostare da un’altra parte più sicura? Quello israeliano (IDF) lo fa ma nessuno si ricorda di dirlo. Anzi, il fatto che i civili vengono spostati in luoghi sicuri viene visto quasi come un’angheria, una costrizione.
E poi, Israele è praticamente circondato da regimi arabi alcuni dei quali vorrebbero dichiaratamente la sua distruzione e lo sterminio di milioni di ebrei (ma non solo ebrei). Ebbene, nonostante questa situazione che costringe lo Stato Ebraico a spendere miliardi di dollari per la difesa, Israele non ha mai attaccato nessuno che non fosse per difesa. Al contrario, è stato attaccato in ogni modo e ha sempre sconfitto i nemici. L’attacco del 7 ottobre è stato l’ultimo di una lunghissima serie di attacchi e attentati portati dagli arabi e dai persiani contro Israele e i suoi cittadini.
Eppure, nonostante ogni azione militare portata avanti da Israele sia legata prettamente alla difesa, sui media di tutto il mondo e sui social network Israele viene dipinto come uno Stato “aggressivo”.
Incredibilmente gli attaccanti sono descritti come vittime mentre le vittime sono descritti come “cattivi” e “aggressori”.
Chi non ha voluto la pace e vorrebbe distruggere Israele, ormai da decenni viene considerato una vittima e per questo riempito di così tanti aiuti da far sviluppare l’intero continente africano. Tanto che, col cavolo che questi fanno uno Stato.
Ricapitolando:
A Gaza c’è una guerra vera scatenata da Hamas, non da Israele. Nessuno oggi è in grado di dire quante vittime ci sono state, quante di queste erano miliziani (considerando anche i bambini soldato), quante di questi erano scudi umani e quante di queste sono state uccise dalle centinaia di razzi di Hamas ricaduti sulla Striscia perché difettosi. L’unica fonte è Hamas ed è difficile credere che i loro numeri siano veri o che le loro informazioni siano attendibili.
I terroristi islamici usano sistematicamente i civili come scudi umani. Il capo di Hamas ha ordinato di fare in modo che ci siano “più donne e bambini morti” così che Israele sia sommerso dalle pressioni internazionali. Non mi sembra di aver letto niente a riguardo o di aver sentito un “difensore dei palestinesi” indignarsi per questo abominio.
Gli aiuti umanitari a Gaza li distribuisce solo Israele. Era così prima della guerra ed è così adesso. L’altro confinante, l’Egitto, non li faceva passare prima e non li fa passare adesso. Nonostante questo ormai è ampiamente provato che a Gaza non c’è nessuna carestia. Quale Stato aggredito nutre l’aggressore? Israele lo fa.
L’Egitto è con chiarezza co-responsabile dell’attacco di Hamas. Per anni ha permesso l’ingresso a Gaza di milioni di tonnellate di cemento, armi e missili. I terroristi islamici non sarebbero stati in grado di costruire centinaia di Km di tunnel senza la complicità egiziana.
Ma più importante di tutto: Israele non ha mai attaccato nessuno. Non ha mai detto di voler distruggere un altro stato. Non ha mai detto di voler annientare un altro popolo. MAI.
Al contrario l’Iran, gli arabi di Gaza e Cisgiordania, Hezbollah, gli Houthi dello Yemen, l’ISIS, Al Qaeda, la Fratellanza Musulmana guidata dalla Turchia e decine di altri gruppi islamici hanno come obiettivo primario quello di distruggere Israele e annientare il suo popolo. Troppo spesso ci si dimentica di questo “dettaglio”.

