Accordo su nucleare iraniano: c’è poco da essere ottimisti

L’accordo raggiunto ieri sul nucleare iraniano ha fatto dire a Obama di essere di fronte a “un accordo storico che renderà il mondo più sicuro”. Sulla stessa linea anche Federica Mogherini e un po’ tutto il mondo “pacifista” e di sinistra. Ma è veramente così?

La questione delle centrifughe

Come avevamo anticipato nei giorni scorsi le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio passano da 19.000 a 6.000. Nell’accordo viene specificato che le 6.000 centrifughe rimaste non saranno quelle di nuovissima generazione, cioè l’ultima evoluzione delle IR-2M in grado di arricchire l’uranio 20 volte più velocemente di quelle vecchie di concezione pakistana. Saranno tuttavia comunque le IR-2M studiate dagli scienziati iraniani, quelle cioè 10/15 volte più veloci delle centrifughe pakistane. Insomma, siamo di fronte a un palliativo, a una specie di truffa da vendere alla stampa e ai creduloni. In realtà quindi non verrà limitata la capacità iraniana di arricchimento dell’uranio che rimarrà intatta (o addirittura potenziata) dato che in ogni caso gli Ayatollah avevano già deciso di rimuovere le vecchie centrifughe pakistane.

L’uranio arricchito

L’Iran si è impegnato a non arricchire l’uranio oltre la soglia del 3,67% per almeno 15 anni. Le scorte di uranio già arricchito oltre quella soglia dovranno essere “diluite” all’estero, cioè verranno trasformate in barre con un arricchimento inferiore al 5%. Il problema, di cui nessuno parla, è che non c’è una quantificazione precisa delle scorte di uranio arricchito oltre la soglia del 20%. Nemmeno la AIEA ne conosce la quantità. E poi, chi diluirà l’uranio iraniano? La Russia? La cosa non è per nulla rassicurante.

Le centrali nucleari e le basi militari

In base all’accordo la centrale di Fordo verrà convertita in centro di ricerca, quella di Natanz sarà invece l’unica che potrà arricchire l’uranio ma senza l’uso delle IR-2M. La cosa non è molto chiara perché gli iraniani sono stati precisi a riguardo: le centrifughe saranno le IR-2M e non le IR-2, le IR-4, le IR-5, le IR-6 e le IR-8 che verranno rimosse e messe sotto controllo della AIEA. E qui torna il discorso fatto sopra. L’accordo prevede poi la conversione del reattore ad acqua pesante di Arak che dovrà essere riprogettato per non poter produrre plutonio ad uso militare. Il nocciolo verrà rimosso e portato fuori dall’Iran (sempre in Russia?). E tutte le altre centrali? L’Iran ne ha almeno altre quattro in grado di sostituire velocemente quelle citate nell’accordo oltre a una decina di “centri di ricerca”. Verranno chiuse tutte o no? Nell’accordo non se ne parla. Le basi militari saranno poi escluse dai controlli. Ora, tra le basi militari c’è anche quella di Parchin che continuerà a essere interdetta ai controlli. Insomma, agli iraniani basterà spostare il loro programma nucleare militare nelle basi dei pasdaran non accessibili agli ispettori della AIEA e lasciare il programma civile sotto controllo della Agenzia Atomica Internazionale. Furbissimi.

Il programma balistico

Nell’accordo non si fa alcun cenno al programma balistico iraniano, eppure era uno dei punti più controversi nelle trattative precedenti. Negli ultimi anni, sebbene sotto sanzioni, gli iraniani sono riusciti a sviluppare un programma balistico di tutto rispetto arrivando a produrre missili che possono raggiungere tranquillamente l’Europa. E’ prevedibile che con la rimozione delle sanzioni il programma balistico iraniano subirà una ulteriore accelerazione. Come mai non c’è nessun punto nell’accordo sul nucleare iraniano che tratti il programma balistico degli Ayatollah?

Concludendo, non ci sembra molto giustificato l’ottimismo mostrato da molte parti. Gli unici a dover essere contenti sono gli iraniani che infatti ieri sera sono scesi in strada a Teheran per festeggiare. Naturalmente tutti i dettagli, anche quelli tra le righe che spesso fanno la differenza, non potremo analizzarli fino a quando non verrà reso pubblico l’accordo definitivo, ma al momento ci sembra molto più una mossa mediatica che un accordo che, come dice Obama, rende il mondo più sicuro. Al contrario, ci sembra che l’unica cosa che faccia questo accordo sia quella di rafforzare militarmente l’Iran.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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