Gli Stati Uniti rimuovono la Siria dalla lista degli Stati Canaglia

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Gli Stati Uniti sono pronti a rimuovere la Siria dalla lista dei cosiddetti “Stati canaglia”, nonché dall’elenco dei paesi che sostengono il terrorismo.

Questa settimana la Commissione Affari Esteri del Senato ha approvato una decisione bipartisan volta a non includere più la Siria tra gli Stati canaglia ufficialmente designati, elenco curato dal National Institute for Middle East and North Africa.

L’elenco, utilizzato dagli Stati Uniti da quasi trent’anni, include i paesi accusati di ostilità verso gli interessi americani, sostegno al terrorismo, ricerca di armi di distruzione di massa o gravi violazioni dei diritti umani.

La senatrice democratica Jeanne Shaheen, membro anziano della commissione, ha annunciato la decisione, affermando: “Sono lieta che la commissione abbia adottato il mio emendamento per rimuovere la Siria dall’elenco degli ‘Stati canaglia’ del National Institute for Middle East and North Africa, che include Iran, Russia e Corea del Nord”.

In un post sulla piattaforma X, ha aggiunto: “La Siria deve continuare a prendere le distanze dalle sue affiliazioni passate e muoversi verso la democrazia, la stabilità e la sicurezza”.

L’elenco attualmente include paesi come Russia, Corea del Nord, Iran, Cuba e Venezuela, e in precedenza includeva Iraq, Libia e Sudan. In base a tale designazione, al governo degli Stati Uniti è vietato cooperare con i paesi elencati in settori quali l’energia nucleare civile.

Parallelamente, l’inviato statunitense in Turchia e Siria Tom Barrack ha annunciato che il presidente Donald Trump intende presto rimuovere la Siria dall’elenco degli Stati che sostengono il terrorismo. Barrack ha rilasciato la dichiarazione durante una visita a Damasco il 29 maggio, durante la quale ha incontrato il presidente siriano Ahmad al-Sharaa e il ministro degli Esteri As’ad Al-Shibani.

Barak ha affermato che “l’obiettivo principale dell’amministrazione statunitense è quello di rafforzare l’attuale governo di Damasco”, segnalando un cambiamento significativo nella politica americana dopo anni di isolamento diplomatico e sanzioni.

Durante la visita, Barak e i funzionari siriani avrebbero discusso una serie di questioni, tra cui le sanzioni statunitensi e il futuro delle relazioni siriano-americane.

Nelle ultime settimane, l’amministrazione Trump ha intrapreso diverse iniziative a sostegno della nuova leadership siriana. In particolare, il 13 maggio il presidente Trump ha annunciato dall’Arabia Saudita che gli Stati Uniti avrebbero revocato le sanzioni contro la Siria nel tentativo di aiutare la ripresa del Paese e sostenere gli sforzi di stabilizzazione.

Inoltre, nei prossimi giorni, una delegazione militare statunitense di alto livello si recherà in Siria per formalizzare la presenza militare degli Stati Uniti nel Paese.

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