Il trionfo dell’odio antisemita. Da Tolosa a Bruxelles

Non credo che qualcuno possa sollevare dubbi sulla matrice antisemita dell’attentato di ieri al Museo Ebraico di Bruxelles. Qualcuno a dire il vero ci prova e in tanti si danno da fare per sminuire il gravissimo fatto parlando di “fatto isolato”.

In verità ci troviamo di fronte all’apice di una campagna di odio anti-ebraico e anti-israeliano che ha radici molto profonde. Da molto tempo lanciamo allarmi in tal senso, da molto tempo parliamo di esplosione del nazismo in Europa abbinata a una crescente presenza di dubbie organizzazioni islamiche. Ma sembra che nessuno voglia vedere questa realtà. Solo pochi giorni fa parlavamo di voglia di nazismo in Europa e purtroppo quelle parole sono state profetiche.

Dicevamo della radici profonde di questo odio, un odio che parte da lontano e che non riguarda solo l’antisemitismo di matrice nazista ma anche quello di matrice sinistra e islamica, uno strano connubio di ideologie unite solo dall’odio antisemita e che si manifesta in molti modi, a partire dalla campagna BDS fino al più bieco populismo che identifica nell’ebreo (e quindi nei “poteri forti”) il responsabile di tutti i guai del mondo. E’ una cosa già vista nel secolo scorso e che ha portato allo sterminio di milioni di ebrei. Oggi quella situazione si ripete anche se con forme leggermente diverse, se vogliamo più subdole.

E poi oggi c’è internet che veicola l’odio antisemita in maniera veloce ed efficiente. Bastava guardare alcuni commenti sui maggiori media e social network alla notizia dell’attentato di ieri per rendersi conto di quanto sia profondo l’odio antisemita. E anche qui il discorso parte da lontano, da quelle menzognere campagne antisemite volte a delegittimare Israele, cioè la patria di tutti gli ebrei.

Non starò a fare l’elenco di tutte le campagne antisemite, delle tante allusioni di hitleriana memoria che abbiamo sentito in questi giorni, dico solo che chi semina vento raccoglie tempesta. Per questo era prevedibile che una cosa come quella accaduta ieri a Bruxelles accadesse e purtroppo è prevedibile che accadrà ancora perché ormai in molte menti malate si è insinuato il germe dell’odio antisemita. E’ un trionfo per tutti i populisti e gli estremisti di questo mondo. Mi limito solo a dire una cosa: se i fatti e i luoghi hanno un senso l’attentato antisemita di ieri è drammaticamente importante. Un attentato antisemita nella capitale politica d’Europa alla vigilia di importanti elezioni europee dove i partiti nazisti e antieuropeisti sono stati protagonisti di una campagna violentissima, non è un caso, non è qualcosa alla quale non si può pensare.

E nel sentire le notizie che arrivano da Bruxelles non può non tornare in mente l’attentato di Tolosa contro una scuola ebraica dove un arabo, Mohammed Merah, uccise a sangue freddo tre bambini e un adulto solo perché erano ebrei. Ecco, morire solo perché si è ebrei, essere ammazzati solo perché si è israeliani o perché ci si trova a fare turismo in una struttura ebraica. Questo è dove ha portato (di nuovo) l’odio antisemita. E’ come se la storia invece di insegnarci qualcosa fosse solo un mezzo per dare il via a tragici ricorsi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Miriam Bolaffi

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